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Conto Mazzini, Rete: "Si apra la crisi e si lasci al popolo l'onere di scegliere"

13 mag 2015
Conto Mazzini, Rete: "Si apra la crisi e si lasci al popolo l'onere di scegliere"
Conto Mazzini, Rete: "Si apra la crisi e si lasci al popolo l'onere di scegliere"
Il decreto di citazione che rinvia a giudizio 21 indagati per fatti riconducibili all'indagine nota col nome di “conto Mazzini”, tra cui 8 ex Segretari di Stato, richiede una risposta definitiva di quella parte della politica che ha continuamente oscillato tra il negazionismo della gravità dei fatti e la difesa oltre ad ogni evidenza di propri “cavalli di razza”.
Claudio Felici e Stefano Macina devono immediatamente dimettersi da ogni loro ruolo istituzionale: avrebbero evitato al loro partito l'ennesimo imbarazzo se avessero seguito il nostro consiglio di dimettersi qualche mese fa.
Nella trama ricostruita dai magistrati emerge un'organizzazione dedita all'arricchimento personale alle spalle del popolo sammarinese.
Milioni di euro fatti circolare tranquillamente e poi incassati “per conto del signor Giuseppe Mazzini”, decine e decine di conti, libretti, in un vortice di connivenza e copertura reciproca.
Un piano criminale, appunto.
Claudio Felici è stato Segretario di Stato fino a pochi mesi fa ed è tuttora membro della commissione consiliare che tratta i temi di giustizia. Stefano Macina è stato capogruppo consigliare del PSD fino a un paio di settimane fa. Ai due vengono contestati il reato continuato, la compartecipazione e cooperazione e il riciclaggio, derivanti da reati contro la pubblica amministrazione, falsa fatturazione, falsità in atti, truffa, ricettazione, appropriazione indebita ecc.
Questi gli uomini che mandiamo in giro per il mondo a rappresentarci.
Di fronte a questo stato di cose chi non condanna deve venir considerato corresponsabile, complice, favoreggiatore.
Chi non ha gli attributi per pretendere passi indietro e una giustizia celere di fronte a queste cose è a sua volta parte del degrado culturale e civile che affossa il paese giorno dopo giorno, tra favori, silenzi, omertà, complicità e spettacoli pirotecnici di distrazione di massa.
Non c'è alcun interesse di Stato a tenere in piedi un governo che ogni due per tre perde pezzi, indagati a vario titolo. C'è solo accanimento, chi paga è il popolo inerme di fronte allo spettacolo vergognoso dei rappresentanti delle sue istituzioni.
Si dimettano i rinviati a giudizio, facciano mea culpa gli alleati che pur sapendo non sono stati in grado di intervenire per evitare l'ennesima figuraccia alle istituzioni, si apra la crisi e si lasci al popolo l'onere di scegliere una classe politica meno compromessa.
Decidano i cittadini del loro futuro, sapendo che chi ha taciuto un giorno tacerà per sempre!

Movimento R.E.T.E