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Contratto industria: nuovi aumenti in busta paga

22 gen 2020
Contratto industria: nuovi aumenti in busta paga

Buste paga dei lavoratori industria cresciute del 6% dal 2013 ad oggi, contro un’inflazione media del 4,6%. Concordata nuova distribuzione di aumenti per il prossimo biennio pari all’1%. Sono questi i numeri della periodica verifica tra le Federazioni Industria della CSU e l’Anis sull’inflazione prevista e quella reale degli aumenti contrattuali sottoscritti nel 2012. Nel verbale d’accordo firmato oggi nella sede dell’Associazione Industriali è stato ribadito l’obiettivo di allineare entro il 31 dicembre 2021 gli aumenti retributivi rispetto all’inflazione reale registrata durante i nove anni di copertura contrattuale. Per il biennio finale gli aumenti concordati sono così distribuiti: dal 1° gennaio 2020 più 0,50%, dal 1 gennaio 2021 più 0,50%. Gli stessi aumenti sono previsti anche per le buste paga dei lavoratori del settore artigianato, con la firma del verbale d’accordo tra Federazioni Industria CSU e Unas in agenda per domani (giovedì 23 gennaio). “Stabilità e regole certe”. A due anni dalla scadenza, i segretari industria della CSU, Agostino D’Antonio ( FULI-CSdL) e Paride Neri (FLIA-CDLS) tornano a sottolineare il valore dell’accordo contrattuale sottoscritto nel 2012, in piena tempesta economica: “E’ stato un contratto battistrada per l’intero sistema economico di San Marino, che per nove anni ha dato stabilità, prospettive e regole certe a migliaia di lavoratori e centinaia di imprese”. “Un contratto che in questi anni di dura recessione economica ha rappresentato- affermano D’Antonio e Neri - un vero e proprio argine anti-crisi, un accordo di sistema che ha messo a disposizione delle imprese gli indispensabili strumenti per rispondere alle esigenze e alle turbolenze dei mercati, riducendo il ricorso alla cassa integrazione, e ha pienamente difeso il potere d’acquisto dei lavoratori”. Del resto, è la conclusione, “negli ultimi dodici mesi il settore manifatturiero ha innalzato la media dei dipendenti: in un anno infatti il numero dei lavoratori occupati nelle fabbriche sammarinesi è passato da 6.237 a 6.527, pari ad un aumento di 290 unità”.