Csu: "Decreto salvabanche: con questo Governo il confronto è del tutto inutile!"

Csu: "Decreto salvabanche: con questo Governo il confronto è del tutto inutile!".

È un grido di allarme e insieme di profondo dolore per il Paese, quello che la CSU lancia a proposito del Decreto 16/2019 “salvabanche”; un grido d'allarme che va ben oltre questa singola vicenda. Quello che sta succedendo con questo Decreto è la dimostrazione lampante e oramai definitiva che con questo Esecutivo il confronto è assolutamente inutile! Il tutto è retto dal solito schema: i Segretari di Stato a parole proclamano grandi disponibilità al confronto, ma poi l'Esecutivo - che mente sapendo di mentire - va avanti per la sua strada nonostante tutto e tutti! Del resto più chiaro di così si muore! Il Decreto “salvabanche”, per l'appunto, era stato sospeso dalla ratifica consiliare all'inizio dell'anno per consentire quello che doveva essere il confronto con le parti sociali e politiche. La CSU aveva inviato per iscritto al Governo le sue proposte dettagliate ed avanzato le proprie richieste. In particolare, rispetto ai tanti e complessi contenuti del Decreto, sui quali non ci soffermiamo in modo particolare, la CSU ha rivendicato le massime garanzie sui Fondi Pensione e, tra le altre cose, ha espresso contrarietà al finanziamento delle banche in liquidazione coatta. Oltre a ciò, ha chiesto chiarimenti rispetto alla ipotizzata portabilità e frazionabilità del credito di imposta per le stesse banche, e ha avanzato la proposta di utilizzare - quali garanzie per i Fondi pensione gestiti da Banca CIS - i titoli e le obbligazioni in possesso di Banca Centrale (in particolare quelli non immobilizzati, che ammontano a circa 100 milioni). Proposte e richieste - avanzate con forte senso di responsabilità verso tutto il Paese, nella consapevolezza della gravità della situazione del sistema bancario e dei rischi che stanno correndo i fondi pensionistici dei lavoratori e dei pensionati - e che sono state ribadite nell'incontro di una settimana fa con il Segretario di Stato per le Finanze. Ma dallo stesso Segretario nell'incontro non è arrivata nessuna risposta né chiarimento, lasciando tutto in un limbo indefinito. Peraltro, gli emendamenti depositati nella giornata di oggi, non danno nessuna risposta ai temi posti dalla CSU. Dall’esame delle modifiche proposte dall’Esecutivo prendiamo atto dell’inserimento di due commi all’Art. 2 che prevedono la sola possibilità di prorogare per ulteriori 90 giorni la sospensione dei pagamenti. Nel ribadire la necessità di una concreta e positiva soluzione della vicenda di Banca CIS, questa possibilità viene incontro alle aspettative auspicate dai dipendenti della banca, nell’interesse del mantenimento dei posti di lavoro, a tutela dei clienti correntisti e degli investitori e per scongiurare la liquidazione coatta amministrativa dell’istituto di credito. Considerando tutto ciò e l’inesistente approfondito confronto, per la giornata di domani è prevista la ratifica definitiva di questo Decreto. Con questo atto unilaterale il Governo ha passato ogni limite! Se per l'Esecutivo confrontarsi con le parti sociali è solo un intralcio e una perdita di tempo, lo dica chiaramente una volta per tutte e metta fine a questa farsa insopportabile del confronto, perché finora solo di una farsa si è trattato! L'Esecutivo dica chiaramente che il suo metodo non è quello dal governo ma quello del comando, in barba ad ogni principio di democrazia! Noi, da parte nostra, riteniamo che il Paese abbia invece bisogno della più ampia partecipazione e coinvolgimento alle scelte da parte delle organizzazioni sociali e dei cittadini, tanto più di fronte a problematiche così gravi ed epocali. Il Governo e la maggioranza che lo sostiene hanno rotto definitivamente ogni possibilità di coesione sociale, e stanno portando il Paese verso una deriva difficilmente recuperabile. Considerando lo scenario descritto in queste ore dai media interni ed italiani, si capisce che questo Governo non è più in grado di essere di aiuto al Paese; ne tragga quindi le dovute conclusioni politiche.

Comunicato stampa
CSU

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