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CSU: "Fermate il progetto di legge sui Titani"

26 giu 2020
CSU: "Fermate il progetto di legge sui Titani"

“Fermate il progetto di legge sulla moneta fiscale”. E’ forte e chiaro l’appello che la CSU rivolge al Governo e alle forze consiliari di maggioranza e di opposizione. “Dobbiamo rilevare che sul tema dei Certificati di compensazione fiscale sammarinesi, brevemente CCFS o meglio conosciuti come ‘Titani’, proposti in un Progetto di Legge da parte della maggioranza, si sta creando un clima di crescente preoccupazione tra i lavoratori e nella cittadinanza. Peraltro si vuol creare la falsa convinzione che i ‘Titani’ non aumenteranno il debito dello Stato: è opportuno e necessario chiare che questo strumento è, a tutti gli effetti, una moneta fiscale e come tale rappresenta una passività liquida dello Stato alla stregua dei titoli di Stato. Ci lasciano decisamente sconcertati la superficialità con cui si tenta di far passare questo strumento come uno dei pilastri del rilancio economico del Paese e, soprattutto, le modalità con cui si tenta di “imbonire” la cittadinanza sia tramite social media che per mezzo di rassicuranti interviste e illustrazioni degne di un libro di quinta elementare”. “Sorge spontaneo chiederci – proseguono le confederazioni sindacali - per quale motivo la maggioranza ha presentato in prima lettura - senza nessun tipo di comunicazione preventiva, condivisione o confronto preliminare con le parti sociali - il Progetto di Legge sui ‘Titani’. L’avvio all’iter consiliare è stato preceduto da una serie di spot e interviste per stimolare il consenso dell’opinione pubblica attorno ad un progetto che fa acqua da tutte le parti. Nel corso degli incontri effettuati il 23 giugno scorso dalla Centrale Sindacale Unitaria con le forze politiche consiliari di maggioranza ed opposizione, dalle quali abbiamo voluto ascoltare le argomentazioni prima di esprimerci nel dettaglio, esponenti della maggioranza ci hanno comunicato che una volta approvato il Progetto di Legge sui CCFS c’è l’intenzione, in tempi brevi, di inondare il Paese con un ammontare pari a 15/20 milioni di ‘Titani’, creando di fatto un corrispondente ‘credito di imposta’ a favore dei privati ed aziende che si andrebbe di fatto ad aggiungere ai quasi 300 Milioni di credito di imposta generato dai dissesti del sistema bancario sammarinese e dalle sciagurate e discutibili transazioni a “saldo e stralcio” degli NPL: il tutto ovviamente a carico della collettività”. La CSU stigmatizza “il ripetersi da parte del Governo e della maggioranza di atteggiamenti e comportamenti che nulla hanno a che fare con lo spirito di condivisione e concertazione e che dimostrano - nei fatti - modalità di gestione autoreferenziale del potere in piena continuità rispetto agli Esecutivi più o meno recenti. Va sottolineato con forza che un progetto di così rilevante portata ed invasività per il nostro Paese, con forti ricadute su lavoratori, pensionati e cittadini, non può in nessun caso essere frutto di un atto unilaterale”. E denuncia malcelati tentativi di intaccare, con l’ormai onnipresente percentuale del 30%, le retribuzioni e le pensioni: “Per l’ennesima volta si tenta di agevolare le solite lobbies commerciali ed economiche interne, riducendo sempre più la libertà di spendere i proventi del lavoro o delle pensioni dove e come si vuole, ma soprattutto ricevendo quanto spettante nell’unica moneta legale: gli Euro. Tutto questo senza che, nonostante le ripetute denunce, si sia finora riusciti ad introdurre un benché minimo controllo sulle dinamiche dei prezzi di beni e servizi interni, con relative sanzioni per scoraggiare i furbetti indisciplinati”. “Un aspetto che lascia indignati nel progetto di legge sulla moneta fiscale – sottolinea con forza la CSU - è quello relativo al sostegno ai nuclei familiari ed alle persone in difficoltà: ricordiamo a Governo e maggioranza che ha chiesto sin dall’inizio della crisi sanitaria un più incisivo intervento a favore delle componenti della cittadinanza che sono più in difficoltà: è stata formalizzata in più di una occasione la richiesta, inascoltata, di un incremento dei fondi a disposizione e delle modalità di erogazione per aiutare le imprese e le famiglie che non arrivano a fine mese, per cercare di accompagnare situazioni economiche devastate dalla crisi economica e sanitaria. Invece di stanziare somme reali e dare aiuti concreti, cosa ci si inventa come risposta risolutiva a queste situazioni? Gli aiuti economici in ‘Titani’ con il vincolo che, una volta accettati, si resta successivamente obbligati per 30 mesi a doverli utilizzare. Quando poi ci si sente rispondere da un esponente della maggioranza che “piuttosto che non ricevere nulla è meglio accettare i ‘Titani’, allora l’indignazione sale a dismisura. Si potrebbero scrivere pagine intere riguardo alle oggettive criticità della proposta presentata in prima lettura, ed altrettanto si potrebbe dire per confutare l’assoluta aleatorietà dei vantaggi che vengono instancabilmente spiegati alla cittadinanza”. Se l’adozione di uno strumento come i CCFS, fosse realmente la soluzione dei problemi di liquidità e lo strumento di rilancio dell’economia, fa notare la Centrale Sindacale Unitaria, “sarebbe già stato sperimentato ed utilizzato da tempo in molti Paesi che hanno una estensione territoriale ed una dipendenza dall’interscambio estero molto minore di quello di San Marino. Come si rileva da un documento di Banca d’Italia del Dicembre 2017, le emissioni di questo genere di strumenti sono avvenute molto raramente e solo in casi di crisi di liquidità ed impossibilità di finanziarsi tramite i mercati; i casi citati sono quelli relativi alla Germania del 1933 ed allo Stato della California con più emissioni, l’ultima delle quali nel 2009 si è conclusa in modo disastroso con una perdita rilevante rispetto al valore originario. In un contesto nel quale San Marino si affaccia sui mercati internazionali per cercare la fiducia ed il sostegno di finanziatori, non riteniamo che l’adozione dei “Titani” sia uno splendido biglietto da visita”. La CSU chiede che il Progetto di Legge sui CCFS ‘Titani’ venga ritirato dalla prima lettura e sia oggetto di approfondite verifiche e di una ampia e trasparente condivisione con tutte le forze sociali ed economiche: “Saremmo curiosi di conoscere la posizione formale della Banca Centrale, dell’ABS e delle Banche sammarinesi -che saranno poi i soggetti che dovranno trasformare i ‘Titani’ in Euro- e, soprattutto, delle attività economiche che dovrebbero accettare tale ‘moneta’ dai risparmiatori: qualora non vi fosse una disponibilità pressoché totale, ogni ulteriore commento sarebbe superfluo. Prima di avventurarsi in progetti i cui risultati sono tutti da verificare, “riteniamo che sia più utile e proficuo rilanciare la San Marino Card, ripristinando il circuito sconti (ormai ridotto ai minimi storici dopo le ben note battaglie di alcune Associazioni contro la funzionalità di tracciamento fiscale), creando una SMaC turistica con sconti e benefit, e promuovendo la possibilità di essere usata come carta di credito prepagata”. Per trovare le risorse necessarie ad aiutare le famiglie in difficoltà la CSU ribadisce “la necessità di perseguire con convinzione gli evasori e gli elusori fiscali: sollecitiamo il Tribunale a fare presto sulle decine, forse centinaia, di procedimenti a carico di tutti quelli che hanno depredato il Paese, devastato il sistema bancario e creato montagne di NPL. Non si può più tollerare che i responsabili restino impuniti, è ora di iniziare a togliere a chi si è arricchito illegalmente e restituire risorse vere, e non ‘Titani’, a chi ha bisogno. Non c’è più tempo da perdere, è ora di agire”.

Comunicato stampa
CSU – Centrale Sindacale Unitaria


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