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La CSU ha incontrato gli imprenditori del Luxury Department Store San Marino

15 mag 2015
La CSU ha incontrato gli imprenditori del Luxury Department Store San Marino
Nel pomeriggio di ieri la CSU ha incontrato una rappresentanza del gruppo imprenditoriale, formato dal Borletti Group e dalla Società Dea, intenzionato ad insediare il "Luxury Department Store San Marino".

Il gruppo industriale ha ribadito la volontà di creare a San Marino questo nuova attività commerciale, ritenendo il nostro paese una collocazione interessante, vista la notevole entità dei flussi turistici sia dall'Italia che dall'estero e la vicinanza con zone di grande richiamo, e dato che nel raggio di oltre 100 km non ne esistono altri.

Da parte loro viene previsto un afflusso di circa due milioni di visitatori ogni anno; si tratta di persone che, di norma, non arriverebbero nel nostro paese. In tal senso, dal punto di vista delle vie di comunicazione, è auspicabile che anche l'aeroporto di Rimini riprenda la sua attività.

L'investimento previsto si aggira sui 60/70 milioni di euro, tra acquisto dell'area e costo per le strutture immobiliari. Il progetto dovrebbe realizzarsi nell'arco di 2/4 anni. La prima fase dovrebbe concludersi nella primavera del 2015, con la costruzione di 15mila mq, rispetto ai potenziali 45mila mq costruibili complessivamente. Per realizzare l'investimento immobiliare, è necessario il cambio di destinazione d'uso dei terreni individuati.

Questa struttura commerciale, oltre ai grandi marchi della moda, dovrebbe ospitare anche altre tipologie di prodotti, tra cui marchi sportivi, che si rivolgono ad una target di clientela con differenti capacità di spesa.

Oltre al personale occupato direttamente dal centro, la realizzazione di questa opera immobiliare potrebbe dare un forte impulso al settore dell'edilizia e dell'impiantistica, che sono proprio i comparti più duramente colpiti dalla crisi. Anche la possibilità di ridare slancio a questi settori, ormai completamente fermi nel nostro paese, a causa di decenni di attività edilizia dissennata e inquinata da forti infiltrazioni malavitose, è un elemento di una certa importanza.

A detta dei responsabili del gruppo imprenditoriale, gli immobili verrebbero realizzati secondo tecniche costruttive e con materiali a basso impatto ambientale e con un forte utilizzo di fonti di energia rinnovabile.

Circa i livelli occupazionali, una volta arrivati a regime, fra operatori diretti e indiretti, dovrebbe fornire lavoro a 300/400 persone, di cui 250/300 occupate direttamente presso il centro, mentre un altro centinaio in attività legate all'indotto, e in particolare in attività di servizio.

Naturalmente per avere disponibilità di personale qualificato, è necessario predisporre, in tempi utili, le necessarie iniziative di formazione professionale, anche in collaborazione con le istituzioni e i servizi pubblici preposti. Il gruppo imprenditoriale hanno assicurato l'intenzione di partecipare economicamente ai costi di tali progetti formativi.

Alla richiesta della CSU di avere maggiori dettagli, i rappresentanti degli imprenditori hanno affermato che saranno in grado di farlo quando riceveranno le risposte alle richieste allo Stato circa la possibilità di acquisizione dei terreni individuati e del loro cambio di destinazione d'uso.

La CSU da parte sua ritiene questo progetto interessante, e ne dà un giudizio sostanzialmente positivo. Ritiene che questa iniziativa possa contribuire al rilancio economico del paese, anche se ciò rappresenterebbe solo un primo passo, nell'ambito di un progetto di sviluppo più complessivo che deve fissare le traiettorie per una nuova collocazione economica di San Marino e ridare un forte impulso alle attività produttive dell'economia reale e all'occupazione.

Rispetto alle critiche sollevate intorno a questo progetto, riteniamo che la concorrenza non possa che essere un elemento che favorisce la crescita di tutte le attività economiche, comprese quelle commerciali. È un progetto che, oltre a dare alcune prime risposte alla gravissima emergenza occupazionale, può portare a San Marino un numero molto elevato di visitatori, con grandi benefici economici per tutto il paese.

Poiché la realizzazione di questa attività commerciale implica necessariamente interventi a livello della viabilità, con il coinvolgimento anche dell'Italia, è necessario capire quali sono le intenzioni del Governo, e in particolare se intende appoggiare o meno questa iniziativa e se è disposto ad accogliere le richieste del gruppo imprenditoriale anche in termini di viabilità e interventi infrastrutturali.

In tal senso, per capire quale dovrà essere l'impegno dello Stato, la CSU nei prossimi giorni invierà una richiesta di incontro al Congresso di Stato per conoscere, appunto, le volontà del Governo, e per verificare se tale progetto è realizzabile senza che comporti oneri eccessivi per lo Stato stesso.