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La Cultura incontra i Diritti. I firmatari dell'appello per la Carta dei Diritti spiegano perché

2 giu 2016
La Cultura incontra i Diritti. I firmatari dell'appello per la Carta dei Diritti spiegano perché
"Perché ho firmato la Carta dei Diritti? Perché l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Perché un lavoro dignitoso, che non può esistere senza diritti riconosciuti, dovrebbe essere la preoccupazione di tutti e il fine di qualsiasi organizzazione economica. Non le persone per l'economia, ma l'economia al servizio del benessere delle persone". Primo Silvestri, giornalista economico, che motiva così la sua adesione, è uno dei partecipanti all'incontro di mercoledì sera APERIDIRITTI organizzato dalla CGIL di Rimini e coordinato dalla giornalista Vera Bessone, per discutere, con i firmatari dell'appello a sostegno della Carta dei Diritti, dei contenuti della proposta di legge oggetto della raccolta di firme attualmente in corso.

L'iniziativa ha avuto luogo in un angolo molto bello della città anche se poco conosciuto, nel Borgo Sant'Andrea presso la Galleria Gorza che attualmente ospita anche alcune opere della Biennale del Disegno. La Cultura incontra i Diritti era la traccia proposta per la serata a sottolineare quanto la cultura nel nostro Paese sia un settore residuale se si guarda alle risorse investite da molti Governi a questa parte e quanta precarietà e non riconoscimento di professionalità sussista in tutti i suoi campi. Lo ha sostenuto il Segretario CGIL Graziano Urbinati specificando che l'Italia investe un terzo rispetto alla Corea e meno della metà della Germania.

Per Simone Bruscia, direttore di Riccione Teatri, “la Carta dei Diritti Universali del Lavoro è uno strumento indispensabile, necessario. Il nuovo Statuto di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori può essere il germoglio di una società che non subisce, non si piega, ma vuole osare e mettere al centro la cultura, finalmente, riconoscendone un ruolo cruciale in questa nostra società della conoscenza. Un valore importante e decisivo, la cultura, fattore fondamentale di coesione e integrazione sociale, determina il nostro presente e il futuro”.

Parlando più in generale del lavoro, Graziano Urbinati ha detto che questo tema è scomparso dal dibattito politico, come è risultato evidente, salvo rare eccezioni, anche in questa campagna elettorale. Al contrario, il lavoro è la maggiore preoccupazione dei cittadini sia per l'oggi che il futuro. La Carta dei Diritti, che per la CGIL dovrebbe aggiornare lo Statuto dei Lavoratori del 1970 tenendo conto dei cambiamenti intervenuti nel mondo del lavoro, si fonda sul principio che i diritti devono essere estesi a tutti quelli che lavorano, che siano subordinati o autonomi, precari o lavoratori degli appalti, atipici o flessibili. Questo, dopo che diverse leggi negli ultimi anni hanno colpito pesantemente i diritti dei lavoratori e mascherato tanti soprusi con la giustificazione della crisi, vedi ad esempio l'abuso dei voucher da parte di troppi imprenditori.

“Il lavoro - per Paola Gualano dell'associazione Rompi il silenzio - non può essere concepito come un fattore marginale e povero, ristretto in confini di precariato, depurato del necessario e fondamentale apporto qualitativo determinato da CHI lavora. Il lavoro deve tenere in considerazione i diritti fondamentali della Persona, mettendo al centro aspettti, quali: uguaglianza, dignità, libertà. Per questo ho firmato, pensando anche alle tante donne che, pure nel mondo del lavoro, non sono uguali, non hanno dignità, non sono libere”.

Sulle discriminazioni inaccettabili pone l'accento anche Marco Tonti Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini: “Tra tutti i diritti quello al lavoro ha un ruolo speciale, fondante della nostra Repubblica. Troppe volte, anche qui a Rimini, si vedono persone LGBT minacciate di licenziamento o licenziate con dei pretesti per orrida omo-transfobia, una discriminazione inaccettabile in un Paese civile. Senza tutele per lavoratori e lavoratrici tutti gli altri diritti diventano fantasmi di un'idea vuota di democrazia, perché il lavoro deve garantire sicurezza e non ricattabilità, la base sicura dalla quale ogni persona può aspirare alla dignità e alla parità sociale. Di fatto, alla libertà”.

Nel corso della serata si sono susseguite esibizioni di musicisti e attori. Tamara Balducci ha letto alcuni brani tratti da discorsi di Di Vittorio, mentre Annalisa Teodorani ha recitato delle poesie. La musica è stata eseguita da Beppe Ardito, Francesco Mussoni, Andrea Amati, Alberto Marini, Elena Partisani. Infine un pensiero a Franco Fattori giornalista musicale, dj e uomo del Volontariato riminese con l'esecuzione del brano Oltre la linea del tempo di Riccardo Amadei.

L'impegno della raccolta firme prosegue. La CGIL di Rimini insieme alla FIOM organizzerà una “Festa dei Diritti” Giovedì 16 Giugno in piazza Cavour.
Mutuando la motivazione di Alida Paterniani, Presidente del Comitato ARCI di Rimini “la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare non intende solo promuovere un nuovo dispositivo legislativo, ma ambisce a favorire un’ampia azione di mutamento culturale a partire dalla piena applicazione degli articoli costituzionali; questo, quindi, non riguarda solo il sindacato, ma interessa tutti”.

Comunicato stampa CGIL Rimini