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Dichiarazione sulla preferenza unica. A. Casali

8 dic 2016
Dichiarazione sulla preferenza unica. A. Casali
Quando il Comitato Promotore del Referendum per la preferenza unica si costituì immediatamente ci furono le prime reazioni scomposte. In molti si prodigarono per mettere in evidenza i grandi guai che la preferenza unica avrebbe prodotto.
Tutto ciò continuò, amplificandosi notevolmente, durante tutta la campagna referendaria. Gli argomenti per “convincere a votare contro la preferenza unica
erano principalmente: orde di elettori sammarinese residenti all’estero avrebbero assalito in massa il Monte Titano per condizionare le Elezioni Politiche Generali;
Giovani e donne sarebbero stati penalizzati fino all’inverosimile, tanto è vero che dei già pochi presenti in Consiglio Grande e Generale 8donne e giovani) si preconizzava la quasi estinzione.
Alcune donne Consigliere hanno addirittura tentato di creare problemi attraverso la loro presenza in organismi internazionali, ponendo domandine un po’ ingenue e poco qualificanti, mirate a screditare l’iniziativa tendente alla preferenza unica.
Ma anche dopo l’esito referendario, dopo che i cittadini democraticamente si
sono espressi, nel corso del dibattito consiliare, alcune rappresentanti del gentil
sesso, e anche qualche maschietto “sinistroso”, hanno ripercorso la strada del
lamento, della esasperazione, del dramma. Sono state scomodate le battaglie del
passato per il raggiungimento dell’emancipazione femminile, sono state scomodate
nonne, madri e figlie, nel nome delle quali combattere la grande crociata, additando i promotori del Referendum come persone aride e con pochi scrupoli.
Poi sono arrivate le Elezioni del 20 novembre 2016, sei mesi dopo il Referendum, e la situazione registrata, dati di fatto concreti alla mano, è la seguente:
1) Gli elettori sammarinesi residenti all’estero sono calati percentualmente rispetto alle Elezioni del 2012, quindi nessuna invasione.
2) I nuovi eletti in Consiglio Grande e Generale sono stati 31, di cui 25 nuovi eletti, quindi i giovani e i nuovi non sono stati affatto penalizzati.
3) Le donne elette nel Consiglio Grande e Generale sono più di quelle elette nelle
Elezioni del 2012 e dopo gli assestamenti dovuti al ballottaggio sono diventate
addirittura 14, record storico per San Marino. Mai così tante donne erano state
elette nell’Assemblea Consiliare!
4) I consiglieri eletti dalle “cordate” di un tempo non ci sono più, o comunque sono
notevolmente diminuiti, portando una ventata di trasparenza in aula.
Il Comitato Promotore e gli elettori che hanno sostenuto l’introduzione della
preferenza unica avevano dunque ragione, ma nessuno ne da atto oggi, a proposito di rinnovamento del modo di fare politica. La Commissione per le Pari Opportunità, così attiva nel manifestare in mille modi, a volte anche impropri, la propria contrarietà alla preferenza unica, anche con lettere alla Eccellentissima Reggenza e a tutti i Consiglieri, ora è muta, anziché scusarsi per i giudizi errati ed esternare la propria soddisfazione per l’aumento sostanziale della presenza femminile in Consiglio Grande e Generale.
Ma tant’è! Questa è la realtà sammarinese attuale e se non cambierà davvero,
il futuro purtroppo non potrà essere roseo per il nostro Paese.
La strada della democrazia diretta può essere comunque, se usata con saggezza, molto utile per venire fuori dal tunnel in cui si trova il Paese; ascoltare il
pensiero dei cittadini è un fattosempre molto positivo oltre che democratico, come
sta a dimostrare il Referendum sulla Preferenza Unica.

Augusto Casali.