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A difesa della sanità valligiana: si costituisce un gruppo di lavoro

5 apr 2017
A difesa della sanità valligiana: si costituisce un gruppo di lavoro
Promosso dal Sindaco del Comune di Novafeltria, Dott. Stefano Zanchini, si è ufficialmente costituito il Gruppo di Lavoro avente natura Tecnico-Politico-Socio-Sanitaria, che nasce dall'esigenza di ulteriormente rafforzare, così rendendolo maggiormente incisivo, l’impegno già profuso, a livello locale, per la difesa, la tutela e la salvaguardia del diritto alla salute di tutti i cittadini dell’Alta Valmarecchia
Ne fanno parte vari soggetti portatori di interessi peculiari, scaturenti dal ruolo rivestito nel rispettivo ambito di competenza, istituzionale e non, quali sindaci, consiglieri provinciali, operatori sanitari, rappresentanti del mondo del volontariato sociale e del comitato civico nato a difesa dell’ospedale “Sacra famiglia”. Di volta in volta ci si avvarrà di chi si ritenga possa apportare un contributo conoscitivo e propositivo all’azione del gruppo di lavoro.
Nel corso del primo incontro, svoltosi in data 20/03/2017 sono state esaminate le principali criticità presenti soprattutto nell’Ospedale di Novafeltria e che condizionano pesantemente il diritto alla salute degli abitanti dell’Alta Valle del Marecchia.
Il nosocomio ha ricevuto il riconoscimento dello status di “presidio ospedaliero in zona particolarmente disagiata”, in applicazione del punto 9.2.2. dell'Allegato 1, parte integrante del decreto ministeriale 2 aprile 2015 n. 70 (c.d. decreto Balduzzi), con il quale è stato adottato il “Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera” e tale attribuzione è stata trasfusa nella bozza delle “Linee di indirizzo per la riorganizzazione ospedaliera – Azienda Ausl Romagna” approvata nella riunione del 09/01/2017 della CTSS della Romagna.
Ne consegue, che il presidio ospedaliero in zona particolarmente disagiata deve essere dotato di tutte quelle strutture e del personale che un tale presidio deve possedere per espressa previsione normativa.
Ad oggi invece il “Sacra Famiglia” di Novafeltria, non solo non è stato ancora adeguato agli standard normativi previsti e contemplati dal decreto ministeriale n 70/2015, ma è stato oggetto di un progressivo depotenziamento.
Questa situazione è stata più volte portato alla attenzione dei vertici aziendali ricevendo molto spesso promesse ad oggi inattese e martedì 28 marzo il gruppo di lavoro ha incontrato il nuovo Dri…… Dr Giannei ribadendo con forza le principali criticità. Da anni attendiamo medici e infermieri dedicati al PS che di fatto renderebbero autonomo questo servizio evitando promiscuità con il personale del 118, liberando la guardia internistica o anestesiologica notturna favorendo lavoro e turnistica nell’UO di Medicina. Lo stesso servizio andrebbe strutturalmente adeguato per accogliere ed assistere nel rispetto della privacy e senza promiscuità i pazienti che, anche per i lunghi tempi di attesa relativi ai vari accertamenti, permangono anche molte ore in PS.
Auspichiamo tempi certi e celeri per i lavori di ristrutturazione del reparto di medicina che ad oggi impongono anche per patologie gestibili in loco, trasferimenti e ricoveri negli ospedali di costa con inevitabili disagi per pazienti e famigliari.
Come più volte promesso il reparto di chirurgia va strutturalmente riorganizzato con camere di degenza adeguate alle attività chirurgiche che andrebbero definitivamente e con certezza implementate per la chirurgia della mano, le cataratte, le ernie addominali, la chirurgia venosa e quella ginecologica. Purtroppo ad oggi le uniche due camere sono spesso occupate e in modo promiscuo da pazienti della medicina e lungodegenza e ciò compromette e impedisce una corretta programmazione degli interventi. Le sedute per gli interventi di cataratta risultano al momento sospese e questo è inaccettabile avendo avuto tutto il tempo di programmare la sostituzione dell’oculista e quindi chiediamo l’immediata ripresa degli interventi.
Abbiamo più volte sollecitato il ripristino delle tre sedute ambulatoriali di ortopedia in quanto con l’attuale unica seduta settimanale non si riesce a supportare il PS né la medicina territoriale e anche per banalità si viene inviati a Rimini.
Da anni i MMG chiedono di aumentare il numero delle sedute di endoscopia digestiva (2 a settimana potendo così prevedere anche alcune visite gastroenterologiche) invece le si è incrementate a Cattolica dove l’80% degli utenti sono della Regione Marche.
Per gli ecodoppler abbiamo lunghi tempi di attesa e dipendenti da un unico operatore e si è più vote chiesto di attivare una seduta settimanale di terapia del dolore avendo presenti gli anestesisti.
Da anni vengono richieste inutilmente nuove risorse infermieristiche e per la fisioterapia domiciliare.
Molto critica è anche la partita legata ai trasporti secondari in quanto l’ambulanza infermieristica dedicata a Novafeltria denominata Tango 13, nata quale supporto al PS di Novafeltria per centralizzare pazienti, o per consulenze o per servizi su questo territorio, viene fatta quotidianamente lavorare a Rimini per i servizi più disparati. Quando necessaria a Novafeltria ecco lievitare i tempi di attesa anche di ore con inevitabili disagi e pericoli; molto spesso i pz preferiscono procedere con mezzi propri verso Rimini, sia per il carattere di urgenza di una prestazione o perché chiude il servizio di consulenza specialistica.
Sulla RSA assistiamo all’ennesimo ritardo nell’avvio dei lavori dovuto sembra ad un ricorso relativo alla gara di appalto e quindi vigileremo attentamente chiedendo periodica rendicontazione dei lavori.
Stante quanto evidenziato, l'azione del gruppo di lavoro, si esprimerà attraverso l'esercizio di una funzione di controllo, sia riguardo al processo di adeguamento dell’Ospedale di Novafeltria agli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi previsti da Decreto Balduzzi indicati nel punto 9.2.2. dell'Allegato 1 al D.M. n. 70/2015, nonché al ripristino o attivazione di quei servizi precedentemente elencati che devono essere presenti in un ospedale periferico ma strategicamente fondamentale per garantire il diritto alla salute di una popolazione collinare e montana già fortemente penalizzata su tanti altri settori.