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Direttivo CSU: Il Paese è in stallo

22 mar 2018
Direttivo CSU: Il Paese è in stallo
“Sui temi cruciali per il futuro del Paese la situazione è di stallo completo e manca del tutto il confronto con il sindacato. Forte la preoccupazione sul rischio paralisi del Tribunale”. È quanto emerso questa mattina dalla riunione congiunta dei Direttivi di CSdL e CDLS. “Su riforma delle Pensioni, Patrimoniale, introduzione dell’IVA, situazione banche e riforma della Pubblica Amministrazione il confronto con il Governo è in sostanza fermo. Fino ad oggi si è proceduto affrontando gli argomenti singolarmente e in modo generico, senza un reale approfondimento di merito e, soprattutto, senza un piano complessivo capace di coordinare ogni singolo provvedimento in un progetto coerente di sviluppo del Paese. In tal senso, la richiesta della CSU avanzata con lettera del 6 febbraio di aprire un tavolo di confronto sui principali temi del paese che faccia da "regia politica" alle importanti riforme di cui San Marino ha necessità, da cui far discendere le scelte sulle singole tematiche, è rimasta del tutto inascoltata dal Governo."

Per i vertici di CSdL e CDLS emblematica è la questione delle riforma previdenziale: “Il confronto aperto da tempo con l’Esecutivo ruota attorno a una serie di ipotesi di intervento senza però arrivare mai a un concreto approfondimento. Sul tavolo c’è l’idea di aumentare a 67 anni l’età pensionabile, di aumentare a quota 103 la pensione di anzianità, di passare dall’attuale sistema retributivo a quello contributivo, ma si tratta di un ventaglio di provvedimenti su cui ancora non c’è un orientamento certo e che tra l’altro di fronte al pesante sbilancio dei conti previdenziali non sono neppure risolutivi”.

Anche per questo, sottolinea il Direttivo CSU, “abbiamo ripetutamente chiesto all’Esecutivo di affrontare il nodo del contributo dello Stato, perché sul fondo pensionistico gravano costi di natura assistenziale come le pensioni di invalidità e le integrazioni delle pensioni al minimo." A proposito di contributo dello Stato, si riafferma la necessità di giungere ad una reale equità fiscale, chiamando i contribuenti che continuano a dichiarare cifre risibili, a contribuire al fisco in base ai loro redditi effettivi, anche attraverso una efficace politica di accertamenti.

Al contempo abbiamo indicato come assolutamente necessario riattivare la gestione della previdenza complementare azzoppata dal referendum del 2014. "Ma anche su questi temi sembra impossibile passare da ragionamenti astratti a scelte più definite". Il Direttivo ha quindi fatto un riferimento alle risorse di Fondiss, allocate presso Banca Centrale fino al prossimo 30 giugno. Dal giorno dopo tali risorse devono tornare nella disponibilità del Comitato Gestore, il quale dovrà investirle in maniera oculata e redditizia, nell'interesse dei lavoratori assicurati. Ciò anche per fugare definitivamente illazioni - circolate negli ambienti politici - su presunti investimenti in prodotti finanziari a dir poco inaffidabili.

Lo stallo prosegue anche su capitoli importanti come l’introduzione dell’IVA e della Patrimoniale. “Sull’IVA esiste una proposta di legge elaborata da un team di esperti che, al di là dei tecnicismi, punta a ritagliare questo tipo di imposta sulla normativa europea, rimandando di fatto a lunghe e complicate trattative che riguardano gli interscambi commerciali e doganali con l’UE, mentre resta ancora da capire come e in che misura inciderà negli acquisti interni. Totale incognita è anche la Patrimoniale, un impegno previsto dalla Legge di Bilancio (il decreto dovrà essere emesso entro il 30 aprile) ma su cui il Congresso di Stato non ha mai tracciato un profilo d’intervento; non sappiamo insomma quanto inciderà sui redditi delle famiglie”.

“Nebulosa - afferma il Direttivo sindacale - è anche la questione delle banche. Il tema dell’AQR, ossia la verifica dei bilanci dei singoli istituti di credito, non trova soluzione: dopo la verifica avviata sui bilanci del 2016 oggi si attende una nuova verifica per quelli del 2017. Sulla nazionalizzazione di Cassa Risparmio conosciamo i costi, peserà sulle casse pubbliche per circa 25milioni all’anno per 25 anni, ma nulla sappiamo del nuovo piano industriale e di come si vuole risolvere il problema degli NPL. Sul fronte sindacale da parte delle dirigenze delle banche ci viene richiesto un confronto finalizzato alla riduzione dei trattamenti contrattuali dei lavoratori dipendenti. La CSU si è contrapposta a questa richiesta, sostenendo con forza che tali tematiche vanno affrontate con tutte le parti interessate al tavolo negoziale del rinnovo contrattuale, essendo il contratto collettivo del settore bancario e finanziario scaduto da ormai otto anni.

Il direttivo CSU è poi tornato sulla Legge Sviluppo, rimarcando come “la liberalizzazione delle assunzioni accompagnata dal meccanismo dei disincentivi economici per l'assunzione dei lavoratori frontalieri non ha nessun effetto sull’occupazione interna. Si tratta di una filosofia sbagliata per un mercato occupazionale delle nostre dimensioni, che lascia nelle mani degli imprenditori la più ampia discrezionalità e la possibilità di scaricare sui lavoratori i costi dei disincentivi”.

Sul versante lavoro abbiamo letto della delibera riguardante i costruttori del "Polo del lusso", nella quale vi sono elementi che attengono ai rapporti di lavoro e all'impresa: in tal senso la CSU ricorda che vi sono regole legislative e contrattuali valide per tutti, che vanno al di là della delibera e che sono vincolanti anche per chi andrà a costruire questa struttura.

Non cambia la situazione se l’attenzione si sposta sulla Pubblica Amministrazione: “L’annosa questione della riforma della PA e del piano di spending review restano obiettivi generici e ancora tutti da definire, mentre si è fermato il processo di riforma avviato negli anni precedenti, che era ormai giunto alle fasi finali".

Il Direttivo ha infine espresso “forte preoccupazione riguardo alle polemiche e alle forti contrapposizioni politiche che stanno attraversando il nostro sistema giudiziario”. Il perdurare di questo aspro conflitto interno al Tribunale e delle continue speculazioni di natura politica stanno danneggiando l’immagine della Repubblica e inevitabilmente hanno ricadute economiche negative”. Per questo la CSU si unisce all’appello lanciato recentemente dall’Ordine degli Avvocati invitando “tutte le parti in causa a ricondurre quanto prima il confronto sul piano della ragionevolezza, per evitare pericolosi corto circuiti che potrebbero causare la paralisi del Tribunale”.

L'Attivo unitario dei quadri convocato per l'intera giornata di lunedì 26 marzo presso la sala Montelupo di Domagnano, proseguirà il dibattito e l'approfondimento sull'insieme dei temi affrontati oggi, con un'attenzione particolare alla riforma pensionistica. Verrà proposto di continuare la fase di informazione e coinvolgimento dei lavoratori e dei pensionati, attraverso un ciclo di assemblee.

Comunicato stampa
CSdL - CDLS