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Discorso del Segretario di Stato per gli Affari Esteri di San Marino alla 73° sessione dell’Assemblea Generale ONU

29 set 2018
Discorso del Segretario di Stato per gli Affari Esteri di San Marino alla 73° sessione dell’Assemblea Generale ONU
Discorso del Segretario di Stato per gli Affari Esteri
della Repubblica di San Marino
S.E. Nicola Renzi
73° sessione dell’Assemblea Generale ONU
New York, 29 settembre 2018

Signora Presidente,
Signor Segretario Generale,
Eccellenze,
Signore e Signori,

a nome del Governo della Repubblica di San Marino desidero congratularmi con S.E. Maria Fernanda Espinosa Garcés per la sua nomina alla Presidenza della 73° sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ed augurarle buon lavoro.

La sua lunga esperienza sia come ambasciatore dell’Ecuador alle Nazioni Unite che come Ministro degli Affari Esteri e la sua profonda conoscenza dell’Organizzazione sono risorse preziose per le Nazioni Unite.

La Repubblica di San Marino, che quest’anno ha assunto l’incarico di Vice Presidente dell’Assemblea Generale, sostiene le priorità del suo programma, enunciate nel suo discorso d’insediamento e crede che esse siano importanti per dare un impulso fondamentale alle riforme che si rendono necessarie e che concernono i settori di attività più importanti delle Nazioni Unite.
La delegazione di San Marino, le garantirà, Signora Presidente, la massima collaborazione nel corso di tutti i lavori dell’Assemblea Generale.

Vorrei altresì esprimere la riconoscenza del mio Paese al Presidente uscente, S.E. Miroslav Laj?ák, per l’importante lavoro svolto durante la 72° Sessione.

Il mio Paese desidera altresì rivolgere un ringraziamento speciale al Segretario Generale, S. E. António Guterres, per l’energia e la determinazione profuse alla guida delle Nazioni Unite e nei processi di riforma che hanno interessato l’Organizzazione.

Signora Presidente,

il tema scelto in occasione di questa sessione, “Rendere le Nazioni Unite rilevanti per tutti: leadership globale e responsabilità condivise per società pacifiche, giuste e sostenibili ”, è senza dubbio di grande attualità. Esso offre agli Stati membri l’opportunità di contribuire costruttivamente ai lavori dell’Assemblea Generale.

Esiste una forte correlazione tra i due concetti che costituiscono il tema di discussione: se da un lato le Nazioni Unite devono essere più vicine ai cittadini traducendo in risultati concreti i principi fondamentali della sua azione globale, risultano indispensabili, dall’altro, non solo una difesa, ma anche un rafforzamento della cooperazione internazionale e della nostra Organizzazione.

I recenti sviluppi nel panorama socio politico mondiale hanno creato ostacoli a uno sviluppo del multilateralismo e lo stanno mettendo in pericolo.

La portata delle sfide globali, le loro sempre più evidenti interrelazioni, la necessità degli Stati membri di cooperare per superare le difficoltà, rendono oggi il multilateralismo, ovvero l’orientamento ad assumere politiche comuni e coordinate, essenziale.

La Repubblica di San Marino ha deciso di cooperare nel quadro di strutture e meccanismi internazionali al cui vertice si collocano le Nazioni Unite perché crede nella forza del dialogo, della democrazia e del rispetto degli altri, valori sui quali si fonda la convivenza pacifica tra i popoli.

Il mio Paese ritiene che le Nazioni Unite debbano accrescere il ruolo di leadership nella gestione della global governance per la natura profondamente democratica dell’Organizzazione, la partecipazione universale e indiscussa legittimità.

La diversità culturale e le tradizioni rappresentate all’interno delle Nazioni Unite non sono un ostacolo, ma un’enorme ricchezza, che rende possibile un approccio in grado di comporre gli interessi della comunità internazionale, avente come fine lo sviluppo umano e sostenibile.

Non possiamo ignorare il fatto che negli anni recenti altri fora, come ad esempio il G20, abbiano e stiano esercitando una grande influenza a livello globale nella gestione della global governance.

San Marino è grata a questi gruppi informali per il ruolo che essi hanno svolto. Tuttavia, ritiene importante che nel loro processo decisionale, che deve essere più trasparente e inclusivo, questi gruppi tengano conto degli interessi dei Paesi che ne sono esclusi, delle loro preoccupazioni e aspirazioni, in particolare dei Paesi in via di sviluppo. L’azione di questi gruppi informali non deve essere in competizione, ma complementare a quella delle Nazioni Unite.

Fiducia, inclusività e dialogo sono elementi essenziali a sostegno del multilateralismo e della sua capacità di produrre risultati concreti a livello globale.

Signora Presidente,

il tema di quest’anno è inevitabilmente connesso al processo di riforma delle Nazioni Unite: tale processo assume un rilievo fondamentale per l’equilibrio mondiale futuro, per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali e deve rimanere al centro di tutti i nostri sforzi.

Le riforme devono rendere le strutture dell’Organizzazione funzionali agli obiettivi della sua azione globale: la credibilità, l’autorevolezza delle Nazioni Unite dipendono dalla sua capacità di trasformare gli obiettivi in azioni concrete che abbiano un impatto reale e misurabile sulla vita dei cittadini.

Le Nazioni Unite devono essere più vicine ai cittadini, comunicare meglio, e mostrare loro quanto sia rilevante ed efficace la via della collaborazione multilaterale per le vite di tutti noi.

A tal riguardo, la Repubblica di San Marino ribadisce il suo appoggio al programma di riforme messo in campo dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, S. E. António Guterres, nel settore della pace e della sicurezza, in quello del management e del UN Development System.

Siamo certi che il suddetto piano di riforme migliorerà il contributo delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, garantirà una maggiore efficacia nella risoluzione dei conflitti armati, nella ricerca di una pace sostenibile, e rafforzerà infine la capacità del sistema onusiano di ottenere risultati più concreti e visibili.

Signora Presidente,

Nell’esprimere preoccupazione per la crescita dei conflitti in numerose parti del mondo, la Repubblica di San Marino sostiene l’azione coordinata delle Nazioni Unite per la costruzione (peacebuilding) e il mantenimento della pace.

Il radicalismo religioso, il terrorismo, il crimine organizzato transnazionale, il traffico di droga ed esseri umani, le armi di distruzione di massa, l’estremismo violento, la marginalizzazione e l’esclusione, tutto ciò costituisce una minaccia per la pace e la sicurezza internazionali.

Diventa fondamentale analizzare le cause profonde dei conflitti se si vuole dar vita a un’azione che possa favorire il disarmo, la de-radicalizzazione, e che possa promuovere, attraverso l’educazione, il rispetto e la protezione dei diritti umani, lo stato di diritto, l’accesso alla giustizia.

Le Nazioni Unite sono state criticate spesso negli ultimi anni per l’incapacità del Consiglio di Sicurezza di intervenire adeguatamente in Siria e in altre situazioni di conflitto. Ciò ha purtroppo determinato una perdita di credibilità della nostra Organizzazione.

La Repubblica di San Marino auspica che il Consiglio di Sicurezza possa d’ ora in avanti adempiere al proprio mandato con efficacia.
A tal riguardo e al fine proprio di sostenere una rapida e decisiva azione del Consiglio di Sicurezza, ho il piacere di ricordare che il mio Paese ha aderito al Codice di Condotta elaborato dal gruppo ACT (Accountability, Coherence, Transparency) sulla restrizione dell’uso del veto in caso di crimini come il genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra e alla dichiarazione congiunta di Francia e Messico sulla restrizione volontaria dell’uso del veto da parte dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza.

Nel perseguire gli obiettivi della pacificazione e la pace sostenibile, le Nazioni Unite devono promuovere un partenariato strategico che veda i Governi, il sistema delle Nazioni Unite, le organizzazioni internazionali, regionali e sub regionali, la società civile, il settore privato e le Università lavorare insieme per il raggiungimento degli obiettivi comuni.

È evidente la relazione che esiste fra pace e sviluppo: non ci può essere sviluppo sostenibile senza pace così come non può esserci pace senza sviluppo sostenibile.

A questo proposito, la realizzazione dell’Agenda 2030 diventa essenziale per la costruzione di società inclusive, resilienti e pacifiche.

Sono trascorsi tre anni dall’adozione dell’Agenda 2030.
La comunità internazionale sta lavorando duramente per tradurre in realtà gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs).
Se da un lato sono stati registrati progressi nella messa in opera di alcuni Obiettivi e Target, dall’altro occorre rilevare che esistono forti diseguaglianze nell’attuazione dell’Agenda non solo fra diversi Paesi ma anche al loro interno.

La Repubblica di San Marino sottolinea il ruolo centrale che svolge il Foro Politico di Alto Livello per la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile grazie alla sua attività di monitoraggio e sostiene la Dichiarazione Ministeriale che è stata adottata quest’anno dal Foro.

Signora Presidente,

La sfida più difficile e più importante per conseguire l’obiettivo dello sviluppo sostenibile è l’eliminazione della povertà in ogni sua forma e dimensione, in particolare la povertà estrema.

Benché il livello di povertà estrema sia calato sensibilmente negli ultimi dieci anni, come lo dimostrano i dati contenuti nel rapporto del Segretario Generale sugli SDGs, ciononostante la povertà resta la causa principale della fame e il numero delle persone denutrite ha raggiunto 815 milioni nel 2016.

L’Agenda enfatizza il rispetto universale dei diritti umani e della dignità umana: la pace, giustizia, uguaglianza e non discriminazione sono diritti fondamentali la cui realizzazione diventa essenziale per la costruzione di società inclusive.

Il principio per cui nessuno deve essere lasciato indietro richiede l’adozione di misure specifiche per sostenere le persone che si trovano in situazioni di vulnerabilità.
L’Agenda 2030 tiene conto dei bisogni e delle esigenze dei bambini, giovani, persone con disabilità, anziani, indigeni, rifugiati, sfollati, migranti, persone che vivono in aree colpite da emergenze umanitarie, o in situazioni di conflitto armato.
Il rispetto per la diversità culturale, etnica, l’uguaglianza delle opportunità sono centrali per la piena realizzazione delle potenzialità umane.

Diventa fondamentale promuovere azioni a sostegno dei bambini e dei giovani. Essi devono crescere liberi da ogni forma di abuso e sfruttamento.
Purtroppo i bambini pagano un prezzo altissimo nelle aree caratterizzate da conflitti armati: in molti perdono la vita, sono rapiti, violentati, usati come scudo o reclutati come soldati. Inoltre, spesso, le loro scuole sono distrutte, e così anche gli ospedali, privandoli dei loro fondamentali diritti.

Il mio Paese, che è parte del Gruppo di Amici sui bambini e i conflitti armati (Group of Friends of CAAC), ritiene essenziale che nelle situazioni di conflitto siano rispettate le leggi internazionali umanitarie e quelle in materia di diritti umani.
San Marino ha ratificato il Protocollo facoltativo della Convenzione dei diritti dei fanciulli sul loro coinvolgimento nei conflitti armati e sostiene i Principi di Parigi (Paris Commitments).

Inoltre, quest’anno San Marino ha aggiunto il suo nome nella lista dei Paesi che sostengono la Dichiarazione sulle Scuole Sicure (Safe Schools Declaration), uno strumento importante per la protezione delle strutture educative da un utilizzo militare durante i conflitti.

Solo con un’effettiva e piena partecipazione delle donne nei processi decisionali che hanno un impatto diretto sulle loro vite, si potranno edificare società sostenibili, resilienti e inclusive.
La Repubblica di San Marino riafferma il proprio impegno nella lotta contro ogni forma di violenza basata sull’identità di genere, contro ogni forma di abuso e sfruttamento sessuale.

Occorre conseguire l’obiettivo della parità di genere, l’emancipazione delle donne e delle ragazze e la realizzazione piena dei loro diritti umani.
L’eguaglianza di genere deve tradursi anche in una parità nelle opportunità educative, con particolare riguardo alle materie scientifiche, perché la tecnologia, le scienze e in generale l’innovazione svolgono un ruolo vitale per far fronte alle sfide globali e quindi per promuovere lo sviluppo sostenibile.

Allo stesso tempo - e la Repubblica di San Marino ne è particolarmente convinta - la percezione dello sviluppo sostenibile attraverso le nuove tecnologie, la scienza e l’innovazione, deve essere trasmessa attraverso mezzi di comunicazione che non distorcano la verità, inficiando lo stesso concetto di libertà.
La Repubblica di San Marino, al riguardo, sta offrendo un contributo concreto e motivato, anche a livello internazionale, al tema dell’informazione corretta in luogo delle sempre più pericolose fake news, fenomeno ingannevole e incontrollato anche nella capacità di instillare odio e alimentare pregiudizi.

L’impegno della comunità internazionale deve essere diretto verso tutti i gruppi vulnerabili, nessuno escluso. Alle persone con disabilità e agli anziani, per esempio, deve essere assicurata la piena partecipazione alla vita sociale, economica e culturale.

Signora Presidente,

Gli effetti dei cambiamenti climatici rappresentano una delle più grande sfide dei nostri tempi a causa del loro impatto, senza precedenti, sulle nostre vite e, in particolare, sulle vite dei più poveri e più vulnerabili.

Con i suoi 1.1 gradi Celsius sopra i livelli preindustriali, il 2017 si colloca fra i tre anni più caldi di sempre.

Gli effetti dei cambiamenti climatici non rispettano i confini nazionali, si propagano ovunque, in ogni Paese e continente.
Essi danneggiano le economie nazionali, le comunità e i Paesi in modo crescente.

Si tratta di un problema globale che richiede soluzioni le quali devono essere coordinate a livello mondiale. Inoltre, è essenziale rafforzare la cooperazione internazionale al fine di aiutare i Paesi in via di sviluppo a muoversi verso una economia a basse emissioni.

La Repubblica di San Marino riconosce la profonda sinergia tra la realizzazione dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e l’Agenda 2030 ed accoglie con favore la recente entrata in vigore dell’Accordo.

Gli eventi legati ai cambiamenti climatici, come ad esempio la siccità, che genera scarsità di cibo e acqua, hanno aumentato la competizione per queste e altre risorse naturali.
I conflitti rappresentato uno dei fattori principali dell’insicurezza alimentare. Per causa loro, si stima che oggi circa 74 milioni di persone abbiano un urgente bisogno di assistenza umanitaria.

Negli ultimi dieci anni il numero dei conflitti è aumentato. Esso ha determinato lo spostamento di milioni di persone.
Nel 2017, 68 milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case.

Oltre alle persecuzioni e ai conflitti armati, anche i disastri naturali, come le inondazioni, terremoti, uragani, dovuti in parte agli effetti dei cambiamenti climatici, hanno costretto milioni di persone a cercare rifugio in altri Paesi.

Altre calamità, come le privazioni di carattere socio economico, la mancanza di cibo, acqua, educazione, sanità, obbligano milioni di persone a cercare fortuna altrove.

Tutto ciò ha contribuito negli ultimi anni a un aumento del fenomeno dei flussi migratori, il quale ha rappresentato e rappresenta un’enorme sfida per la comunità internazionale.

San Marino ha seguito i negoziati intergovernativi che hanno portato alla fine del mese di luglio alla finalizzazione di un Global Compact per una sicura, ordinata e regolare migrazione, il quale sarà poi adottato formalmente nel quadro di una Conferenza intergovernativa che si svolgerà a dicembre in Marocco.

Considerata la sua natura transnazionale, nessun Paese può gestire da solo il fenomeno migratorio.

Il Compact rafforza l’universalità dei diritti umani. Esso riafferma i diritti umani dei migranti, la loro dignità - a prescindere dal loro status - l’accesso ai diritti basici e la loro tutela.
Il suo obiettivo non è quello di fermare la migrazione, bensì di gestirla al meglio attraverso una rafforzata cooperazione internazionale.

Il mio Paese ritiene che la realizzazione del Compact porterà maggiore sicurezza, ordine e progresso economico a beneficio di tutti.

Il Global Compact è un esempio concreto di ciò che può fare il multilateralismo, delle sue potenzialità, della sua importanza.

Un esempio, come recentemente lo sono stati l’Agenda 2030, l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e il Programma di Azione di Addis Abeba, il quale, con l’adozione di diverse misure concrete di finanziamento dello sviluppo, pone le basi del programma globale dell’Agenda.

Signora Presidente,

Per far fronte alle sfide globali dei nostri giorni, abbiamo bisogno di un rinnovato impegno a favore del multilateralismo, che è possibile solo attraverso un’Organizzazione delle Nazioni Unite forte e capace di dar vita a un’azione efficace e coordinata a tutti i livelli –globale, regionale e locale– delle nostre politiche economiche, ambientali e sociali.

In conclusione, vorrei ribadire il convinto sostegno della Repubblica di San Marino nei confronti di tutte le iniziative volte alla realizzazione dei principi sanciti nella Carta delle Nazioni Unite.

Grazie per l’attenzione.