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Domani Motus Liberi: Giustizia, è il momento di partire con le riforme

23 set 2020
@fotoMW
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Da tempo ribadiamo che, se si parla di giustizia, si parla anche di sviluppo economico e coesione sociale. C’è un collegamento stretto tra buon funzionamento della giustizia e crescita economica: il gruppo consiliare di DOMANI - Motus Liberi, nel dibattito relativo al comma giustizia, ha nuovamente ribadito questo principio che deve rimanere ben chiaro. La certezza del diritto e il buon funzionamento dell’autorità giudiziaria rappresentano, infatti, veri e propri fattori di competitività per tutti gli operatori economici che possono scegliere di investire nella Repubblica di San Marino: il nostro ordinamento giuridico deve essere snello, comprensibile, efficace ed accessibile, per agevolare la crescita delle aziende già presenti sul territorio e rendere il nostro Paese più interessante per validi investitori dall’estero. Il nostro contesto economico, invece, da tempo versa in condizioni oltremodo critiche e che necessita di interventi urgenti, a garanzia di stabilità e certezza nelle regole che è chiamato ad applicare. Oggi - è triste dirlo e sembra paradossale - in questo Paese pare più al sicuro chi le regole le infrange, di chi le regole le rispetta. Lo troviamo inaccettabile. Relativamente ai problemi della giustizia in senso stretto, abbiamo sempre - e sempre continueremo, come su ogni altro tema ed in ogni sede - espresso le nostri opinioni e posizioni in base a quello che abbiamo ritenuto essere l’interesse della Repubblica, della nostra Repubblica, con buonsenso e responsabilità. Il programma di Governo della XXX legislatura è molto chiaro, in materia di giustizia: autonomia della magistratura (condizione essenziale per garantire il diritto di ogni cittadino a vedere la propria causa esaminata da un giudice non soggetto ad alcun tipo di pressione, né interna allo stesso potere giudiziario, né esterna), separazione e bilanciamento tra i poteri (che devono poter operare nel pieno delle loro prerogative senza ingerenze e senza prevaricazioni), rispetto delle raccomandazioni fornite dagli organismi internazionali, con i quali deve sempre esserci un confronto costante e produttivo. Un confronto che invece, riteniamo, debba cominciare a cambiare a livello interno: se allo scontro e ai toni accesi si sostituiscono il senso di responsabilità e l’interesse comune, i contenuti della riforma che si andranno ad elaborare saranno certamente validi. Ciò a vantaggio del clima politico, del Tribunale e dell’intero sistema Paese. È da troppo tempo che i problemi della Giustizia - seppur ben noti a tutti quanti - rimangono irrisolti. Da decenni si parla della necessità di una riforma del codice di procedura penale. In alcuni uffici - forse a causa dell’aria tesa che si respira in quegli ambienti - non c’è più sufficiente personale, e nonostante gli sforzi e l’impegno di coloro che sono rimasti, i rallentamenti sono importanti. Per quanto tempo ancora tutto questo deve durare? Dietro all’impressionante numero di procedimenti dichiarati prescritti o da troppo tempo in attesa di sentenza ci sono vite, sofferenze, violenze o ingiustizie subite. A pagarne le conseguenze, purtroppo, è tutta la cittadinanza. È il momento di procedere con l’elaborazione delle proposte di riforma, che vista la delicatezza dei temi toccati dovranno necessariamente essere ponderate, equilibrate ed il più possibile condivise anche con gli operatori, tenendo conto delle criticità emerse in questi ultimi anni ed essendo volte ad evitare che le medesime si presentino nuovamente. Occorrono quindi quanto prima, come ha anche giustamente ricordato l’Ordine degli Avvocati e dei Notai, una razionalizzazione ed un efficientamento della “macchina giudiziaria”, che oggi - purtroppo - razionale ed efficiente non è. Molti chiedono che si smetta di parlare di giustizia: secondo noi è ora di cominciare a farlo in un modo e con un clima costruttivo, che abbandoni la strada del sospetto e della reciproca rivalsa. Ciò anche a maggior tutela dell’Ecc.ma Reggenza, organismo che merita il più alto e deferente rispetto. Rimbocchiamoci tutti quanti le maniche, perché questo Paese non ha più tempo da perdere.

DOMANI - Motus Liberi 


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