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Don Mangiarotti: «In repubblica buona è ancora lecito non vergognarsi di Dio»

23 feb 2021
Don Mangiarotti: «In repubblica buona è ancora lecito non vergognarsi di Dio»

C’è chi dice, giustamente, che per rifiutare l’aborto basta la ragione: la vita umana inizia dal concepimento ed è irragionevole pensare che sia solo corpo della donna, grumo di cellule disponibile alla volontà di chiunque. In questo, pensatori laici come Bobbio e Pasolini ci hanno lasciato riflessioni indimenticabili. E speriamo che allora laicità significhi sempre più rispetto della dignità umana, respingendo un concetto di autonomia e libertà che, per essere realizzato, deve cancellare la stessa dignità e libertà di un altro, soprattutto se indifeso. Certamente questo è vero e ha il suo peso. E non esclude che si possano addurre ragioni e motivi di difesa della vita da parte di chi ha una fede cristiana e – a partire dalla propria esperienza personale – suggerisce spiegazioni che potremmo definire «mistiche», pur senza esprimere valutazioni che a noi non competono. Riporto, per la loro bellezza, queste riflessioni di due mistici che esprimono considerazioni sull’aborto che aiutano ad una riflessione profonda e che potrebbero fare riflettere anche laici non laicisti. Ecco quanto scrive Maria Valtorta: «Dice Gesù: “Te ne addolori? Io pure. Poveri bimbi! I pargoli che Io amavo tanto e che devono morire così! Ed Io che li carezzavo con una tenerezza di Padre e di Dio che vede nel pargolo il capolavoro, non ancora profanato, della sua creazione! I bambini che muoiono, uccisi dall’odio e fra un coro di odio. Oh! i padri e le madri non profanino, con le loro imprecazioni, l’olocausto innocente dei loro fiori stroncati! Sappiano i padri e le madri che non una lacrima dei loro piccini, non un gemito di questi innocenti immolati resta senza eco nel Cuore mio. A loro si apre il Cielo, ché non differiscono per nulla dai loro lontani fratellini, uccisi da Erode in odio a Me. Anche questi sono uccisi dai biechi Erodi custodi di un potere che Io ho dato loro perché lo usassero in bene e di cui mi dovranno rendere conto. Per tutti Io verrei. Ma specie per questi, testé nati alla vita, dono di Dio, e già strappati alla vita dalla ferocia, dono del demonio. Però sappiate che per lavare il sangue contaminato che insozza la terra, che è versato con astio e maledizione in astio e maledizione di Me che sono l’Amore, ci vuole questa rugiada di sangue innocente, l’unico che ancora sappia sgorgare senza maledire, senza odiare così come Io, l’Agnello, versai il mio sangue per voi. Gli innocenti sono i piccoli agnelli dell’èra nuova, gli unici il cui sacrificio, raccolto dagli angeli, sia completamente gradito al Padre mio”» (Maria Valtorta, Quaderni pag 12 - 13; Centro Editoriale Valtortiano) E qui le «rivelazioni» della Madonna di Anguera a Pedro Regis: «Cari figli miei, piango per i peccati di ognuno di voi. Piango anche a causa dei delitti commessi dalle madri che abortiscono i propri bambini. Questo è un grande peccato. Un bambino che non ha chiesto di nascere viene ucciso dalla sua stessa madre: è una cosa terribile. L’aborto è un delitto. Figli miei, questo mi rende molto triste. Figli miei, la mia vita ha uno scopo molto speciale: prepararvi affinché siate salvi». […] «Cari figli, desidero parlarvi ancora dell’aborto, questo terribile crimine commesso da così tante persone e persino legalizzato in molti paesi. Perfino nazioni di antica tradizione cristiana sono giunte al punto di legittimare l’assassinio di bambini ancora nel grembo delle loro madri. Questa è una delle cause principali della mancanza di pace nel mondo. Pregate molto perché questa ingiustizia non venga più commessa. Continuate, continuate, continuate a pregare». In questo tempo, in cui siamo chiamati a riflettere profondamente sulla vita e sulla sua difesa, anche questi contributi possono aiutarci nella chiarezza di un giudizio, al di là di schematismi e chiusure preconcette. L’«Antica terra della libertà» è anche sempre stata terra che avrebbe dato all’Italia e al mondo il segno di una integra libertà, come ricorda Carducci nel suo memorabile discorso: «Dio volle e vuole che questo San Marino rimanga, memoria, testimonianza, ammonizione. Iddio dissi, o cittadini: perocché in repubblica buona è ancora lecito non vergognarsi di Dio; anzi da lui ottimo, massimo, si conviene prendere i cominciamenti e gli auspicii, come non pure i nostri maggiori dei comuni, ma usavano gli antichi nostri di Roma la grande e di Grecia la bella. Odio vecchio a una superstizione pestiferamente tirannica, orgoglio novo di osservatori troppo fidati nelle vittorie del naturale esteriore, hanno quasi diseducato le genti latine dall'idea divina: ma né scelleranza di sacerdoti né oltracotanza di sofi sequestrerà Dio dalla storia.»

c.s. Don Gabriele Mangiarotti




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