E ora si vogliono distruggere anche le associazioni sanitarie e socio sanitarie

E ora si vogliono distruggere anche le associazioni sanitarie e socio sanitarie.

Non basta la distruzione della medicina di base, ormai inesistente; non basta la fuga dei medici, la difficoltà di reperirne di nuovi e la carenza di infermieri; non basta la grande insoddisfazione degli utenti e degli operatori sanitari; non basta la beffa dei premi di risultato del Comitato Esecutivo dell’ISS; non basta una dirigenza impegnata in mega progetti da investimenti milionari mentre la gente non riesce nemmeno a telefonate al proprio medico o prendere un appuntamento; non basta un reparto oncologico senza responsabile e depredato di personale, ora si vuole distruggere anche quello che si è costruito in tanti anni nel campo del volontariato. Volontariato rappresentato da una rete di associazioni sanitarie e socio sanitarie che da sempre si distingue come risorsa del territorio e della sanità, che risponde alle richieste di solidarietà e che costituisce un patrimonio civile e umano di valore inestimabile per l’intera comunità sammarinese. Oggi, questo efficiente sistema di associazioni, punto di riferimento e di collegamento fra la cittadinanza e le strutture sanitarie pubbliche, caratterizzato dalla donazione silenziosa, senza pregiudizi di appartenenza politica, di credo religioso o di genere, viene minacciato dalla decisione del governo (delibera n.21 del 25 aprile) con cui, a partire dal 1° gennaio 2023, oltre alla decadenza di tutte le convenzioni o altre forme di cooperazione con queste associazioni, si procederà alla loro liquidazione se non si iscriveranno al Registro della Consulta delle Associazioni. Da tempo le associazioni sanitarie e socio sanitarie si erano distaccate dalla Consulta perché era stato riconosciuto che il loro percorso era diverso da quello delle associazioni di carattere culturale, ludico, sociale; le associazioni di volontariato si occupano della salute e delle problematiche legate a questo settore e l’interlocutore naturale non può che essere il Segretario alla Sanità. Mentre negli altri Stati Europei il volontariato sanitario viene sostenuto e potenziato, a San Marino viene relegato al circolo delle associazioni culturali e sportive sotto l’egida del Segretario all’Istruzione. L’Italia sta riprogettando nuovi modelli di sanità integrata e nuove strategie di sviluppo del welfare di comunità in cui l’apporto delle risorse di volontariato aumenta il livello di tutela e di assistenza a favore di tutti i cittadini. Questo significa strutturare la cooperazione fra componente pubblica e non pubblica nell’ambito di un settore specifico, con regole certe e con progettualità comuni. A San Marino, accanto ad un servizio sanitario fondato sui principi di equità e universalismo, si era sviluppata negli anni una ricchezza rara: un capitale sociale formato da reti di volontari, associazioni e privati che hanno messo a disposizione delle istituzioni – collaborando con esse – risorse di straordinaria importanza per il benessere e la salute di tutti. Il rischio che questa ricchezza venga cancellata con un colpo di spugna è reale e dimostra ancora di più come l’attuale governo sia scollegato con la realtà del Paese nel momento in cui non difende nemmeno questo patrimonio di altruismo e solidarietà.

Cs - Repubblica Futura

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