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Elezioni: appello Csu alle forze politiche

Approvato dal direttivo unitario documento per il confronto con i partiti e le parti sociali, in agenda l’attivo con i delegati sindacali.

24 ott 2019
Elezioni: appello Csu alle forze politiche

“Dopo anni di litigi laceranti è oggi indispensabile un patto tra politica, forze sociali e cittadini per la tutela e il rilancio del Paese”. E’ questo l’appello dei segretari generali della CSU a meno di due mesi dalle elezioni politiche, appello contenuto in un documento presentato questa mattina al direttivo unitario e in cui sono indicate le urgenze dell’agenda Paese. Documento approvato e che verrà presentato al Paese e sottoposto al confronto con partiti e parti sociali. “Crisi bancaria, debito pubblico e futuro delle pensioni sono macigni così pesanti - affermano i segretari Giuliano Tamagnini (CSdL) e Gianluca Montanari (CDLS) - che nessuno è in grado di sollevarli da solo. Per questo è arrivato il momento di unire le forze, le idee, i progetti e le possibili soluzioni”. Anche perché “non esistono cavalieri bianchi all’orizzonte” che possano miracolosamente salvare le sorti della Repubblica: “Non possiamo certo immaginare - avvertono - che altri soggetti o Paesi possano risolvere i nostri problemi, al contrario dobbiamo costruire tutti i presupposti affinché all’esterno appaia l’immagine di un Paese unito, che merita di essere sostenuto nel percorso di risanamento grazie all’aiuto di istituzioni internazionali autorevoli, in primis ristabilendo un corretto rapporto con Banca d’Italia, attraverso la sottoscrizione del Memorandum d’Intesa, e il completamento del percorso di integrazione con l’Unione Europea”. E in vista dell’imminente apertura della campagna elettorale il messaggio dei segretari della CSU alle forze politiche è ancora una volta all’insegna dell’unità: ”E’ indispensabile voltare pagina, uscire dal clima di scontro e contrapposizione continua, dalla litigiosità fine a se stessa, dall’effimero consenso sociale che posizioni populiste e demagogiche possono concedere al politico di turno. L’unica strada praticabile per rilanciare l’economia del nostro Paese è ritrovare l’unità di intenti e lo spirito solidaristico che è nel DNA del popolo sammarinese, quindi con umiltà e con senso di responsabilità vanno messe insieme energie, idee, progetti capaci di tutelare le conquiste sociali e condividere un progetto credibile che insieme a possibili sacrifici sappia indicare un nuovo orizzonte di crescita per il Paese”.

CRISI BANCHE: SERVE UN’UNICA CABINA DI REGIA Entrando nel dettaglio del documento approvato dal direttivo, restano forti le contrarietà rispetto alla proposta dell’Associazione Bancaria Sammarinese di utilizzare le risorse dei fondi pensione per far fronte alla questione degli NPL e partendo dalla “tutt’altro che scontata” risoluzione della vicenda Banca CIS, viene rilanciata la proposta di una cabina di regia unica per tutto il settore: “Facendo seguito a quel clima di coesione raggiunto, al prossimo Governo chiediamo l’apertura di un tavolo specifico di confronto con le parti sociali ed economiche sul settore bancario, con il coinvolgimento di BCSM e delle direzioni degli Istituti di Credito, che lavori attorno ad un progetto qualificato per superare le criticità ancora forti del sistema creditizio”. Sul tappeto anche la necessità di attivare tempestivamente le azioni di responsabilità penale e civile per individuare i casi di mala gestione bancaria e quindi perseguire chi ha concesso e chi ha approfittato di prestiti senza adeguate garanzie.

FONDI PENSIONE: APERTURA A INVESTIMENTI ESTERI Oggi l’unico vero capitale presente all’interno del Paese sono gli oltre 500 milioni del fondo pensioni del primo pilastro e di Fondiss investiti quasi interamente nelle banche sammarinesi: “Questi fondi previdenziali - si legge nel documento - rappresentano il presente di migliaia di pensionati ed il futuro di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie; è dunque un preciso obbligo dello Stato che i Fondi Pensione abbiano le più ampie e formali garanzie di solvibilità, di liquidità ed esigibilità”. Inoltre è “necessario pensare anche a forme di investimento più garantite guardando al di fuori del nostro Paese, attivando contatti con i più importanti Fondi previdenziali integrativi italiani o esteri, che potrebbero meglio garantire e remunerare le risorse del secondo pilastro, mentre la governance dei risparmi pensionistici deve essere tassativamente affidata a chi rappresenta i soggetti che alimentano questi risparmi, ovvero i lavoratori e i datori di lavoro”.

LIBERARE IL LAVORO DALL’ECCESSO DI NORME Sul fronte sviluppo la CSU punta alla difesa dell’economia reale, “che ha retto l’impatto di questa lunghissima crisi”, e spinge sull’urgente necessità di intervenire con una decisa semplificazione del quadro normativa attraverso l'accorpamento in un “testo unico” della miriade di Leggi che regolamentano sia i rapporti di lavoro che gli incentivi per le imprese che creano posti di lavoro o che mantengono i livelli occupazionali. Di pari passo la Pubblica Amministrazione deve “diventare un volano per l’economia e lo sviluppo potenziando l’informatizzazione dei servizi e semplificando i processi di certificazione e autorizzazione”. Il tema razionalizzazione riguarda da vicino anche l’emergenza deficit pubblico, che con circa 900 milioni rappresenta “una pesantissima ipoteca” sul futuro del Paese. “Il fondamentale obiettivo della riduzione della spesa pubblica va perseguito agendo sugli sprechi, privilegiando l’efficientamento e abbandonando la discutibile strada dei tagli lineari agli stipendi dei lavoratori”. Per questo “è necessario riformare tutto il settore degli appalti pubblici, mettendo ordine su un quadro normativo frammentato che ha favorito un grande spreco di risorse pubbliche”.

LOTTA TELEMATICA ALL’EVASIONE FISCALE Più risorse professionali e tecnologiche per combattere la diffusa infedeltà fiscale. Nel rivendicare con forza la piena applicazione della riforma Tributaria, la CSU invita il Governo che si formerà dopo il voto “a mettere in atto un’azione costante e incisiva per scovare le sacche di elusione ed evasione fiscale: ”Tutte le informazioni relative ai patrimoni mobiliari ed immobiliari devono confluire in un unico organismo di controllo, anche attraverso l’accesso ai movimenti bancari e utilizzando al meglio lo scambio telematico di informazioni con i Paesi che hanno stipulato accordi con San Marino”. Un no fermo infine al tentativo di depotenziare la Smac Card contenuto nell’articolo 39 dell’ultima Legge Finanziaria: “L’obbiettivo apparente della semplificazione delle procedure di certificazione dei ricavi di taluni operatori economici, in realtà rischia fortemente di rendere più difficile il lavoro di accertamento e verifica dell'Ufficio Tributario e dei Pubblici Ufficiali, peraltro complicando la compilazione della dichiarazione dei redditi per i cittadini” Per effetto di questo articolo, infatti, “le parcelle e le fatture di alcuni operatori economici non sarebbero più tracciate automaticamente sulla Smac del cliente, con l’inevitabile onere di ottenere tale beneficio solo attraverso la dichiarazione dei redditi”.