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Emendamenti alla patrimoniale, non colgono le richieste della CSU

18 giu 2018
Emendamenti alla patrimoniale, non colgono le richieste della CSU
In particolare un emendamento riguarda la progressività delle aliquote, ma non ha nulla a che fare con quanto chiesto dalla CSU. Il Governo dunque continua a fare tutto da solo, salvo millantare una presunta apertura al sindacato, che in realtà non c'è stata

RSM 18 giugno 2018 - Da parte dei Capi gruppo della maggioranza sono stati presentati alcuni emendamenti al Decreto sulla tassa patrimoniale, all'ordine del giorno della presente sessione consiliare, tra cui uno che dovrebbe introdurre il principio della progressività delle aliquote, come più volte richiesto dalla CSU per rendere più equa questa tassa. Ma diciamo subito che questo emendamento non coglie affatto la proposta sindacale: infatti, per la CSU la progressività va applicata sul cumulo dei beni mobili e immobili, per andare a tassare le grandi concentrazioni di ricchezza, e non semplicemente apportando lievi ritocchi e aggiustamenti delle aliquote.

La maggioranza non può, in questo modo, sperare di spacciare questo emendamento come l'accoglimento di una delle proposte della CSU, sostenute dalle diverse migliaia di persone che hanno partecipato prima alle assemblee intercategoriali, e poi allo sciopero generale del 30 maggio. Se voleva veramente concordare un testo condiviso, l'Esecutivo avrebbe dovuto fare propria la richiesta della CSU di sospendere l'iter consiliare del decreto per ritornare al tavolo del confronto e riscriverlo nel suo insieme, inserendo le principali richieste di CSdL-CDLS, che ricordiamo: cumulo dei beni mobili e immobili con conseguente applicazione della aliquota progressiva, caduta del segreto bancario interno, quale atto fondamentale anche per realizzare l'obiettivo generale dell'equità fiscale, non tassazione del patrimonio netto delle imprese, per non colpire quelle risorse economiche vengono reinvestite nell'attività produttiva e nel lavoro.

L'Esecutivo continua dunque a fare tutto da solo, salvo millantare una presunta apertura al sindacato, che in realtà non c'è stata. Al contempo, a quasi tre settimane dallo sciopero del 30 maggio, permane il totale silenzio del Governo anche alla richiesta della CSU di riprendere il confronto politico generale per condividere le principali scelte per il paese...

Comunicato stampa CSU