Forze di opposizione: Se questo è un Segretario...

Forze di opposizione: Se questo è un Segretario....

Un Segretario di Stato incapace di distinguere quanto avviene per atti e fatti esercitati nel proprio ruolo e quanto per iniziativa di indagini che nulla hanno a vedere con il suo ruolo pubblico, che confonde causa ed effetto, il cui pensiero sulla giustizia è orientato solo a fini politici e spettacolari e non alla civile ricerca della verità per sanzionare chi ha sbagliato e risarcire chi ha subito danni, mantenendo la dovuta riservatezza durante le indagini preliminari, che confonde il ruolo di indagato da quello di imputato. Un Segretario di Stato che delira di complotti quando si tratta di indagini su bagatelle, che risponde alle interpellanze in conferenza stampa e che rivela atti istruttori in Consiglio Grande e Generale, che parla di complotti, ma non fa nomi e non fornisce prove. Un Segretario di Stato che parla di trattative riservate fra Stati in diretta TV, che dice che non si candiderà ma lo farà, che urla contro il suo stesso governo e poi abbassa le orecchie e chiede scusa. Questo è il senso di Federico Pedini Amati per le istituzioni, un Segretario che deve continuamente soddisfare il proprio ego e delirare per le ombre che vede ovunque, dimostrando di essere evidentemente non adatto al ruolo che ricopre. Nel caso specifico del “Complotto Internazionale”, Pedini ha fatto tutto da solo: come sempre. Terrorizzato dall’idea che qualcuno possa ambire alla sua poltrona, come se fosse quella del Re dell’Universo, e sospettoso di tutti e tutto, Pedini ha creato un circo mediatico, nel quale naturalmente ha voluto svolgere il ruolo di protagonista, come di consueto. Di fronte ad una vicenda di una rissa, infatti, ovvero di una bagatella tra soggetti esagitati sfociata in lesioni personali, ha imbastito un circo mediatico che ha imbarazzato le istituzioni italiane e sammarinesi. Immaginate il magistrato italiano, che ha indagato sul caso nel quale è stato coinvolto Pedini, cosa possa pensare di un governante della Repubblica di San Marino che va in Consiglio (coperto dalla immunità Consigliare) a delirare di una congiura eversiva di cui quel Pubblico Ministero sarebbe stato l’esecutore materiale. Immaginate cosa possa pensare il Ministero di Grazia e Giustizia quando Pedini, come ha annunciato per interposta persona in Aula, andrà a denunciare, senza prova alcuna, questo presunto “complotto” ai suoi danni ordito dalla magistratura italiana in combutta con non meglio precisati “consiglieri-avvocati” di San Marino. Non solo Pedini parla di una congiura eversiva, ma – di fronte a precise richieste formali – si rifiuta di fare i nomi di chi l’avrebbe ordita, salvo dichiarare che si tratta di consiglieri-avvocati, lanciando così illazioni su un numero ristretto di membri del Consiglio, ma sempre senza fare i nomi: lancia il sasso e nasconde la mano. Per quanto riguarda gli scriventi che rappresentano 27 Consiglieri di opposizione, dichiariamo che nessuno sapeva della Rogatoria di Pedini prima che gli fosse notificata e che nessuno dei 27 consiglieri di opposizione ha ordito alcuna congiura ai suoi danni e, anzi, ci dichiariamo offesi da queste farneticazioni. Penosamente siamo costretti a sorbirci queste “Pedinate”, ma la verità è solo una: Federico Pedini Amati è inadatto al ruolo istituzionale che ricopre.

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