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FUPI-CSdL/FPS-CDLS: tagli ai lavoratori pubblici, nuovo duro affondo del Governo

13 nov 2018
FUPI-CSdL/FPS-CDLS: tagli ai lavoratori pubblici, nuovo duro affondo del Governo
L'Esecutivo rifiuta di considerare, in alternativa, la proposta di misure temporanee per combattere l'evasione ed elusione fiscale in quei settori in cui è conclamata. Sembra evidente che voglia provocare la rottura della trattativa

Il Governo insiste imperterrito nella riproposizione dei tagli lineari ai lavoratori pubblici. Anche nell'incontro di oggi con le organizzazioni sindacali sui temi legati al bilancio previsionale, la delegazione del Congresso di Stato, nonostante la ferma contrarietà più volte espressa dalla CSU, ha continuato a spada tratta a sostenere misure - già proposte nell'agosto di quest'anno - che vanno a ridurre le condizioni economiche e normative dei dipendenti dello Stato.

In particolare, si tratta di ulteriori tagli (che vanno ad aggiungersi a quelli degli ultimi anni) che partono dall'1,5% per le retribuzioni da 1.500 a 2.000 euro mensili, con aliquote che crescono progressivamente, e la soppressione di due giornate di festività solo per i lavoratori pubblici.

Misure che la CSU considera inaccettabili, in quanto oltre ad abbassare i diritti dei lavoratori andrebbero a ridurre la capacità di spesa dei dipendenti e delle loro famiglie, con conseguenze dannose anche per l'economia, dato che si tratta di risorse che in gran parte rimangono nel territorio sammarinese.

Per di più, le Federazioni Pubblico Impiego CSU hanno proposto in alternativa, dato che si tratta di provvedimenti temporanei, di attivare misure fiscali transitorie in quei settori in cui è accertato che vi sono ampie sacche di evasione ed elusione fiscale.

Ma il Governo ha sistematicamente ignorato queste proposte, continuando ad accanirsi contri i dipendenti di quello Stato di cui lo stesso Esecutivo dovrebbe essere al servizio.

A questo punto, visto questo incomprensibile accanimento, viene da pensare che il Congresso di Stato intenda volutamente arrivare alla rottura della trattativa, per poi magari avere completa mano libera nel bilancio previsione 2019, infilandovi una serie di misure penalizzanti per i lavoratori dipendenti e le altre categorie a reddito certo.

Se l'Esecutivo rifiuta di dare un segnale forte per combattere l'evasione e per iniziare a recuperare le ingenti risorse che vengono sottratte allo Stato da chi non dichiara redditi in base alle proprie reali disponibilità, lo stesso Esecutivo si rende di fatto complice della evasione ed elusione fiscale.

Comunicato stampa
FUPI-CSdL FPS-CDLS

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