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Gianni Indino, vicepresidente regionale di Confcommercio con delega al turismo: “Nell’incontro in Regione con l’assessore Corsini chiesti misure di sostegno alle imprese e segnali positivi”

27 feb 2020
Gianni Indino, vicepresidente regionale di Confcommercio con delega al turismo: “Nell’incontro in Regione con l’assessore Corsini chiesti misure di sostegno alle imprese e segnali positivi”

“Il rischio più che tangibile è che terminata questa emergenza sanitaria, del nostro turismo, della nostra economia, rimangano solamente i cocci. Ieri (mercoledì 26 febbraio) – spiega Gianni Indino - come vicepresidente regionale di Confcommercio con delega al turismo, insieme al direttore dell’Unione Regionale, Pietro Fantini, ho partecipato a Bologna alla riunione con l’assessore al Turismo, Andrea Corsini, i rappresentanti dei Comuni della Regione e delle categorie economiche. Insieme alle misure di sostegno per imprese e lavoro, quello che ho chiesto a gran voce è stato di lanciare segnali positivi. Segnali che riportino fiducia nelle imprese e nelle famiglie, che mitighino questo allarmismo che a mio parere, in questa misura, risulta essere eccessivo. Magari si potrebbero riaprire almeno i musei e i teatri, o i cinema, per tornare pian piano alla normalità e riattivare le nostre città, permettendo alle persone di avere luoghi dove trascorrere momenti di svago e serenità. Questo farebbe un gran bene a tutti noi, a tutte le imprese e ai cittadini. Se l’emergenza dovesse proseguire per mesi, una stima prudenziale di Confcommercio parla di una perdita di 5-7 miliardi di Pil sul territorio nazionale. Lo ha spiegato a chiare lettere il nostro presidente Carlo Sangalli: tra marzo e maggio sono a rischio oltre 21 milioni di presenze con una riduzione di spesa di 2,65 miliardi e la perdita di circa 100mila dipendenti dei pubblici esercizi. La psicosi è un nemico non meno pericoloso del Coronavirus. Il turismo, ad esempio, è il settore che sta registrando un tracollo senza precedenti con un calo di fatturato che ha punte dell’80-90% e la destinazione Italia rischia di sparire dai radar. La situazione è già grave e può diventare drammatica: per questo Fipe-Confcommercio, ad esempio, ha chiesto al governo lo stato di crisi per l’intero settore dei pubblici esercizi. Ci avviamo alla bella stagione, alle feste di Pasqua, ai ponti primaverili e alla lunga lista di grandi eventi che porteranno all’estate. Lo scenario carico di aspettative è invece completamente mutato: le fiere sono state sospese, rinviate o addirittura cancellate, il turismo scolastico è crollato con le gite annullate in tutta Italia, le disdette fioccano, gli eventi sono stati vietati, le persone non girano più volentieri per strada. Alcuni Paesi sconsigliano addirittura di viaggiare in Italia, compresa quella Russia che per la Riviera Romagnola è uno dei bacini più importanti. Le ripercussioni nella nostra Regione saranno pesanti, sia dal punto di vista dell’immagine, fattore che ci posiziona in alto a livello internazionale, sia soprattutto sulla vita delle imprese del turismo e di conseguenza del commercio. A Piacenza gli alberghi stanno chiudendo, nel turismo termale e a Bologna si registra un calo del 50%, sulla Riviera di Rimini del 60-70%. Nei nostri settori di riferimento, commercio e pubblici esercizi, ci sono cali dal 40 al 90% di fatturato e gli imprenditori non sanno quanto potranno reggere se le cose non cambiano. Noi chiediamo giustamente gli ammortizzatori sociali, ma se non usciamo in fretta da questo vortice, il lavoro non ci sarà più. Qui si tratta di salvare le attività e l’occupazione. Tra le istanze delle aziende del nostro territorio che ho portato al tavolo regionale, ci sono l’istituzione di un fondo per le imprese destinato a questa emergenza attraverso un’unità di crisi che coinvolga anche i rappresentanti delle categorie. Al sistema bancario è stato chiesto di rivedere mutui e scadenze e di riorganizzare tutto il debito delle imprese come in passato è stato fatto per le calamità naturali. Gli interventi previsti dovranno poi essere commisurati al reale impatto dell’emergenza sull’attività dell’impresa, per il turismo in particolare. Con le istituzioni regionali abbiamo avviato un tavolo di confronto e abbiamo richiesto: la moratoria per le rate di mutui e leasing in scadenza, attraverso un accordo con il sistema finanziario anche per evitare impatti negativi sul rating creditizio delle imprese; la sospensione delle scadenze fiscali, contributive e delle utenze; l’attivazione di un fondo per il sostegno al reddito in collaborazione con gli Enti Bilaterali per consentire una diminuzione dei costi del personale alle imprese con un calo importante di fatturato ogni possibile forma di ammortizzatore sociale. Riusciremo a superare anche questa, ma bisogna fare molto, presto e bene. Altrimenti la nostra economia rischia davvero di essere messa in ginocchio - per riprendere le parole del presidente nazionale Sangalli - con costi sociali difficili da gestire e contenere”.