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Giornata mondiale contro l’Alzheimer: non si arresta l’impegno dell’ISS nella direzione dell’attività clinica neurologica e della ricerca scientifica

18 set 2020
Giornata mondiale contro l’Alzheimer: non si arresta l’impegno dell’ISS nella direzione dell’attività clinica neurologica e della ricerca scientifica

La giornata mondiale dell’Alzheimer, celebrata ogni anno il 21 settembre, è stata istituita nel 1994 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità con lo scopo di sensibilizzare le persone di tutto il mondo sulle conseguenze di tale patologia sui malati e sui loro familiari. La malattia di Alzheimer, e gran parte delle altre forme di demenza, hanno una prevalenza che aumenta con l’età. Si tratta di una patologia neurodegenerativa progressiva in costante aumento nella popolazione e rappresenta una vera e propria emergenza sanitaria a livello globale, con quasi 50 milioni di persone che ne soffrono. Stime dell’OMS prevedono che le persone affette da demenza possano diventare 135 milioni entro il 2050. La Repubblica di San Marino è tra i paesi con la più alta aspettativa di vita al mondo e quindi può essere considerato sicuramente un paese a rischio. I dati del “database demenze” compilato dall’UO di Neurologia dell’Istituto per la Sicurezza Sociale, offrono una doppia chiave di lettura: da un lato sono numerosi i casi di patologie neurodegenerative nel territorio della Repubblica (circa 370), dall’altro la maggior parte di questi casi (circa il 70%) viene diagnosticato in fase precoce, prima dell’esordio di una vera e propria demenza, quando i sintomi sono ancora lievi. L’età media delle persone del database sammarinese è di circa 76 anni, ma non mancano casi a esordio presenile. Attualmente sono seguiti 34 casi di persone che hanno avuto un esordio prima dei 65 anni di età. Pur non esistendo un trattamento in grado di modificare tale malattia, una diagnosi precoce è fondamentale perché permette di avere il maggior tempo possibile a disposizione per intraprendere gli interventi farmacologici e non, in grado di rallentare la progressione della patologia e di migliorare la qualità di vita dei malati e dei loro familiari. A San Marino è in corso da tempo anche un’importante attività di ricerca nel campo della malattia di Alzheimer, che vede in particolare la realizzazione di uno studio, denominato “AlzSM” e che coinvolge l’Unità di Neurologia dell’Ospedale di Stato, l’Università di San Marino e diverse università nel Regno Unito tra le quali quelle di Exeter e Reading. Lo studio mira all’identificazione degli indicatori precoci della malattia di Alzheimer e i risultati preliminari già sono stati annunciati in diversi consessi internazionali. Da segnalare infine, il ruolo e il supporto che nell’ambito dell’assistenza alle persone affette da patologie legate all’invecchiamento cerebrale, svolgono le associazioni di volontariato e in particolare l’ASSPIC, associazione sammarinese di familiari che da alcuni anni fornisce un riferimento per i pazienti e le loro famiglie organizzando gruppi di sostegno psicologico e di stimolazione cognitiva. In occasione della XXVII giornata mondiale contro l’Alzheimer, che ricorre in un anno particolarmente difficile a causa della pandemia di COVID-19, l’ISS conferma l’impegno nel garantire appieno le attività cliniche ospedaliere e la prosecuzione della ricerca scientifica, già ripresi a pieno regime. Un impegno reso ancora più importante dalla necessità e intenzione di supportare ancora di più i pazienti e i loro familiari, ai quali la pandemia ha inevitabilmente causato stati di ansia di difficile gestione, impedendo inoltre le attività delle associazioni e privando quindi i familiari di quei momenti di supporto necessari a recuperare le energie fisiche ed emotive per sostenere i pazienti.