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Giuseppe Maria Morganti: "Sempre a fianco dell’Eccellentissima Reggenza"

10 nov 2019
Giuseppe Maria Morganti: "Sempre a fianco dell’Eccellentissima Reggenza"

Il comma sulla presa d’atto dei due giudici d’Appello non è stato inserito all’ordine del giorno del Consiglio Grande e Generale per decisione insindacabile della Reggenza, adottata con il supporto tecnico e giuridico degli Uffici dello Stato. Il motivo riguarda la tutela degli organi istituzionali, compreso lo stesso Tribunale. Chi si trova di fronte a una simile decisione, una volta ottenute le motivazioni, non può che mettersi al fianco della Reggenza che sta adottando una così difficile scelta. Al contrario gli aggressivi Consiglieri di Repubblica Futura, in conferenza stampa, insinuando dubbi sull’opportunità della scelta, dicono che io avrei dato delle motivazioni confuse; molto probabilmente non sanno quali siano i termini della questione. Credo che il nostro dovere di cittadini sia prima di tutto quello di appoggiare sempre e in ogni caso la Suprema Magistratura, poi anche quello di cercare di condividere i motivi di una decisione che tende ad evitare rischi all’autorevolezza degli organi dello Stato. Mi spiace che il compagno Enrico Carattoni, leader della corrente di Area Democratica, che sa bene quale sia il sentimento che ci ha sempre, insieme, distinto nell’affrontare il tema della separazione fra i poteri, non dia il dovuto peso a tale motivazione. Il richiamo al regolamento Consiliare che indica le priorità dei commi da trattare, può forse essere paragonato per importanza alla difficile e delicata decisione che la Reggenza ha dovuto adottare? Il primo vale dieci, la seconda mille. Mi stupisco che chi ha avuto ruoli fondamentali nella gestione della Giustizia, e quindi non mi riferisco a Carattoni, sostenga questo paradosso come se la Reggenza fosse obbligata a mettere in discussione un comma, nonostante questo possa generare difficoltà ai poteri dello Stato. Non è forse l’Eccellentissima Reggenza il supremo garante dell’ordine costituzionale e in quanto tale ha il dovere di difenderne gli organi? La Reggenza sta proteggendo lo Stato, sapendo che al più presto potrà dare corso agli esiti del bando di concorso, usando quella prudenza che deve essere il valore predominante di ogni azione di un Capo di Stato. Sono quindi queste motivazioni confusionarie, come sostengono i Consiglieri di RF? Chi lo pensa probabilmente ha solo una vaga idea del difficile compito a cui è chiamata la Reggenza. L’autonomia della magistratura rappresenta un principio sacrosanto che va rispettato, ma anche la sua autorevolezza va difesa, poiché senza autorevolezza non ci può essere autonomia. Sanno bene i Consiglieri di Rf che l’urgenza che invocano non è giustificata dal timore che importanti processi d’appello penale possono essere rallentati, il Tribunale è perfettamente in grado di decidere da subito di concentrarsi su questioni ritenute prioritarie. La Reggenza sarà garante dei prossimi passaggi che porteranno alla definitiva designazione dei giudici d’Appello, e non ci possono essere dubbi che ciò avvenga nel rispetto dell’autonomia della magistratura impedendo qualsiasi ingerenza da parte della politica. Un ruolo che in Ufficio di Presidenza ho richiamato espressamente, ma di cui la Reggenza è già assolutamente consapevole.

c.s. Giuseppe M. Morganti