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Green economy, approvato alla Camera il disegno di legge

23 dic 2015
Tiziano Arlotti
Tiziano Arlotti
Maggiori strumenti contro il dissesto e l'abusivismo edilizio, un piano nazionale per la mobilità sostenibile, sgravi per le imprese che bonificano l'amianto, interventi per la difesa del suolo. Sono solo alcuni dei provvedimenti inseriti nel disegno di legge “green economy” ("Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali") approvato ieri in via definitiva dalla Camera.

“L'ambiente diventa a pieno titolo fattore fondamentale di un'idea di sviluppo, non più vincolo o freno alla crescita economica, ma elemento essenziale per una ripresa fondata sulla sostenibilità - commenta Tiziano Arlotti, deputato PD riminese -. Per la prima volta in una legge dello Stato il titolo riporta le parole «green economy», segnale che la stagione delle riforme passa anche dall'ambiente. Le nuove norme semplificano la vita alle imprese del settore, consentono alla pubblica amministrazione di essere più verde e organizzare servizi ambientali efficienti, premiano i comportamenti virtuosi dei cittadini, oltre che delle imprese e delle amministrazioni”.

Sono molte le materie su cui la nuova legge va ad incidere: dalle procedure di valutazione ambientale ai provvedimenti nel campo dell’energia, della difesa del suolo e delle risorse idriche; dagli interventi nel settore degli acquisti "verdi" e della gestione dei rifiuti (in merito ai quali si elimina ogni ipotesi di riduzione o di differimento degli obiettivi di raccolta differenziata) alle misure sul capitale naturale e sulla contabilità ambientale.

“In particolare, per la difesa del suolo e i bacini idrografici, si riorganizza la governance in materia di difesa del suolo con un'articolazione territoriale a livello regionale (sub-distretti), attraverso l'utilizzo delle strutture delle soppresse Autorità di bacino regionale e interregionale. Altre modifiche riguardano una riduzione dei distretti idrografici e una riorganizzazione degli ambiti territoriali; le disposizioni in materia di monitoraggio e la predisposizione di un Programma di gestione dei sedimenti a livello di bacino idrografico al fine di coniugare la prevenzione del rischio idraulico e la tutela degli ecosistemi fluviali. I programmi devono essere predisposti dalle Autorità di bacino, nell'ambito del Piano di gestione, in concorso con gli altri enti competenti”.

“L’articolo 59 disciplina i Contratti di fiume, su cui ho lavorato in particolar modo, che concorrono alla definizione e all'attuazione degli strumenti di pianificazione di distretto a livello di bacino e sottobacino idrografico. Sono strumenti volontari di programmazione strategica e negoziata che perseguono la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali, così come la salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo locale. Come da me indicato, viene sancito anche il principio della compensazione per la sicurezza idraulica, ovvero la reintroduzione del materiale roccioso eventualmente rimosso in tratti dello stesso fiume adeguatamente individuati sulla base dell'assetto del corridoio fluviale”.

Novità anche per la fauna e la caccia: la legge aggiunge un comma di disciplina dei casi e delle modalità con le quali è possibile derogare ai divieti di caccia stabiliti dalla normativa europea e nazionale. “Si prevede che le regioni, rilasciando le autorizzazioni per il prelievo dello storno, consentano l'esercizio dell'attività di prelievo finalizzato alla tutela della specificità delle coltivazioni regionali in prossimità di nuclei di produzione agricola sparsi. Le nuove norme vietano inoltre di immettere e foraggiare cinghiali su tutto il territorio nazionale, ad eccezione delle Aziende Faunistico Venatorie e delle Aziende Agrituristico Venatorie adeguatamente recintate”.