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Guido Guidi sollecita il tribunale sulle denunce nei confronti dell'ex magistrato dirigente Pierfelici

10 ott 2019
Guido Guidi sollecita il tribunale sulle denunce nei confronti dell'ex magistrato dirigente Pierfelici

Al Magistrato Dirigente del Tribunale della Repubblica di San Marino Prof. Giovanni Guzzetta

Il Prof. Guido Guidi, Ordinario di diritto pubblico comparato nell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, magistrato fin dal 1993 nella Repubblica di San Marino, con funzioni giurisdizionali di giudice amministrativo, commissario della legge inquirente, giudice d’appello amministrativo, civile, penale e delle sanzioni amministrative, in data 24 aprile 2018 ha presentato formale denuncia querela contro la Sig.ra Valeria Pierfelici, già magistrato dirigente del Tribunale di San Marino, per una serie di reati, tra cui calunnia, diffamazione, omissione d’atti d’ufficio, abuso di autorità. Nell’anno 2017 il prof. Guidi ha richiesto la proroga del suo incarico biennale, come per legge. Nel corso della procedura autorizzativa la sig.ra Pierfelici, cui la legge demandava la predisposizione di un parere preliminare, nel corso di una riunione della Commissione Giustizia del 30 ottobre 2017, si era espressa nei suoi confronti in questi termini: «Non fanno bene alla credibilità del Tribunale nemmeno le manovre di Guido Guidi, che anche oggi, come dieci anni fa, trovano appoggi di qualcuno nella politica: non è un mistero che Guidi era sodale di Roberti, di Menicucci e di altri della banda; l’amicizia con Menicucci l’ha messa per iscritto per evitare di decidere un ricorso relativo ad un sequestro operato dal Giudice Inquirente nel processo Mazzini. Appare ispiratore di lettere anonime, che di fatto sono firmate, perché contengono apprezzamenti su colleghi, e mostrano il fastidio per provvedimenti da me assunti, palesati da lui direttamente a me e ad altri colleghi ed avvocati; ha interesse a far saltare il concorso per il reclutamento del nuovo giudice d’appello, perché così non c’è nessun giudice che può occuparsi del processo Mazzini, che può avviarsi verso la prescrizione, assicurando l’impunità ai suoi sodali». (Verbale della Commissione - Appendice del 30 ottobre 2017, p. 3). Nel Verbale della stessa seduta, si legge anche: «Il magistrato Dirigente precisa che il Prof. Guidi ha minacciato il Cancelliere, ha fatto abuso d’ufficio e altro. Il Cancelliere avrebbe dovuto denunciarlo». Queste gratuite e infamanti circostanze sono state oggetto di una formale denuncia, inoltrata dalla stessa Pierfelici alla sezione penale del Tribunale e, con ordinanza del Commissario Simon Luca Morsiani del 2 luglio 2018, sono state archiviate per totale inesistenza delle condizioni a procedere. Il 24 aprile 2018 il Prof. Guidi ha, a sua volta, querelato la sig.ra Pierfelici, per i reati di calunnia, diffamazione, omissione di atti d’ufficio, abuso di autorità. Dopo più di un anno e mezzo, nonostante le reiterate sollecitazioni, risulta che nessun atto istruttorio sia stato compiuto nell’ambito del fascicolo n.633/2018 e che, pur in presenza di prove documentali inconfutabili (formalizzate in pubblici Verbali), nessun provvedimento sia stato assunto. Nessuna giustificazione, in fatto e in diritto, può autorizzare la lamentata inazione. D’altra parte, le gratuite e infamanti accuse riversate a danno della onorabilità e del prestigio del Prof. Guidi non possono restare impunite. L’art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, fonte di rango costituzionale secondo la Dichiarazione dei diritti sammarinese, prescrive che ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole, da un tribunale indipendente e imparziale costituito per legge. L’applicazione di siffatto ineludibile diritto costituzionale è ciò che il Prof. Guidi rivendica e pretende. I magistrati competenti hanno il dovere d’indagare tempestivamente sulle notizie di reato di cui sono investiti, assumendo le conseguenti decisioni nell’esercizio dell’azione penale, qualunque esse siano. È evidente che, d’innanzi all’eventuale iterazione d’inerzia da parte delle Autorità inquirenti, il collegio difensivo esperirà ogni azione utile ed opportuna, in ogni sede giudiziaria, anche sovranazionale, a tutela dei diritti ed interessi lesi del proprio assistito.

Prof. Avv. Daniele Granara
Avv. Giacomo Nicolucci
Avv. Josef Ragini