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Il Comitato Scuole Vive: ‘Le scuole nei Castelli non si toccano’. Raccolte 1200 firme in due settimane

29 mag 2025
Il Comitato Scuole Vive: ‘Le scuole nei Castelli non si toccano’. Raccolte 1200 firme in due settimane

Le scuole nei Castelli non si toccano: il Comitato rilancia la proposta per una scuola pubblica diffusa e di qualità, 1200 le firme raccolte in due settimane. Si è tenuta oggi la conferenza stampa del Comitato Scuole Vive nei Castelli. All'evento ha preso parte anche il Capitano di Castello di Montegiardino, Giacomo Rinaldi, a conferma della stretta sinergia istituzionale che sin dall'inizio ha legato il Comitato alla Giunta di Castello. L'incontro è stato convocato per affrontare con chiarezza, fermezza e spirito costruttivo la questione della possibile chiusura delle scuole nei Castelli, ribadendo il no alle chiusure scolastiche imposte e il sì a una visione educativa fondata su prossimità, qualità e coesione sociale. Il Comitato ha illustrato le azioni messe in campo nelle ultime settimane:

- la raccolta di oltre 1200 firme per la petizione contro la chiusura delle scuole,

- il lancio di un questionario partecipato con oltre 700 risposte in meno di due settimane,

- e un intenso dialogo con istituzioni e cittadinanza.

«Una scuola che chiude - è stato detto - non è solo una classe in meno, ma una comunità che si spegne.» Le scuole nei Castelli non possono essere trattate come "esuberi" da eliminare, ma devono essere riconosciute come presidi educativi, sociali e culturali essenziali per il futuro del Paese. Il Comitato ha presentato proposte concrete e alternative sostenibili, tra cui: - una gestione efficace delle pluriclassi; - reti scolastiche interconnesse anche attraverso l'uso delle tecnologie; - curricoli che valorizzino le specificità e le risorse dei territori. Studi internazionali (INDIRE, OCSE) confermano che le piccole scuole ben organizzate garantiscono ottimi risultati grazie a classi meno numerose, maggiore attenzione individuale e un più forte spirito di comunità. Il Comitato ha inoltre espresso preoccupazione per un approccio esclusivamente contabile al problema della natalità, che rischia di penalizzare proprio le realtà più fragili e periferiche come Montegiardino, dove - è stato ricordato - tra due anni entreranno 19 bambini in prima elementare. La crisi demografica non può essere affrontata con politiche di taglio e accorpamento, ma con una strategia che renda i Castelli più attrattivi per le famiglie, contrastando attivamente lo spopolamento.





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