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Il macigno del super debito in Repubblica

22 lug 2020
Il macigno del super debito in Repubblica

Se guardiamo al valore assoluto al debito pubblico, prossimo prestito in arrivo, la cifra è quasi insignificante, 500 milioni di euro, è utile ricordare come questa cifra apparentemente modesta, sia cresciuta in modo progressivo e sostenuto nell'ultimo decennio, sia passata in sette anni da 193 milioni di euro nel 2013 ai circa 304 del dicembre 2018 fino ad arrivare ai 500 milioni attuali. ma guardando nel dettaglio, si scopre che queste cifre già molto drammatiche per una piccola Repubblica, di 61 kmq, non raccontano tutta la verità, infatti come certificato dal FMI ossia il Fondo Monetario Internazionale mentre le stime ufficiali riportano un rapporto debito /PIL al 32%, le stime aggiornate e reali su predetto rapporto indicano un rapporto pari all'86% del Pil. Un livello definito “molto alto”, e che include elementi come Carisp, crediti d'imposta, la risoluzione del Cis e la valutazione dei crediti inesigibili meglio noti come NPL. Vale la pena ricordare che le regole europee fissano il tetto massimo del rapporto debito/PIL al 60 %. Appare pacifico, che il ricorso all’indebitamento esterno, e si vedrà se sarà al Fondo Monetario Internazionale o qualche altro ente finanziario a erogarlo, rappresenterà un pesante condizionamento per l'economia sammarinese, con una onerosa spesa per interessi e una massiccia esposizione ai mutevoli andamenti dei mercati finanziari. A peggiorare ulteriormente la situazione è arrivato la valutazione (rating) di Fitch che qualche mese fa ha annunciato il downgrade per il Titano a medio-lungo termine, portandolo al livello di “BB+“ con outlook “negativo”. La repubblica viene inserita nella fascia "non investment grade" o categoria 'speculativa' insieme a paesi come Azerbaijan, Macedonia, Vietnam, Paraguay e Serbia. In soldoni significa che il Titano viene considerato un paese al alto rischio di investimento, quindi la spesa per interessi sul debito aumenta. In questo panorama, di un paese fortemente indebitato anche a causa di una crisi da coronavirus che qui ha colpito in maniera pesantissima, con notevoli ricadute economiche, cosa fa la politica ? la politica si muove litigiosamente in ordine sparso, spesso ridimensionando la portata del grave momento il ministro Lonfernini ha dichiarato "Il momento non è facile e San Marino sta, per la prima volta nella suo storia lunga 1.700 anni, bussando a qualche porta lontano da casa per ricevere un prestito da 500 milioni"." Non siamo in default e tanto meno è a rischio la nostra sovranità". Credo che i dati esposti evidenzino plasticamente una realtà diversa e ben peggiore. Come si esce da una crisi di questa portata e quali politiche attuare per restituire e ridurre il debito in modo costante e progressivo? Vaste programme avrebbe detto con tono elegantemente sarcastico il Generale De Gaulle, i problemi sul tavolo sono due, una crescita economica insoddisfacente, ricordiamo che in dieci anni il PIL è diminuito circa del 30 %, e una spesa pubblica elevata, costituita sia dal grande comparto dei dipendenti pubblici, sia dalla sanità che è rigorosamente pubblica e che offre a tutti i cittadini, servizi sanitari gratuitamente a prescindere del reddito, intento sicuramente encomiabile, ma, forse in tempi di crisi, questo modello universalistico andrebbe riformato, anche perché un sistema gratuito presuppone per finanziare tutto questo, un sistema fiscale che appare ai più, poco equo e progressivo. Per quanto riguarda la ripresa economica, e qui la politica continua a mostrarsi spesso miope e litigiosa, mancano progetti e politiche di sviluppo industriale e del settore commerciale in grande affanno, a medio e lungo termine che ridiano stabilità ed ossigeno alle imprese, e va ripensato in toto il modello turistico ormai obsoleto. Last but not least una gestione della finanza pubblica rigorosa e vigile che tagli le spese improduttive. A questo fine a poco servono i "titani", la doppia moneta una moneta virtuale ed elettronica spendibile solo entro i confini, che si vorrebbe introdurre per pagare stipendi e tasse attraverso una smart card. E' evidente la pervicace negazione della realtà economica di una ampio settore della classe politica sammarinese, che pensa di risolvere la perdurante crisi di liquidità, con trovate pirotecniche ad alto impatto mediatico, ma dagli effetti finanziari potenzialmente devastanti, con buona pace degli ingenui e degli smemorati economici, vale sempre la cosiddetta Legge di Gresham, ovvero “la moneta cattiva scaccia la buona”. per realizzare quanto appena detto, occorre smetterla di cercare capri espiatori, in un Paese aggrappato a una nostalgica idea di mondo che oramai non c’è più. L'impresa di far ripartire il Paese é ardua ma non impossibile, altrimenti si scaricheranno sulle prossime generazioni un futuro di debito permanente e di tasse ancora più alte.

Pietro Masiello

Membro Consulta per l'Informazione