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Il Movimento Rete sull'editoriale del Dg Carlo Romeo

22 lug 2019
Il Movimento Rete sull'editoriale del Dg Carlo Romeo

Mai un mondo dove si utilizzi la censura dei modi, purché non trascendano nell’offesa fisica o nel vile attacco personale, per chiudere la bocca a chicchessia, giornalista, politico o umile “uomo della strada”, esponente di opposizione o di maggioranza. Grazie a chiunque offra la sua vita, perché chi mette una firma su un articolo è questo che mette, per esprimere la sua idea nell’intento di donare un mattone nella costruzione della comunità di cui fa parte. MAI il mondo dell’unanimità: grazie no, lo abbiamo già visto, a destra o a sinistra, nel secolo passato. Al pensiero unico preferiamo la vivacità intellettuale. Sappiamo che chi ha donato la sua vita alla difesa della VERITÀ’ non può, nel profondo del suo cuore, non fare il tifo per questa posizione, ferma, se necessario rude, ma sempre rispettosa della dignità dell’avversario, trovando disagio solo se questo diviene Nemico. Noi abbiamo operato per evitare questa metamorfosi, lottando per salvaguardare, nella maggioranza, il partito degli avversari. Poi piano piano siamo stati accerchiati da nemici. Un chirurgo non porta la sua vita privata in sala operatoria, siamo d’accordo. Ma un chirurgo, nel momento più problematico dell’intervento, se si trova l’aiuto che gli infila le dita negli occhi, forse non gode; e forse se gli scappa una imprecazione, non è perché manca di poco professionale ascetico distacco, ma è perché la sua vita coincide con quella del paziente del quale ha responsabilità. E non stiamo qui a pensare che l’aiuto, per motivi che non ci interessano, avesse l’urgenza assoluta di abbandonare quel tavolo operatorio. Grazie Direttore del servizio pubblico radiotelevisivo, anche da un movimento di minoranza che non riesce mai a rispettare l’etichetta. Grazie. Lei, lo sappiamo, è una preziosa risorsa nel contrasto di quella deriva del pensiero unico che brandisce la censura dei modi come clava che fracassa la sempre più fragile casa degli interessi della comunità. Non potrebbe essere altrimenti per un giornalista di valore. E speriamo di non vedere istituito, a San Marino, il libro dei reietti, che perdono il diritto di esistere perché gli è scappata una frase non rientrante nel manuale dei giusti.

c.s. Movimento RETE