L’importanza dell’economia verde e proposte sul decreto incentivi

L’importanza dell’economia verde e proposte sul decreto incentivi.

Il tema del risparmio energetico e delle energie rinnovabili è, e sarà sempre di più, centrale anche nella Repubblica di San Marino. Osserviamo che al di fuori, a partire dall’Italia, gli incentivi attivi siano particolarmente elevati e ciò indica la volontà di mettere al centro dell’attenzione il tema dell’economia green, con ogni probabilità il settore che più beneficerà degli sforzi orientati alla ripresa in molti paesi evoluti. Questa è una dinamica di tutta Europa, in cui il Green Deal si associa con gli stanziamenti multimiliardari di tanti governi, motivati ulteriormente dalla gestione della situazione economica post-pandemia. È chiaro che San Marino, essendo paese terzo, non può godere purtroppo dei suddetti finanziamenti. Senza dubbio però dobbiamo essere attenti e orientare le politiche di sviluppo in ambiti che prevedono una crescita significativa, irreversibile oltre che giusta, come quello dell’economia verde e della sostenibilità. Il ragionamento vale in tutto il mondo: la svolta del Presidente americano Biden, che ha cancellato il disastroso atteggiamento negazionista sui cambiamenti climatici di Trump, va in questa direzione, anzi ne è nuovo traino. Riteniamo che anche la Repubblica possa beneficiare di questo impegno globale per gli aspetti inerenti la qualità della vita e la sostenibilità, ma anche per la ripresa economica e lo sviluppo futuro. Da considerare positivamente che le scelte politiche fatte negli ultimi 12 anni hanno consentito di posizionare San Marino tra i primi paesi al mondo per la produzione pro-capite di energia elettrica da fotovoltaico, aprendo un mercato ed una economia prima totalmente assente in Repubblica. In attesa di una riformulazione complessiva della ultima legge quadro 48 del 2014, sempre più urgente visti i mutamenti repentini del contesto, PSD ed MD si sono confrontati sul Decreto 83 del 2021, che aggiorna gli incentivi per la riqualificazione energetica e gli impianti ad energia rinnovabile. In esso vengono aggiornate molte disposizioni sugli incentivi alla riqualificazione energetica ed alle energie rinnovabili, su alcune delle quali avanziamo delle proposte. Partiamo dalla sollecitazione a non escludere le pratiche di incentivazione già in essere dal beneficio dell’aliquota monofase ridotta al 5%, invito espresso anche dalle categorie economiche coinvolte negli incontri con la Segreteria di Stato competente, che ha già espresso una possibile soluzione in merito nella direzione indicata. Aggiungiamo che potrebbe ridursi invece l’impegno degli incentivi a fondo perduto, macchinoso e costoso per lo stato, a favore di detrazioni d’imposta, magari su un periodo prolungato da 10 a 15 anni, considerando la non alta capienza fiscale di larghe fasce di contribuenti. Un altro aspetto da segnalare, che provoca diverse difficoltà pratiche in diverse casistiche, è quello della necessità della fine lavori definitiva per chiudere le pratiche: si propone di adottare come richiesta quella della Fine Lavori Parziale. Da valutare anche la possibilità che gli incentivi, in più casistiche di quelle attuali, siano usufruibili anche dai soggetti giuridici e dai conduttori di leasing. Naturalmente in questo caso si potrebbe modularne la tipologia, riteniamo comunque importante mettere in moto investimenti verdi anche in queste categorie. Per ultimo, si ricorda che le classificazioni energetiche degli edifici e degli elettrodomestici sono state da poco adeguate a livello europeo (Da A4, A3, A2….fino a G).

PSD-MD

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