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La Segreteria di Stato risponde al Comitato Rispetto & Dignità

6 nov 2019
Immagine di repertorio
Immagine di repertorio

L’assistenza privata integrativa non sanitaria (APINS) in ospedale, è un tema che è stato affrontato da subito dal Comitato esecutivo dell’ISS e dalla Segreteria di Stato per la Sanità al fine di migliorare la qualità percepita dal paziente in termini di accoglienza e di tutela della libera ed autonoma richiesta di essere accompagnati nel proprio percorso di ricerca della salute. Per assistenza non sanitaria si intendono tutte quelle azioni che possono avere la caratteristica di rassicurare il paziente, supportarlo psicologicamente e favorire il mantenimento di azioni connesse alla vita quotidiana e al sostegno personale, relazionale e affettivo che non contrastino con le condizioni cliniche dell’assistito o con l’organizzazione della struttura sanitaria o socio-sanitaria. Tale attività può essere prestata “al di fuori degli orari di visita”, da: familiari, persone di fiducia, persone appartenenti ad associazioni di volontariato, da un lavoratore che già presta assistenza domiciliare all’utente ricoverato, da un assistente privato. Il CE ha messo mano fin da subito al regolamento interno emanato precedentemente, per cercare di arginare una necessità sempre più importante degli stessi assistiti e dei loro familiari: avere la presenza di qualcuno che assista una persona ricoverata temporaneamente semplicemente di presenza, conforto e supporto. Tuttavia a seguito delle denunce del Comitato Civico e Rispetto, la Segreteria di Stato per la Sanità e la Segreteria di Stato al Lavoro si sono attivate immediatamente per trasmettere agli uffici e servizi coinvolti le informazioni ricevute e per valutare eventuali ulteriori azioni da promuovere. Sono state tante le segnalazioni da parte delle famiglie e delle stesse badanti raccolte in un esposto alla Magistratura, verso la quale la Segreteria di Stato per la Sanità ripone la massima fiducia. L’esposto, atto introduttivo del procedimento tutt’ora in corso, è stato depositato presso la cancelleria penale del Tribunale Unico, in data 22 febbraio 2018. La Segreteria di Stato per la Sanità attende che la Magistratura si esprima quanto prima accertando eventuali responsabilità e ripone la massima fiducia nell’attività inquirente in corso, garantendo la massima collaborazione e annunciando fin da ora di considerare l’amministrazione pubblica parte lesa nel caso in cui venissero accertati eventuali misfatti. In attesa che la Magistratura possa portare a termine nel più breve tempo possibile la propria attività, la Segreterie di Stato in accordo con l’Ufficio del Lavoro e l’ISS ha deciso di mettere in atto alcune modifiche organizzative e regolamentari. Accorgimenti ed integrazioni organizzative e gestionali che hanno già dimostrato una loro efficacia e che verranno ulteriormente implementati con altre attività e modifiche regolamentari con l’auspicio di evitare qualsiasi abuso o attività illecita. Ciò premesso, il CE ha elaborato un nuovo regolamento per rispondere ai richiami normativi e delineare i passaggi e le figure preposte alle autorizzazioni e all’identificazione di chi sosta nei reparti di degenza al di fuori dei consueti orari di visita. Percorsi normativi che erano stati introdotti con la Legge Finanziaria del 2018 con l’intenzione di semplificare e rendere più sicuro da parte delle famiglie, il percorso di reclutamento delle persone che possono offrire questo servizio. Contestualmente l’ISS ha anche disposto un potenziamento dell’assistenza notturna in Ospedale nei reparti di degenza di Medicina Interna, Geriatria, Ortopedia e Chirurgia e attivato un servizio di vigilanza notturna in via sperimentale per il controllo degli accessi. Con il recente emendamento all’assestamento di bilancio, proposto dal gruppo consigliare della Democrazia Cristiana, il Consiglio Grande e Generale ha abrogato la norma introdotta con la finanziaria 2018 e quindi si è tornati alla situazione precedente. L’ISS nel frattempo si era già mosso per un’ulteriore modifica del regolamento per migliorare ulteriormente la gestione dell’assistenza APINS. Le proposte operative che verranno adottate prossimamente prevedono infatti che chi è chiamato a prestare assistenza ai degenti abbia sostenuto un corso formativo della durata di circa 12 ore, organizzato dall’ISS, che avviene già per le assistenti domiciliari. Tale corso, gratuito, sarà abilitante alla presenza in ospedale per le persone che non rientrano tra quelle della cerchia familiare del paziente da assistere. L’autorizzazione alla presenza in Ospedale, nei raparti di degenza, al di fuori degli orari consueti di visita, del personale APINS sarà quindi subordinata alla reale necessità del degente certificata dal caposala del reparto e sarà subordinata alla frequenza dei corsi di formazione che saranno organizzati periodicamente dall’ISS e dei quali il primo è già stato calendarizzato. Sarà inoltre cura dell’ISS inviare periodicamente gli elenchi dei nominativi di chi presta assistenza in qualità di APINS in Ospedale agli organismi preposti per i successivi adempimenti e controlli di competenza, comprese le eventuali azioni in caso di violazione delle norme in materia. Occorre lavorare insieme con tutti i servizi interessati per dare una risposta chiara e trasparente al problema dell’assistenza agli anziani, a tutela delle famiglie sammarinesi e dei lavoratori.