La Sezione Nazionale IISA ha predisposto un documento di Linee Guida per la proposta di revisione della normativa sulla dirigenza pubblica

a cui aderiscono i dirigenti e funzionari pubblici sammarinesi, in seguito ad un’analisi iniziata nel 2018

La Sezione Nazionale IISA ha predisposto un documento di Linee Guida per la proposta di revisione della normativa sulla dirigenza pubblica.

Nel documento IISA viene segnalata l’inadeguatezza dell’attuale assetto normativo, legato alla figura dirigenziale nella Pubblica Amministrazione, alla sua precarietà e alla sua vulnerabilità totale rispetto agli organi politici. Ricordiamo che la Dirigenza Pubblica a San Marino, come negli altri Stati di Diritto, dovrebbe rappresentare il più alto e significativo presidio della legalità, dell’imparzialità e dell’efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa. Questi principi sono contenuti nella Dichiarazione dei Diritti dei Cittadini e dei Principi Fondamentali dell’Ordinamento Sammarinese.

La subalternità della Dirigenza Pubblica sammarinese al Potere Esecutivo e al potere politico rischia di minarne l’indipendenza e l'imparzialità. La Repubblica di San Marino ha la grande necessità di una classe dirigente pubblica che sia professionale, esperta e di alto livello, non precaria e che dia continuità e solidità nel tempo e nelle funzioni all’azione amministrativa, anche nell’ottica dei necessari e sempre più fitti incontri negoziali, con stipula di accordi, ai tavoli con l’Italia, l’Europa e con gli interlocutori internazionali.

Rispetto a questo quadro di esigenze di tutela del bene comune, di sviluppo e di sicurezza dello Stato, come cittadini e come dirigenti pubblici, assistiamo da tempo a criticità e a segnalazioni di sfiducia rispetto alle modalità di selezione e di riconferma della dirigenza pubblica.

Le criticità verosimilmente possono essere ricondotte ad alcuni aspetti e precisamente: la precarietà del rapporto giuridico del dirigente pubblico, attualmente triennale e con possibilità di rinnovo (legge 108/2009), rende poco appetibile la partecipazione alle selezioni per accedere ai posti dirigenziali pubblici, tant’è che con frequenza si hanno selezioni pubbliche con soli 2 o 3 candidati; la disparità di selezioni con elevato studio normativo rispetto a selezioni con il solo colloquio motivazionale o sulla base del curriculum professionale; il crescente aumento di situazioni ad elevato contenzioso, giunte fino alla richiesta agli stessi dirigenti di sottoscrivere clausole contrattuali di carattere pregiudizievole dei diritti soggettivi e degli interessi legittimi in tema di tutela giurisdizionale e di tutela sindacale.

Alla luce di questo insieme di criticità, l’Associazione IISA ribadisce l’urgenza di una modifica normativa che recepisca quanto già proposto nelle linee guida e precisamente : l’accesso alla dirigenza pubblica garantito attraverso concorsi pubblici ai quali si potrà accedere avendo frequentato un corso di alta formazione, propendendo per la formula del corso-concorso; la creazione di una classe dirigente con l’attribuzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato, secondo i criteri del diritto del lavoro; la previsione di istituti di cessazione del rapporto di lavoro per motivate cause di incapacità o di inadeguatezza nella funzione dirigenziale, con relativa tutela giurisdizionale. Riteniamo che siano da rivedere sia la legge n. 108/2009 (legge sulla dirigenza) che le altre normative sulla selezione dei dirigenti pubblici e nel contempo ci debba essere ascolto da parte degli organi istituzionali rispetto ad un ruolo propositivo e migliorativo della stessa Associazione IISA.

Il Direttivo IISA

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