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Le associazioni e community che si occupano di mobilità ciclistica a Rimini chiedono la ripartenza

16 apr 2020
Le associazioni e community che si occupano di mobilità ciclistica a Rimini chiedono la ripartenza

L’emergenza Covid-19 ha cambiato le nostre vite e continuerà a farlo. In fase di ripartenza alcuni dei nostri comportamenti individuali muteranno, a cominciare dalla scelta del mezzo che usiamo per spostarci in città. Con il presumibile mantenimento delle distanze sociali, l’utilizzo del trasporto pubblico potrebbe ridursi drasticamente. Inevitabile pensare che tutto questo, se non governato, possa portare ad un aumento dell’utilizzo del mezzo privato a motore, con evidente incremento del traffico, della congestione e dell’inquinamento. Qualcosa che non possiamo permetterci. L’auto, infatti, non è l’unico mezzo che consente di mantenere distanze sicure dagli altri. Come associazioni e community che si occupano di mobilità ciclistica a Rimini, tiriamo in ballo proprio la bici come chiave per affrontare il periodo post-emergenza, sottoponendo soluzioni di breve termine per rispondere a questi improvvisi mutamenti nell’ambito della mobilità urbana e alla crescente attenzione verso salute pubblica e individuale. Proponiamo al Comune di Rimini di supportare e indirizzare quanto più possibile la cittadinanza ad una mobilità attiva grazie a soluzioni ad hoc temporanee per quanto riguarda gli spazi e la sicurezza degli utenti deboli. Per fare questo suggeriamo di intervenire sui viali a quattro corsie della nostra città, quali: direttrice Via Roma fino al confine con Riccione e l'anello Via Caduti di MarzabottoEuterpe-Repubblica, da Via Marecchiese a Via Flaminia. Modificando la segnaletica si potrebbe convertire la corsia più a destra di ogni senso di marcia in una preferenziale bici+bus. Questo consentirebbe l’agevole scorrimento dei mezzi pubblici nonché di ricavare spazi lontani dalle auto per i tanti ciclisti che pedalano in strada a causa della mancanza di una pista a loro dedicata. Necessaria anche la messa in sicurezza dell’asse ciclabile di Via Flaminia/Via XXIII Settembre, dalla Colonnella alla Fiera, intervenendo sulla segnaletica per dare continuità al percorso, che oggi si interrompe ad ogni intersezione con le vie laterali. Un cambio di abitudini da tracciare sin da subito, in maniera celere e con interventi economici e facilmente realizzabili. Mai come oggi, in una situazione di crisi, sempre più persone sono disposte a lasciare l’auto a casa. A sostenerlo è FIAB Rimini che da quasi 10 anni raccoglie dati sui flussi ciclabili cittadini. Proprio in concomitanza con la crisi del 2012 a Rimini l’utilizzo della bicicletta è notevolmente salito. È quindi prevedibile che la stessa cosa possa succedere ora. Per tante famiglie questo significa dismettere la seconda auto e utilizzare la bicicletta, considerando insostenibili i costi di carburante ed assicurazione. Non trascurabili anche i tanti riders e i ciclovettori che utilizzando biciclette e cargobike svolgeranno un numero sempre crescente di consegne a domicilio. È necessario che il Comune di Rimini risponda alle necessità dei suoi cittadini e scelga la mobilità sostenibile attuando queste proposte per ripartire senza lasciare indietro nessuno e tutelando l’utenza debole.


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