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Legge elettorale, le perplessità di Mara Valentini (RF) sulle preferenze

8 ago 2019
Legge elettorale, le perplessità di Mara Valentini (RF) sulle preferenze

Appartengo a una compagine politica che per oltre 20 anni ha condotto battaglie per la dignità del voto estero, contro il rimborso dei viaggi elettorali, contro la compravendita dei voti. Una battaglia legata ad un percorso di valore al pieno esercizio di voto, il cui significato va ben oltre la circostanza, ma implica un vero e proprio rapporto di fiducia tra cittadini, un equilibrio di giustizia il cui perno è l’appartenenza comune ad uno stesso popolo, parte del quale per le ragioni le più varie ha dovuto emigrare, ma la cui anima è radicata nella nostra terra. Per questo motivo, dopo essere arrivati, nell’ultimo Consiglio Grande e Generale, all’approvazione della legge elettorale, ritengo fare alcune osservazioni in merito alle preferenze da esprimere sia per gli elettori interni che quelli esteri, perché se lo scopo è quello di dare al voto estero la stessa dignità di quello interno, scevro da manipolazioni elettorali, forse qualche ragionamento al riguardo lo dobbiamo fare. Non posso non esprimere la mia perplessità nei riguardi della nuova legge, in particolare per quanto riguarda le preferenze. Una discriminazione che forse raggiunge anche l’anticostituzionalità per il numero diverso di preferenze che i cittadini residenti e non residenti possono esprimere. Abbiamo sostenuto con gli altri partiti un percorso positivo, ma questo non toglie che si possa ancora lavorare per apportare quelle migliorie che l’urgenza di concludere l’iter legislativo non ci ha permesso di approfondire L’autocritica sana, anche in politica, costituisce uno strumento importante per il miglioramento, pertanto consapevoli che se da una parte è un dato positivo che sia stata raggiunta all’unanimità la definizione della nuova legge elettorale, alcune riflessioni avrebbero evitato alcuni errori, in particolare quelli appunto legati alla discriminazione fra cittadini residenti ed esteri. Lancerei quindi, a titolo personale, la proposta di equiparare il numero delle preferenze senza distinzione di residenza; in particolare porterei a due le preferenze sia per gli interni che per gli esteri.

c.s.
Mara Valentini
Consigliere di Repubblica Futura