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Legge Sviluppo, USL: pro e contro

13 giu 2017
Legge Sviluppo, USL: pro e contro
Continuano a tenersi gli incontri fra Segreteria al Lavoro, USL e gli altri sindacati, dopo la prima lettura della Legge sullo Sviluppo. Lo studio degli articoli di legge ha fatto emergere punti di condivisione, quale la volontà di sburocratizzazione amministrativa e procedurale studiando l’introduzione di strumenti di snellimento amministrativo nelle pratiche legate all’assunzione e la ricerca mirata di professionalità confacenti alle varie realtà lavorative sammarinesi in un’ottica di maggiore attrattività per le imprese e di conseguente rilancio dell’occupazione, ma ha fatto emergere anche problematiche che devono necessariamente essere risolte per trovare la giusta sintesi di sistema; d’altronde questo tavolo di confronto dovrebbe servire proprio a questo.
Bisogna coordinare tutte le azioni e gli interventi normativi, come annunciato giustamente anche nel programma di Governo. “Nel provvedimento, anche se correttamente invertite le percentuali di erogazione, che aumentano di pari passo con l’anzianità di servizio, si vede una riduzione degli attuali incentivi legati all’occupazione dei sammarinesi troppo marcata e un incremento del costo del lavoro legato all’assunzione dei lavoratori frontalieri, questo non è corretto”, afferma il segretario industria USL Francesca Busignani che prosegue: “È comprensibile, quando si hanno molti inoccupati o disoccupati in un Paese, come in questo momento, fare un primo passaggio fra i cittadini e i residenti dello stesso per tentare di collocarli anche in un’ottica di preservazione della Cassa Ammortizzatori Sociali, ma, nel caso non ci siano realmente le professionalità richieste, non si può fare assumere i frontalieri differenziando il costo del lavoro, ciò è discriminante e ricade sulla testa dei lavoratori stessi. Una volta inseriti nell’ambito lavorativo i diritti e i doveri dei lavoratori devono essere uguali indipendentemente dal luogo di residenza, e così anche gli aspetti fiscali legati ad essi. Ritengo anche che, essendoci delle declaratorie che normano i livelli e gli inquadramenti sia opportuno che l’ufficio preposto sia messo nelle condizioni di poter verificare il giusto inquadramento lavorativo sulla richiesta delle specifiche della ditta che assume, al fine di tutelare i lavoratori in un’ottica di professionalità acquisite. A San Marino ci sono molte ditte virtuose ma, aimè, anche alcune non propriamente tali, non è possibile che si richiedano lavoratori esperti o con competenze linguistiche offrendo inquadramenti non consoni, o che alcune realtà afferiscano a dei contratti e facciano fare le buste paga in base ad altri contratti più convenienti a loro, o ancora che in alcuni settori ci siano pagamenti forfettari in barba alle norme vigenti, così come non è possibile che ditte inadempienti nel pagamento degli stipendi, dei contributi e della monofase abbiano piani di rientro con l’organismo preposto alla riscossione disattesi e non subiscano alcuna, se non minima ripercussione”.
Forse è anche per questo che alcune ditte non trovano personale. Perché nonostante la maggior parte delle imprese sia virtuosa e ligia alle regole, con l’operato scorretto di poche che restano impunite si è venuto a creare un clima di sfiducia che non fa bene a nessuno. Chiediamo al Governo e a tutte le parti in causa di unirsi realmente nella condivisione e nel trovare soluzioni ottimale per il Paese: USL c’è e farà la sua parte.


Comunicato stampa
Federazione Industria e Artigianato USL