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Lella Costa e Marco Baliani al Teatro Nuovo

30 gen 2017
Lella Costa e Marco Baliani al Teatro Nuovo
Mercoledì 1° febbraio (ore 21) al Teatro Nuovo di Dogana, Repubblica di San Marino, prosegue la Stagione Teatrale di San Marino Teatro con Human di e con Lella Costa e Marco Baliani.
Marco Baliani ha trovato la prima ispirazione nell’’Eneide, il poema di Virgilio che celebra la nascita dell’impero romano da un popolo di profughi; è partito dal mito per interrogarsi e interrogarci sul senso profondo del migrare. Dopol'incontro con Lella Costa si arricchisce di un altro mito, ancora più folgorante nella sua valenza simbolica e profetica: Ero e Leandro, i due amanti che vivevano sulle rive opposte dell’Ellesponto. Prende avvio così Human dal tema delle migrazioni e dalla volontà di raccontarne “l'odissea ribaltata".
“Fare del disagio di noi europei, sorriso e poesia", è la dichiarazione poetica del manifesto che i due autori hanno scritto come presentazione di “Human”,(che non si limita ad essere "solo" uno spettacolo in tournée ma un vero e proprio progetto ricco di approfondimenti, incontri e iniziative reperibili sul sito www.progettohuman.it) il testo scritto a quattro mani dai due grandi della scena italiana e di cui Baliani è anche regista.
Lo spettacolo è una sorta di successione di quadri autonomi e interconnessi al tempo stesso che, partendo dall'Eneide, giunge fino ai giorni nostri per capire le migrazioni: tra chi emigra per lavoro, come facevano i nostri avi e chi emigra per scappare dalle guerre e dai genocidi riuscendo attraverso i diversi passaggi ad evidenziare le paure di chi scappa dalla propria terra e le ipocrisie di chi si trova ad accogliere.
A condividere la scena con Lella Costa e Marco Baliani, quattro giovani attori (David Marzi, Noemi Medas, Elisa Pistis, Luigi Pusceddu) che con grande abilità e sensibilità danno voce alle paure di entrambe le parti: in alcuni momenti viene raccontata la tragedia e le motivazioni di chi si trova a scappare sui barconi e l'attimo dopo la stessa vicenda viene commentata con ipocrisia e smarrimento superficiali e quotidiani.
Ci sono dialoghi a più voci, a volte serrati, a volte distesi, ci sono monologhi e ci sono narrazioni, c’è un canto epico, ci sono immagini di corpi impauriti, c’è un frammento di operetta buffa, ci sono inserti di acido cabaret, c’è una poesia, un canto, una musica. È uno spettacolo che ci interroga su quella parola troppo abusata, Umanità, e interroga prima di tutto il gruppo degli attori e attrici, il loro stare in scena dentro quella parola, con una adesione materica, corporea, al susseguirsi dei cambi di personaggi e situazioni.
Quadri diversi, quindi, ma tenuti costantemente legati dalla splendida scenografia di Antonio Marras: centinaia di vestiti lasciati sul palco e che compongono il fondale, gli stessi vestiti spettrali che ormai popolano le spiagge delle isole greche e italiane. Anche le e luci quasi caravaggesche di Loïc Francois Hamelin e Tommaso Contu, forniscono l’idea di compattezza cromatica a tutto il segmentato racconto di Baliani. Ma più di tutti il merito va alle riuscite musiche originali di Paolo Fresu, che accompagnano malinconiche ed evocative i personaggi, creando un fil rouge che rende coeso e coerente il percorso narrativo.


I biglietti per lo spettacolo sono acquistabili sul sito www.sanmarinoteatro.sm oppure, da lunedì 30 gennaio, presso la biglietteria del Teatro Nuovo dalle 17.00 alle 20.00.