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Lettera dell’autore del Cippo di Montepulito alla Comunità di Faetano

17 set 2018
Lettera dell’autore del Cippo di Montepulito alla Comunità di Faetano
Con questa lettera vorrei rendere omaggio a tutta la Comunità di Faetano, a partire dalla Giunta e dal Capitano di Castello per arrivare a tutti i cittadini, fino all’Ente Cassa che a suo tempo sostenne il progetto.

Il grazie è per la cura amorevole con cui custodiscono negli anni il Cippo di Montepulito - del quale domenica scorsa cadeva il decennale dell’inaugurazione - e con lui la memoria di un gesto eroico che accadde oltre 75 anni fa.

Nel 2008 vedevo premiata la mia proposta per il “cippo” dove sintetizzavo il gesto eroico e doloroso del soldato gurkha Sehr Bahadur Thapa nell’atto di trattenere la scheggia di fuoco tedesca con le proprie mani a beneficio di commilitoni e civili. Mani enormi che divenivano scudo o il mantello protettivo di una Madonna della Misericordia.

Ecco questo gesto di altruismo estremo, in un tempo di quasi vuoto o, apparentemente vuoto di valori – essere lì in tanti domenica scorsa con i Capitani Reggenti intesta, ha testimoniato tutt’altro che un vuoto o un’amnesia – mi sembrava una lezione fantastica per le future generazioni.

Per le assidue visite di scolaresche, associazioni e soprattutto delegazioni militari e civili britanniche e indiane, lo considero un raro esempio di “monumento vivente”. La stessa scuola elementare di Faetano ha sviluppato con i bambini un lavoro su questo tema e domenica su di un grande pannello vi era un resoconto con tanti elaborati stupendi.

Negli anni aver visto il piccolo monumento vestito delle diverse stagioni - circondato di fiori primaverili, con le foglie gialle autunnali, ricoperto di neve d’inverno, - me lo ha reso ancor più familiare e intimo. Ora resto in attesa che gli alberi recentemente piantati divengano solidi fusti ricchi di fronde ombrose a invitare i passanti ad una sosta, ad un momento di raccoglimento e di preghiera.

Gabriele Geminiani