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Mdsi: crisi politica conclamata

12 set 2019
Mdsi: crisi politica conclamata

La crisi politica è conclamata! Ci chiediamo se ci sia bisogno dell’atto notarile delle dimissioni e di una data delle elezioni in un periodo impossibile come la fine dell’anno? Oppure per un dialogo franco e concreto basta la fiducia corroborata da una data certa di elezioni dopo l’esito di un confronto che svisceri quanto ancora di non detto al Paese? I gesti politici di Civico 10 e SSD ci appaiono come una dimostrazione chiara di fine politica di questa maggioranza, una trasparente ammissione di responsabilità e di errori commessi, utile per creare fiducia nella politica, attraverso un percorso che tra l’altro ha dato già buoni risultati e che “assomiglia” a quello che le tutte le opposizioni vogliono, per questo ci chiediamo perché allora non abbassare i toni e dialogare trasparentemente con il Paese Tutto? Movimento Democratico sta tentando da anni un approccio originale e rivoluzionario alla Politica: lo si può evincere anche dal nostro slogan, ovvero San Marino Insieme. San Marino Insieme significa depotenziare le invidie, la falsa moralità, le tribalità, le guerre per bande, la sete di potere/vendetta, l’infantilismo e il parassitismo politico, in una parola la divisione politica. Vizi deteriori che hanno impedito alla politica di scegliere con efficacia, in nome e per conto della cittadinanza, una transizione ordinata e chiara dalla fine del modello economico dei tre capisaldi - segreto bancario, anonimato societario e differenziale fiscale - verso un nuovo modello economico e sociale. Tre peculiarità svanite che, insieme alla chiusura degli spazi di agibilità internazionale dal punto di vista dei flussi finanziari per i piccoli Stati, hanno depotenziato il regime offshore che ha dominato politica ed economia e società sammarinese per lunghi anni. Insieme significa condividere, affiancare alla trasparenza la fiducia, creare le condizioni di rispetto civile fra le parti e costruire una capacità di analisi e di proposta su contenuti anche originali. Insieme vuol dire Partecipazione e lavoro onesto per ridare sicurezza e ricchezza al Paese. Insieme significa ridare credibilità alla Politica. Tutto questo, oggi, alla politica manca. Lo spettacolo che i cittadini subiscono dai media è avvilente; sembra quasi che la politica stessa ignori le sue regole. Le regole politiche delle democrazie parlamentari esigono che la chiusura della legislatura anticipata possa avvenire solo se la maggioranza si sfalda. Per ottenere ciò, chi fa venir meno il proprio contributo alla maggioranza lo fa in ragione di un progetto politico differente, nel quale si può sentire protagonista. È sempre avvenuto così. Le regole gestire le crisi politiche sono sommariamente 3, ossia: 1. Dimissioni di almeno 31 consiglieri; 2. Ritiro della Delegazione di governo di una forza politica; 3. Dichiarazione di divergenze politiche all’interno della maggioranza di un gruppo politico o di un numero di consiglieri cospicuo (ovvero quello che ad oggi è avvenuto). Il primo prevede elezioni a stretto giro di posta, mentre i restanti lasciano spazio aperto al confronto politico.

Sempre nel primo caso, il Consiglio Grande e Generale ed il Congresso di Stato agiscono in ordinaria amministrazione: si approverebbe, quindi, un bilancio condiviso durante la campagna elettorale. I cittadini, di fronte a ciò, potrebbero pensare: ma se si è uniti, perché votare? Con la presentazione delle dimissioni, la Reggenza - dopo la ratifica dello scioglimento del CGG – deve emettere il decreto per la celebrazione delle elezioni dopo 60 giorni. Preparare delle elezioni in modo democratico comporta uno sforzo organizzativo e politico non indifferente, che di solito mette in crisi tutti le formazioni politiche, specialmente nei momenti in cui la politica non è amata dai cittadini. Votare il 24 novembre significa che in 20 giorni lavorativi si devono infatti consolidare i candidati con diversi documenti a corredo, sottoscrivere la lista, pensare al programma elettorale e alle possibili coalizioni di governo (visto che il referendum ha riportato un modello proporzionale che notoriamente ha bisogno di più tempo per determinare maggioranze politiche). Apparire come una Repubblica divisa e senza governo, soprattutto alla vigilia delle valutazioni del FMI e di Fitch, è il peggior biglietto da visita per il Paese e per le sue necessità finanziarie. È evidente lo stato confusionale in cui versa la politica, dilaniata dai vizi deteriori che non si riescono a eliminare con percorsi virtuosi. Essere Responsabili non significa dimenticare il passato, ma trarne insegnamento: cercando di non commettere nuovamente gli stessi errori, va creata una Politica unitaria – degna di questo nome – in cui i protagonismi, le insinuazioni, e tutti i vizi deteriori, siano depotenziati perché misurati sui FATTI e sulle capacità di tutti gli attori in gioco. Per MD sarebbe stato facile rimanere silente sul carro del vincitore a godersi il consenso politico guadagnato con le battaglie di questi anni: il nostro percorso politico, però, non deve impedirci di rendere i cittadini pienamente responsabili e consapevoli dello stato di difficoltà dell’intera comunità. Ai nostri occhi, se la politica volesse ancora una volta dar troppo spazio ai propri vizi, il percorso che si verrebbe a creare sarebbe incivile e poco democratico. Tutte le persone perbene che si volessero unire a noi su questa linea di pensiero, per richiedere e costruire la nuova Politica che vogliamo, sono benvenute: San Marino Insieme!

Movimento Democratico


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