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Mdsi: No al debito estero per difendere la corruzione

25 mag 2017
Mdsi: No al debito estero per difendere la corruzione
I nomi delle nazioni che hanno legato il proprio destino al finanziamento estero, sono diversi. Paesi dalle molteplici problematiche comuni , che hanno adottato quale soluzione ai propri problemi finanziari l’indebitamento verso un finanziatore estero e che in comune hanno anche le conseguenze dovute a questo, e il disagio sociale provocato, da cui stentano a riprendersi.
In comune hanno la celata difesa di interessi speculativi e la necessità, in termini spicci, di rientrare, e per questo piegare l’interesse reale dell’intero paese agli interessi di un gruppo ristretto di speculatori, che il paese l’hanno solo sfruttato.
La Lettonia, è un paese poco citato, ma è uno di quelli che ha richiesto un finanziamento estero al Fondo Monetario Internazionale. Una crisi originata dal dissolvimento della bolla speculativa immobiliare e bancaria con al centro numerosi istituti di credito scandinavi, che prima hanno concesso credito in modo
semplicistico, e poi, quando la situazione nel 2008 è diventata insostenibile, sono stati coloro che hanno caldeggiato il ricorso al finanziamento estero per rientrare di quello che avevano concesso senza regole di buonsenso. Quali sono state le conseguenze? la situazione dopo il finanziamento è peggiorata, in termini di
tutele salariali, in termini di emigrazione giovanile che ha spogliato il paese di risorse culturali di rinnovamento e tutte le criticità sono rimaste: speculazione immobiliare, rendite di posizione, sperequazione sociale.
La risonanza mediatica del caso Grecia è stata molto rilevante. Ma oggi l’aggravarsi della situazione interna dovuta ai devastanti effetti del ricorso al prestito internazionale ed una escalation negativa di eventi e problematiche ad essa connessa, viene sottaciuta dai media internazionali.
Islanda, Indonesia, Corea del Sud, Argentina sono altri esempi del profondo disagio sociale che il ricorso all’ indebitamento internazionale ha portato con se.
Anche a San Marino si sta approssimando lo spettro del prestito internazionale. Soluzione caldeggiata dall’ attuale governo e portata avanti come unica soluzione a tutti i problemi.
Si continua a confondere, volutamente in troppi casi, la crisi dello Stato con la crisi del sistema bancario.
Si strumentalizzano questi due elementi, in modo da unirli, ma sono due situazioni distinte.
Il richiedere un prestito estero, ha delle conseguenze, qualsiasi sia la cifra richiesta, ed ha inevitabili contraccolpi sociali ed economici. Approssimarsi a questa soluzione senza prima aver messo in campo azioni di riforma per attenuarne gli inevitabili contraccolpi, non rappresenta una soluzione ma un palliativo.
Se l ’esigenza primaria è il ricorso all’indebitamento estero per la difesa di interessi speculativi, di sottomettere il paese alle rendite di posizione di pochi privilegiati e permettere a questi di rientrare e di risolvere i loro problemi finanziari, di difendere interessi personali che si sono preoccupati per una ventina
di anni di spogliare e sfruttare il sistema bancario e lo Stato piegandolo ai loro voleri; è l’ennesima mancanza di rispetto nei confronti della cittadinanza.
Un sistema feudale di difesa di interessi speculativi che altro non sono che le briciole che cadono dalla tavola degli intrecci fra speculatori ed istituzioni, in cui la cittadinanza non ha ruolo; se non successivamente, ed è quello di farsi carico delle conseguenze, di cui sembra non esserne consapevole.

Comunicato Stampa

Movimento Democratico San Marino Insieme