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MESE DANTESCO: Undicesima Edizione "MACISTE ALL’INFERNO"

27 mag 2017
MESE DANTESCO: Undicesima Edizione "MACISTE ALL’INFERNO"
Prosegue lo spin-off filmico del Mese Dantesco Cinema muto, Dante e jazz per un mix “infernale”.
Giovedì sera, alle ore 21:00, presso il Cinema Concordia di Borgo Maggiore
e in collaborazione con gli Istituti Culturali, ha avuto luogo il terzo e penultimo
appuntamento del Mese Dantesco 2017, giunto alla sua undicesima edizione.
La professoressa Elena D’Amelio, docente del nostro liceo e rinomata
studiosa di cinema – verrebbe quasi da dire archeologa e antropologa della
settima arte – ha brillantemente introdotto il secondo film che la Dante,
proseguendo il percorso d’avanguardia iniziato l’anno scorso con L’inferno
della Milano Films, ha voluto proiettare: Maciste all’inferno, classe 1926, di
Guido Brignone, altro capolavoro del film muto italiano, appositamente
riversato da pellicola su Blu-ray dal Museo del Cinema di Torino.
Protagonista della pellicola il forzuto Bartolomeo Pagano, scaricatore di porto
genovese, nel ruolo del celebre “gigante buono” plasmato dalla
lussureggiante immaginazione di D’Annunzio per Cabiria e protagonista,
dopo la metamorfosi – dovuta alle temperie dell’epoca – da schiavo mulatto
dell’antica Roma in un Eracle tutto italiano, di una fortunata serie di film.
Accanto all’eroe, ovviamente, tutto uno stuolo di personaggi infernali – in
testa i “danteschi” Plutone e Barbariccia – ingrugniti e grotteschi diavolacci
(usciti, si direbbe, da un quadro espressionista tedesco) bramosi di far incetta
di anime e di consegnare alle fiamme eterne il Sansone dal cuore d’oro e la
sua amata Graziella.
Antagonisti ben più interessanti si sono rivelate tuttavia la moglie del re degli
Inferi, Proserpina, e sua figlia, Luciferina, raffigurate, come ha spiegato la
D’Amelio, quali esatti opposti dell’ideale femminile fascista: non angeli del
focolare, non pudiche Lucrezie sottomesse ai mariti e pronte a figliare per la
patria, ma infide e diaboliche seduttrici in grado di soggiogare e irretire anche
il poderoso Maciste. Il tratto femminile più enfatizzato dalla pellicola è proprio
il debordante e serpentino erotismo delle diavolesse: i loro abitini attilati e
discinti e le loro pose feline non mancarono di suscitare all’epoca l’ira della
censura, ma altresì di stimolare la fantasia di un giovanissimo Fellini, che,
visto il film sulle spalle del padre in tenera età, si lasciò suggestionare a tal
punto dal magnetismo carnale di queste “Lilith” da inseguire tale immagine
archetipica in ognuno dei suoi film.
Nutriti e spassosissimi i riferimenti letterari (dalla gelosia di Maciste per
Graziella e Giorgio, di sapore ariostesco, alla prigionia finale dell’eroe,
decisamente prometeica, passando per Luciferina novella e anti-Nausicaa),
soprattutto danteschi: le immagini del poema – filtrate attraverso le
memorabili scenografie ideate dal Dorè – e le stesse terzine infernali sono
continuamente riprese, citate (anche – e volutamente – a sproposito) e
scimmiottate, con un gusto parodico che, paradossalmente, si rivela
estremamente fedele alla comicità popolareggiante e decisamente slapstick
dei farseschi canti che l’Alighieri dedicò ai diavoli delle Malebolge.
Il film, certamente datato e lontano dalla sensibilità odierna, ma innervato di
una vitalità, pur nella morale irreggimentata, quasi anarchica, è stato
reinterpretato – si potrebbe dire “tradotto” – per lo spettatore contemporaneo
dalle virtuosistiche improvvisazioni del noto chitarrista jazz Roberto Monti,
che, in un tour de force di più di un’ora e mezzo, ha sapientemente chiosato,
attraverso trovate sonore originalissime, ora hitchcockiane ora ironicamente
sentimentali, il pastiche comico-fantastico- sentimentale della pellicola,
correggendone gli eccessi didascalici e larmoyant.
Tutti possono essere informati delle iniziative della Dante Alighieri San
Marino mediante la pagina Facebook dedicata all’Associazione. Inoltre è
stato appena rinnovato completamente e con una accattivante veste grafica il
sito, consultabile all’indirizzo www.dantealighierirsm.org, dove sono anche
disponibili le registrazioni audio-video delle passate edizioni del “Mese
Dantesco”.
Gli incontri, realizzati in collaborazione con la Scuola Secondaria Superiore e
giunti quest’anno all’undicesima edizione, si concluderanno con il quarto e
ultimo appuntamento di giovedì prossimo 1° giugno con l’intervento della
prof.ssa Ylenia Riccardi; alle ore 18.00, al Palazzo della Mutuo Soccorso di
San Marino Città tratterà il tema: DANTE E LA LETTERATURA SACRA, Il
rapporto tra l’Inferno di Dante e la tradizione testamentaria.