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Il Messaggio dei Capitani Reggenti per la Giornata internazionale della Pace

20 set 2018
I Capitani Reggenti Stefano Palmieri e Matteo Ciacci
I Capitani Reggenti Stefano Palmieri e Matteo Ciacci
Nel 1981 l’Assemblea delle Nazioni Unite ha istituito la Giornata Internazionale della Pace, che da allora si celebra in tutto il mondo il 21 settembre. Una ricorrenza che, esortando popoli e Stati a cessare in questa giornata le ostilità, rappresenta, in primo luogo, una tregua di ventiquattro ore dalla paura e dall’incertezza per tante persone, vittime di guerre, di conflitti spesso fratricidi e di persecuzioni violente in molte regioni del pianeta. Riflettere sul pesante prezzo che l’umanità ha pagato nei secoli e sta tuttora pagando per la guerra significa anche riflettere sul significato e il valore inestimabile della pace e della vita, di quelle condizioni di pace in cui tante generazioni del nostro continente sono cresciute ma che rappresentano un traguardo ancora lontano per tante comunità.

Il 21 settembre è l’occasione, pertanto, per interrogarsi sull’impegno dei singoli Stati e dell’intera comunità internazionale per trasformare questo giorno di tregua in pace duratura, sull’impegno per riuscire a promuovere condizioni che possano garantire il diritto alla pace di ogni uomo e popolo della terra. E proprio il legame indissolubile tra la tutela dei diritti, uguali e inalienabili, di ogni essere umano e la pace è il tema cui quest’anno – in occasione del settantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani – le Nazioni Unite hanno dedicato questa giornata.

Promuovere la pace non significa, infatti, solo ripudiare la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie, ma adoperarsi fattivamente per edificare condizioni di maggior giustizia ed eguaglianza, di riscatto dalla povertà e di rispetto dei diritti fondamentali di ogni popolo ed essere umano, incluso il diritto all’autodeterminazione e alla difesa della propria identità.

Di fronte alle sfide e alle minacce che oggi incombono sui modi consolidati della nostra convivenza, riteniamo si debba riaffermare con forza il principio che la dignità di ogni essere umano deve essere tutelata al di là di ogni differenza e diversità, e impegnarci in una ricerca continua e incessante dell’incontro e del dialogo, senza rinunciare alle proprie convinzioni, ma tendendo al rispetto e alla comprensione reciproca. Ed è la strada opposta a quella della chiusura nelle proprie certezze, dell’intolleranza, dell’odio e della violenza.

A noi compete, ad ogni livello – nell’attività svolta dal nostro Stato nei consessi internazionali, ma anche nel nostro agire quotidiano di cittadini – onorare valori e principi che sono propri della storia della nostra Repubblica, per contribuire, con il nostro esempio e la nostra testimonianza, a trasmetterli alle generazioni future e per far sì che ogni giorno possa trovare conferma l’impegno per la pace proprio di questa Giornata.