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Parcheggione: Civico10 in merito al processo a carico di un ex dipendente Sinpar

2 giu 2016
Civico10
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Quello che sta emergendo dal processo a carico di un ex dipendente Sinpar, ora in pensione, accusato di aver sottratto più di 270.000 € alla società che gestisce il P9 (parcheggione) e l’ente statale GAPS, è sconcertante, per quanto ampiamente prevedibile.

Il fulcro della riflessione del Giudice Gilberto Felici sarebbe proprio la vera e propria convenzione capestro ancora in piedi fra Sinpar e Stato. Una convenzione che ha già fatto uscire dalle casse dello Stato qualcosa come 54.000.000 € e obbligherà la collettività per 14 anni ancora a versare alla società Sinpar – ex società Rosso – un minimo garantito oggi stabilito in 1.600.000 € (rispetto agli originali 1.860.000 €).

Secondo il giudice sarebbe ormai chiaro come le anomalie nei documenti amministrativi, riscontrate dai periti di parte, non sono mai state rilevate dalla società gestore a causa di scelte manageriali molto discutibili, carenze di controlli e l’accentramento anomalo di funzioni delicate nelle mani dello stesso ex dipendente.

In una situazione in cui c’è una convenzione – capestro appunto – che stabilisce che indipendentemente dagli introiti registrati dalla società, una cifra di tutto rispetto viene garantita dalle casse dello Stato, è evidente come la Sinpar si sia potuta permettere di disinteressarsi dei controlli a fronte di un introito comunque garantito.

Questa situazione, ampiamente prevedibile, non può finire nel dimenticatoio. Lo Stato di San Marino ha già erogato alla società Sinpar una cifra che avrebbe permesso allo Stato di costruire lo stesso parcheggio almeno tre volte.

Non è pensabile continuare a buttare nel bidone soldi pubblici per darli ad una società – oltretutto – che pare approfittarsi della situazione, mentre dall’altra parte si ipoteca il futuro dei giovani sammarinesi aprendo titoli di debito pubblico, e con un bilancio 2016 che a quanto pare non contribuirà a migliorare la situazione dei conti.

La società Sinpar vive sulle spalle della collettività da 26 anni e, sommando alla convenzione gli introiti derivanti dalla vendita della pietra di San Marino estratta nello scavo, ha senza alcun dubbio già coperto ampiamente le spese di realizzazione del parcheggio e quelle di gestione.

Ci appelliamo nuovamente alla Segreteria di Stato al Turismo affinché, se sarà confermato quello che sta emergendo dalle carte processuali, si riprenda con maggiore decisione un tavolo di trattativa capace di chiudere questa pagina vergognosa della storia politico/affaristica del nostro Paese.

Comunicato stampa
Civico10