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“Nulla su di noi senza di noi”, forse non tutti a San Marino hanno capito il significato e l’importanza di questo motto

7 giu 2016
“Nulla su di noi senza di noi”
“Nulla su di noi senza di noi”
In questi ultimi anni, a San Marino, non si può non rilevare che per quanto attiene il rispetto dei diritti delle persone con disabilità, si siano registrati dei passi avanti su diversi fronti. La ratifica della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, il varo della Legge Quadro, l’istituzione della Commissione sammarinese per l’attuazione della stessa, il Decreto sull’inclusione scolastica, la Legge sull’Amministratore di Sostegno e altro a cui si sta lavorando. C’è, naturalmente, ancora tanto da fare.
Nei vari dibattiti politici e sociali circa i provvedimenti di cui sopra, la partecipazione, quindi il coinvolgimento delle persone con disabilità e di chi le rappresenta, è sempre stato un elemento centrale e condiviso da tutti.

Partecipare è l’atto più importante della democrazia, e in un Paese civile tutti devono prender parte alla vita economica, sociale e culturale, comprese le persone con disabilità e le loro famiglie. Sono cittadini che vivono l’esperienza della discriminazione e lottano ogni giorno per la loro emancipazione. Si sentono cittadini del mondo a pieno titolo e non un ostacolo della storia, e affinché possano anche loro incidere sulle decisioni che le riguardano, vogliono sentirsi chiamati in causa in ragione delle loro ambizioni, delle loro capacità e soprattutto dei loro Diritti.
Partecipare non è solo un Diritto ed una straordinaria opportunità, ma anche un dovere ed una responsabilità. E’ un elemento cardine dell’agire responsabilmente ad ogni livello.
Invocato con forza costantemente dalle persone con disabilità e da chi li rappresenta, nei confronti dei loro interlocutori, soprattutto quelli istituzionali, “Nulla su di noi, senza di noi!” è il motto e l’essenza di questo concetto.
E’ un qualcosa di ben più profondo di un semplice slogan, è un messaggio preciso.
Ciò di cui c’è bisogno, è fare in modo che le persone con disabilità, le loro famiglie e anche le Associazioni che le rappresentano, siano messe sempre nella condizione di poter partecipare, sia per evitare che altri decidano al posto loro su tematiche che le riguardano direttamente, sia per consentirgli di mettere a disposizione della comunità in cui vivono, la loro volontà, il loro impegno e soprattutto la loro conoscenza.

Ebbene, con l’istituzione della Commissione Sammarinese per l’attuazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con disabilità, il concetto della partecipazione dei “diretti interessati”, mi pare una pratica oramai ben acquisita ed esercitata.
In altri ambiti Istituzionali, invece, probabilmente questo aspetto non è ancora del tutto consolidato. E’ il caso, ad esempio, dei nostri organismi competenti in tema di disabilità presso il Consiglio d'Europa da dove si è sempre saputo poco di cosa si stia portando avanti su questo tema.
La Commissione ad Hoc intergovernativa sui Diritti delle Persone con Disabilità del Consiglio d’Europa (AHDPH-TF), ha diffuso recentemente una pubblica consultazione a tutti gli organismi competenti dei Paesi membri, circa un elaborato delle Linee strategiche del Consiglio d’Europa sulla Disabilità 2017-2023, con l’intento di raccogliere pareri e suggerimenti provenienti dalla società civile e le associazioni a livello nazionale. Un Documento quindi piuttosto importante e che interessa molto da vicino anche i cittadini sammarinesi con disabilità, dato che San Marino è Membro a tutti gli effetti del Consiglio d’Europa.
Il termine per l’invio del “contributo sammarinese” era il 23 maggio 2016. Sarei ben felice di essere smentito, ma mi pare che nessun “diretto interessato” abbia saputo nulla.
Siccome il Consiglio d’Europa promuove diverse iniziative in tema di disabilità, ci si auspica che in futuro informazioni così d’interesse anche per i cittadini sammarinesi con disabilità circolino in modo migliore sul nostro territorio.
Il valore del motto “Nulla su di noi, senza di noi!” deve essere compreso da tutti i cittadini nel suo significato più profondo, perché la partecipazione o meno dei cittadini con disabilità in qualsiasi contesto decisionale istituzionale, va ad impattare sensibilmente sulla qualità della loro vita.
Ritengo dunque che un maggior impegno in questo senso, sia molto utile al nostro Paese per affrontare i compiti e le sfide che lo attendono per diventare una vera comunità inclusiva.

Tomassoni Mirko