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L'opinione di Upr sul caso Banca Centrale

12 giu 2016
Upr
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Unione per la Repubblica sta seguendo quanto sta accadendo negli ultimi giorni intorno a una importante istituzione del paese: Banca Centrale.
Fiumi di parole, comunicati, dichiarazioni dai quali si evince che su Banca Centrale nonostante la nomina di presidente e direttore generale avvenuta solo qualche mese fa nel governo e maggioranza ci sono forti differenze.
UPR non intende entrare nel merito dell’atto che ha scatenato questa bagarre. Se ci sono dubbi reali sull’atto riteniamo che l’istituzione con gli organismi previsti per legge, Consiglio Direttivo e Assemblea dei Soci abbiano capacità giuridica, autonomia istituzionale per affrontare la situazione. Autonomia che, ben inteso, non la isola dal contesto politico in quanto i componenti del Consiglio Direttivo di BCSM e parte del Collegio Sindacale, lo ricordiamo, sono espressione diretta delle forze politiche presenti in Consiglio Grande e Generale compresa una forza di minoranza.
Ora però ci pare di capire dal tenore delle dichiarazioni e dall’armistizio firmato nel comunicato della maggioranza che dietro a tutto ci sia qualcosa di più ampio.
La storia evidentemente non ha insegnato nulla. Il licenziamento del dott. Stefano Caringi, allora responsabile del Dipartimento Vigilanza BCSM nel 2009 e tutto quello che ne è seguito non è stato di lezione. Oggi si sono invertite le parti fra chi attacca e difende ma il punto della questione è sempre lo stesso.
Wafik Grais e Lorenzo Savorelli sono arrivati alla Presidenza e Direzione Generale di Banca Centrale non per un naturale avvicendamento. Clarizia è fuggito sbattendo la porta dopo avere percepito oltre 1 milione di emolumenti. Ci sono state perquisizioni, indagini, autosospensioni, dimissioni, rinvii a giudizio, processi, condanne in primo grado. Ci si è poi dimenticati che il Consiglio Grande e Generale dopo avere nominato il Presidente di BCSM non ha mai dato delle linee generali di sviluppo per l’istituzione affidata in modo solitario a nuovi vertici. Ci si è infine dimenticati che Presidente e Direttore Generale nuovi sono stati affiancati nella loro opera da un consiglio direttivo che in alcuni componenti ha vissuto le tante burrasche di Banca Centrale a partire dal licenziamento di Stefano Caringi, le denunce e la rinuncia del mandato di parte di Papi e Bossone, le dimissioni di Reggia, la nomina di Mario Giannini e Antonio Gumina.
UPR ha da tempo fermo in sede referente un progetto di riforma dello statuto di BCSM, giudicato positivamente anche dal FMI già nel 2012, che alla luce di quanto sta accadendo è quanto mai urgente. Avere una banca centrale efficiente è un fattore strategico per uno stato che vuole avere un sistema finanziario autonomo, in linea con gli standard internazionali e sta negoziando un accordo di associazione con l’Unione Europea.

Nicola Selva Coordinatore UPR:
“Sono curioso di vedere se domani al comma comunicazioni del Consiglio Grande e Generale il governo parlerà di Banca Centrale e se ci sarà un solo riferimento o più voci. Sarebbe preoccupante se tutti gli sforzi fatti per lanciare il nuovo corso di BCSM scivolino sulla buccia di banana di un “licenziamento eccellente”, oppure su polemiche che mi pare nascondano altro. C’è poi un altro punto che mi preoccupa. Grais e Savorelli faranno come i loro predecessori rispondendo solo al governo? Dal comunicato stampa della maggioranza sembra di si. BCSM è un’istituzione che a norma di statuto interloquisce con il Congresso di Stato tramite il Comitato per il Credito e Risparmio, risponde ai soci tramite l’Assemblea, rende conto del bilancio e dell’attività svolta al Consiglio Grande e Generale che nomina presidente e consiglio direttivo. A oggi Presidente e Direttore Generale non hanno mai parlato ne interloquito istituzionalmente con il Consiglio Grande e Generale e i gruppi consiliari.
Lo voglio puntualizzare pubblicamente, poiché su un altro tema caldo intorno a BCSM – mi riferisco a stipendi e numero dipendenti, se ci saranno decisioni, ci farebbe piacere essere informati. Ritengo che il tema vada affrontato in modo organico anche alla luce del quesito referendario recentemente approvato dai cittadini e dall’idea di Banca Centrale che il Consiglio Grande e Generale ha.
Appare chiaro che se BCSM e AIF operavano su un sistema di 12 banche, 50 finanziarie con quasi 15 miliardi di raccolta oggi le cose sono molto cambiate e ridimensionate nei numeri e aspettative. Nessuno si chiede se la gestione Clarizia & Giannini ha avuto la capacità di capire quanto stava accadendo adeguando struttura e capacità professionali ai nuovi scenari?
UPR si attende risposte, UPR vorrebbe sapere dai vertici di BCSM quale idea si sono fatti sul sistema finanziario e che progetti hanno per Banca Centrale, attraverso un’audizione in Commissione Finanze da tenersi immediatamente al termine dell’odierna seduta consiliare.
Serve chiarezza, rispetto dei ruoli e memoria di come si è giunti a questa imbarazzante situazione.
Non vorrei che per l’ennesima volta emerga che i sammarinesi non sono in grado gestire con sovranità, capacità il settore finanziario poiché allora sarebbe giunto il momento di fare riflessioni molto più profonde sul futuro che attende il nostro Paese”.