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Osservatorio sullo stato dell’occupazione 2018

30 ago 2019
Osservatorio sullo stato dell’occupazione 2018

L’Ufficio Statistica comunica la sintesi dell’Osservatorio sullo stato dell’occupazione per l’anno 2018, i cui risultati sono il frutto di analisi relative alle tematiche di occupazione, avvii lavorativi e disoccupazione della Repubblica di San Marino. - Occupazione Pur con un progressivo decremento delle attività economiche operanti in territorio, che nel 2018 ha registrato un -1,6%, il numero di dipendenti del settore privato, nello stesso anno, è aumentato del +4%, mentre nel settore pubblico il livello occupazionale è rimasto praticamente invariato. Molto positivo è risultato l’andamento occupazionale dei settori trainanti dell’Economia sammarinese, come il Manifatturiero (+9,1%) e il Commercio (+2,7%), che da soli registrano il 56,4% del totale di dipendenti del settore privato. Nel lavoro indipendente, invece, si denota un’inversione di tendenza, con una diminuzione del -2% nel 2018. Nel settore privato, l’82,1% dei lavoratori dipendenti ha un contratto a tempo indeterminato, una forma contrattuale che nel 2018 ha registrato un incremento del +34,8% rispetto all’anno precedente; nello stesso periodo, i contratti a tempo determinato sono diminuiti del -49,1%. L’impulso della crescita occupazionale per il 2018 è dato prevalentemente dai lavoratori frontalieri, aumentati del 9,7%; rispetto ad un incremento dei lavoratori dipendenti di 603 unità nel 2018, ben 521 sono lavoratori frontalieri. Questo fenomeno ha determinato un aumento del tasso di occupazione totale, passato da 91,5% del 2017 a 93,3% del 2018 e del tasso di occupazione giovanile, passato da 24,2% del 2017 a 25,7% del 2018. Risultano, invece, invariati i tassi di occupazione interna totale (67,8%) e giovanile (21,7%), a dimostrazione dell’incidenza dei frontalieri sull’aumento occupazionale. - Avvii lavorativi Gli avvii lavorativi, (definiti come l’inizio di una posizione lavorativa in una determinata azienda, ad una determinata data e con una determinata qualifica), seguono il medesimo trend riferito ai lavoratori dipendenti del settore privato. In totale si è registrato un aumento del +14,4% degli avvii lavorativi nel 2018 rispetto al 2017; mentre gli avvii di lavoratori frontalieri sono aumentati del +59,8% rispetto al 2017, gli avvii di lavoratori residenti sono diminuiti del -2,1% sempre sul medesimo periodo, pur rimanendo, questi ultimi, la tipologia di avvio prevalente nel 2018, con il 55,2% rispetto al totale degli avvii. La stessa proporzione di avvii di lavoratori residenti, per il 2017, era del 64,5%. La maggior parte degli avvii lavorativi per l’anno 2018 ha riguardato la qualifica di operaio, con una percentuale che si aggira intorno al 70%, mentre la forma contrattuale prevalente è stata quella del tempo determinato (79,9% degli avvii). Un’analisi a parte meritano gli avvii di lavoro occasionale, che nel 2018 sono stati 12.513 con un incremento del +8,3% rispetto al 2017; per questa tipologia di avvio lavorativo, nel 2018 è stato fatto ricorso per il 57,7% a residenti, per il 38,4% a frontalieri, per il 3,8% a soggiornanti e per lo 0,2% a sammarinesi residenti all’estero. Coerentemente con il campo di applicazione delle prestazioni di lavoro occasionale, i settore che ha usufruito in modo preponderante di tale strumento è “Attività dei servizi di alloggio e ristorazione” e il mese con il maggior ricorso a tale strumento è stato dicembre, seguito dai mesi primaverili. La durata media degli avvii di lavoro occasionale è di 1 giorno, ad eccezione delle “Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro” che ha registrato una media di 4,7 giorni e delle “Attività professionali, Scientifiche e Tecniche” che ha registrato una media di 3 giorni. - Disoccupazione Nel 2018 i disoccupati totali sono diminuiti di 15 unità rispetto all’anno precedente, mentre i disoccupati in senso stretto, cioè coloro che sono immediatamente disponibili a lavorare, sono diminuiti di 23 unità nello stesso periodo temporale. La bassa diminuzione dei disoccupati e il forte incremento degli occupati nel 2018, evidenziano ancora una volta come il ricorso a lavoratori frontalieri sia stato prevalente rispetto ai residenti. Un’analisi approfondita è stata fatta sul tempo di permanenza continuativo nelle liste di avviamento al lavoro, confrontato con il numero di avvii lavorativi nel medesimo periodo. Dei 948 disoccupati in senso stretto presenti al 31 marzo 2019, il 64,3% si trovava nello stato di “Disoccupato” da un periodo inferiore a 6 mesi continuativi; entro tale periodo 145 disoccupati non hanno effettuato alcun avvio lavorativo, mentre i restanti 465 hanno effettuato almeno un avvio. Di contro, l’analisi ha mostrato come l’11,9% dei disoccupati al 31 marzo 2019 si trovasse nello stato di “Disoccupato” da più di 24 e come, in tale periodo, ben 64 persone non abbiano avuto alcun avvio lavorativo. Analizzando gli stessi disoccupati al 31 marzo 2019, suddivisi per mesi continuativi in stato di “disoccupazione” e fascia di età, risulta che le fasce con più numerosità sono quelle “da 20 a 24 anni” e “da 25 a 29 anni” e all’interno di tali range la maggior parte dei soggetti si trova nello stato di disoccupato da un periodo inferiore a 6 mesi; presumibilmente, tale numerosità è dovuta al fatto che i giovani in queste fasce di età si affacciano per la prima volta al mondo del lavoro, tuttavia dopo i primi 6 mesi il numero di disoccupati “giovani” cala notevolmente. Nel 2018, il tasso di disoccupazione giovanile in senso stretto si è attestato al 21,4%, in diminuzione rispetto al 22% del 2017.