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Più sinergia, maggiore sovranità

9 giu 2016
Civico10
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In un sol giorno sono arrivate ben due prese di posizione, da parte di sindaci freschi di riconferma di Comuni limitrofi alla Repubblica, molto eloquenti sul modo di procedere schizofrenico del nostro governo nei rapporti con i nostri vicini.
Il Sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, ha posto in evidenza il fatto che San Marino si trova all’interno di un territorio con cui deve necessariamente interagire, coltivando sinergie. Ha parlato di protocolli di intesa da rispettare ma soprattutto ha chiesto di potersi confrontare di volta in volta con un unico interlocutore, e non con Segretari di Stato che procedono in maniera autonoma, spesso su strade diverse.
Domenica Spinelli, invece, Sindaco di Coriano, ha espresso tutta la preoccupazione della sua amministrazione per un progetto con un impatto ambientale potenzialmente considerevole che si dovrebbe realizzare a ridosso della zona naturalistica protetta del Marano, quello della centrale di produzione di energia elettrica tramite cogenerazione.
Al di là del fervore nazionalistico che in questi casi porta tanti sammarinesi a spingere sulla leva della sovranità, da quelle dichiarazioni – e anche da qualcuna del recente passato, con toni e argomenti non sempre condivisibili – viene da pensare che manchi qualcosa nel rapporto con i nostri fratelli di oltre confine.
Ci chiediamo, per esempio, come si possa pensare di realizzare progetti decisamente impattanti, sull’ambiente come su determinati settori economici, senza avere un confronto preliminare – almeno a titolo informativo – con le amministrazioni locali che ne subiranno le ricadute.
Nascondersi dietro formalità come “noi siamo uno Stato sovrano” o “noi ci rapportiamo con la Regione, non con i comuni” dimostra una visione distorta di cosa sia la realtà sammarinese, e in quali ambiti si possa sviluppare la nostra sovranità.
San Marino è un Paese autonomo, certo, ma che si trova immerso in un contesto territoriale con cui deve mantenere un rapporto sinergico e di collaborazione costante e costruttivo, ma soprattutto coerente.
Un rapporto che non deve essere promosso solamente quando è ora di portare acqua anche al nostro mulino, come per le sinergie in campo culturale, enogastronomico e turistico che si stanno lentamente ma fortunatamente promuovendo con il Montefeltro, ma soprattutto quando San Marino ritiene utile mettere in campo progetti di queste dimensioni.
Uscire sui giornali con titoloni utili, forse, in un’ottica di prossima campagna elettorale, con progetti faraonici, numeri gonfiati ad arte, stime di introiti da Mille e una notte, prima ancora di essersi confrontati, o anche solo aver informato chi ci circonda sulle intenzioni del Governo sammarinese, dimostra una miopia politica fuori dal comune.
Miopia che fa la coppia con la mancanza di coesione, ogni giorno sempre più palese, che si riscontra all’interno dello stesso Congresso di Stato, dove ognuno procede sui propri progetti senza un’idea condivisa di dove si vuole portare il Paese.
Lo stesso ragionamento deve ovviamente valere anche quando sono i comuni limitrofi a mettere in campo progetti che impattano sulla realtà sammarinese e sul suo tessuto economico, perché in un’ottica di collaborazione e valorizzazione reciproca le opportunità vanno sviluppate sempre con il dialogo.
San Marino deve rappresentare una risorsa per i comuni limitrofi, e i comuni limitrofi devono essere sempre più una risorsa per San Marino. Solo così riusciremo a sfruttare a pieno le potenzialità dello splendido territorio che condividiamo da secoli. Solo così riusciremo a riacquistare una piena autorevolezza e credibilità da porre come base per una ritrovata sovranità della Repubblica.

Comunicato Stampa di Civico10