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Politiche per la casa: per la CDLS è necessaria una visione prospettica e moderna

13 mar 2025
Politiche per la casa: per la CDLS è necessaria una visione prospettica e moderna


L’analisi e la votazione degli emendamenti al progetto di legge sugli “interventi straordinari per l’emergenza casa” poi approvato in Commissione IV hanno acceso il confronto anche all'interno della CDLS.
Le politiche per la casa assumono infatti un ruolo sempre più centrale nel dibattito pubblico, con il sindacato sempre più impegnato nel garantire il diritto all’abitare. Considerando le crescenti difficoltà di accesso ad alloggi economicamente e socialmente sostenibili, la CDLS ritiene essenziale promuovere un “abitare funzionale e sostenibile” basato su presupposti moderni, inteso non solo come strumento di contrasto alle disuguaglianze, ma anche come leva per la crescita individuale e collettiva.
A tal riguardo, oltre a mettere in campo iniziative che diano risposte adeguate e tempestive al fabbisogno abitativo delle famiglie in difficoltà economica o in condizione di fragilità, è necessario definire Piani di edilizia Residenziale Sociale, ispirandosi alle esperienze più avanzate in Europa nel campo del Social Housing. Tali iniziative devono rispondere adeguatamente al fabbisogno di persone e famiglie che non hanno i requisiti per accedere ad alloggi popolari ma neppure la disponibilità per affrontare i prezzi di mercato, ovvero famiglie monoreddito, lavoratori precari, giovani ed anziani.
Lo sviluppo di tali politiche deve basarsi su un’analisi dei molteplici fattori che incidono sulla domanda abitativa, tra cui i cambiamenti intervenuti nelle strutture familiari negli ultimi anni. La stagnazione demografica diffusa in tutta Europa si sta infatti accompagnando a un aumento della domanda di abitazioni. Questo fenomeno è legato anche alla crescita del numero di famiglie, trainata principalmente dall’incremento dei nuclei composti da adulti singoli, anziani e coppie senza figli, che negli ultimi anni hanno registrato l’aumento più significativo.
“Servono politiche dell’abitare - sottolinea il Segretario Generale CDLS Milena Frulli - che siano capaci di mettere al centro le persone con politiche in grado di differenziare le risposte in relazione ai diversi bisogni, volgendo una riflessione non solo in riferimento al mero spazio abitativo ma al contesto in cui è inserito, agli spazi comuni, ai servizi offerti, riconoscendo il valore che assume il comparto pubblico nella sua costruzione ed attuazione ribadendo così la centralità del ruolo dello Stato”.
A tal riguardo, per la CDLS sarà determinante istituire programmi pluriennali in tema di Edilizia Sociale che mirino alla realizzazione di complessi abitativi in cui la mission sia fornire alloggi accessibili ad un’ampia fascia di popolazione, ospitando persone con caratteristiche quanto più differenziate al fine di prevenire fenomeni di ghettizzazione, isolamento ed emarginazione, in linea con il concetto fondamentale di “sostenibilità sociale”. A fronte di un evidente e progressivo invecchiamento della popolazione, sarà infatti sempre più cruciale in futuro prevenire ogni forma di isolamento relazionale e sociale anche attraverso strumenti moderni di coabitazione solidale domiciliare (senior cohousing) e di coabitazione intergenerazionale (cohousing intergenerazionale), soluzioni essenziali nello scenario attuale in cui il numero delle persone anziane che vivono sole è in costante aumento.
Queste forme di abitare non conforme non vanno confuse con soluzioni simili al modello di affittacamere a canone calmierato, che, se adeguatamente normate, possono comunque risultare interessanti. Nei paesi europei in cui tali modelli sono diffusi, si tratta di opere architettoniche di rilievo che favoriscono la convivenza sinergica tra diverse unità abitative e nuclei familiari, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi sopra menzionati.
“È fondamentale – conclude il Segretario Generale CDLS - prendere atto dei cambiamenti intervenuti nei profili sociali dei beneficiari di abitazioni pubbliche e del ruolo della casa nei percorsi di vita delle persone, in netta controtendenza rispetto all’approccio speculativo che ha caratterizzato gli ultimi decenni e trasformato il diritto all’abitare in occasione di profitto e sfruttamento insensato del territorio”.

Comunicato stampa
CDLS





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