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Presentati i Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA)

5 dic 2019
Presentati i Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA)

Dalla Celiachia alla Bronco-pneumopatia cronico ostruttiva (BPCO), dall’autismo al diabete, passando anche dallo screening al seno o all’osteoporosi. In totale sono ben 12 i PDTA (acronimo di “Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali”) avviati al momento dall’Istituto per la Sicurezza Sociale. Si tratta del percorso che viene attivato nel caso in cui un assistito presenti una delle patologie per le quali sia stato elaborato un PDTA, e di fatto tale percorso prevede tutti i passaggi da compiere dal momento della diagnosi a quello della terapia per ogni singolo paziente. Alcuni PDTA sono già completi, condivisi fra i professionisti e operativi, come per esempio quello per la BPCO, presentato il mese scorso in un convegno a Rimini, altri invece sono in fase di elaborazione oppure di revisione. Oggi 5 dicembre all’Ospedale di Stato sono stati presentati tutti i PDTA in una plenaria alla presenza del Segretario di Stato alla Sanità e del Comitato Esecutivo ISS; si è trattato di un momento di confronto tra professionisti in una ottica di condivisione, in quanto gli stessi PDTA prevedono l’interazione e la collaborazione tra più servizi e professionisti in ambito sanitario e socio sanitario. I PDTA abbracciano soprattutto patologie o condizioni caratterizzate da un decorso prolungato nel tempo o di natura cronica, oppure le conseguenze di un evento acuto come l’Ictus. Si attivano all’arrivo del paziente e la sua presa in carico mediante una vera interazione e interdisciplinarità tra più servizi e reparti, andando a coinvolgere l’intera rete socio sanitaria e, in alcuni casi, le associazioni di volontariato del settore, i cui rappresentanti erano presenti all’illustrazione. Nell’introduzione ai lavori, il Direttore Sanitario dell’ISS ha anche presentato i dati relativi alle dimissioni protette di pazienti, che hanno visto un notevole incremento nel corso dell’ultimo anno, passando dalle 23 del 2018 alle 157 dei primi nove mesi del 2019. Un risultato reso possibile anche dal servizio di coordinamento socio sanitario assistenziale (CSSA), che prevede, come specificato nel Piano Sanitario e Socio Sanitario, una maggiore integrazione tra Ospedale e Territorio.