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PSD: esito del referendum

3 giu 2019
PSD: esito del referendum

Il PSD è molto soddisfatto per l’esito referendario e ringrazia gli oltre 14.000 cittadini che si sono espressi alla prima consultazione senza quorum. La modifica della legge elettorale, supportata dal 60% dei votanti, rimette a posto un errore colossale della norma attuale che confonde il diritto di scegliere la maggioranza che andrà a governare con la composizione del Consiglio Grande e Generale: non esiste paese al mondo in cui il premio di maggioranza va a discapito delle forze di opposizione già elette. La maggioranza, e in maniera scomposta e scorretta anche il governo, si sono schierati fortemente per il no. Hanno perso e questo deve far loro riflettere. Ma non facciamoci trarre in inganno: è il fallimento dell’azione di governo e non il referendum il motivo per il quale l’esecutivo dovrebbe cadere. Il disastro portato ad un già debole sistema bancario e finanziario, la lotta contro una banca che stava tutto sommato in piedi e che invece doveva morire per motivi politici, Asset. La strenua difesa di un altro istituto bancario il CIS, invece con più problemi, con l’assistenza della cricca Confuorti-Savorelli in Banca Centrale. La débâcle della gestione di Cassa di Risparmio, con la defenestrazione di tutti i vertici nominati dall’attuale maggioranza. La perdita dei voti nello scorso Consiglio sulla Commissione di inchiesta su CIS, nonostante il diktat della maggioranza. Tutto ciò rappresenta la dichiarazione di fallimento di un governo che anche su tutto il resto, come per esempio le riforme non è riuscito a portare a casa quanto promesso nel Programma: le imposte indirette, la riforma delle pensioni, ma soprattutto la ripresa economica e dei rapporti con l’Italia che latitano. È necessario che qualcuno in maggioranza ammetta che è necessario cambiare strada e che le dinamiche di sistema, a partire da Cassa di Risparmio, debbano essere il frutto di un dialogo allargato e senza forzature istituzionali e di potere. In quel momento, come sempre, il PSD potrà portare il suo fattivo contributo, nell’ottica di una prossima legislatura con presupposti diversi. Il cambiamento della legge elettorale che favorisce la rappresentatività dovrà guidare un periodo in cui al centro dell’attenzione non sia la guerra alle elezioni e la creazione delle armate tramite coalizioni che si devono scontrare per farne rimanere solo una che prende tutto il bottino di guerra: dovrà invece essere messa al centro la capacità di trovare soluzioni condivise e valide per fronteggiare il debito, salvare e riavviare il sistema bancario e finanziario e fare le riforme necessarie senza massacrare il tessuto sociale. Soprattutto fare tutto ciò portandosi dietro un paese e non solo una maggioranza non rappresentativa e spingibottone. Grande fiducia e stimolo giungono anche dal referendum sulla non discriminazione di ogni forma di orientamento sessuale. Una maggioranza larghissima, impensabile qualche tempo fa, ha confermato una decisione già presa in aula, dandole più forza. Il PSD è quindi particolarmente soddisfatto perché per entrambi i quesiti la cittadinanza ha fatto una scelta di buon senso che riconcilia la politica con il paese dando fiducia alla rappresentanza dei partiti e concedendo maggiori diritti a tutti e non meno.

Comunicato stampa
PSD