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Psd traccia un bilancio sull'attività del Governo

5 lug 2019
Psd traccia un bilancio sull'attività del Governo

Si è da qualche giorno oltrepassato la metà della legislatura, è quindi ora di fare alcuni bilanci sull’attività di governo su fatti precisi, non opinioni. Partendo dal sistema bancario e finanziario salta subito all’occhio la diminuzione di circa un miliardo (1.000.000.000) di euro su 6,4 del 2016 nella raccolta complessiva. Sono inoltre state commissariate 2 banche, Asset poi assorbita in Cassa e CIS il cui destino rimane incerto ma senza capitali ulteriori non può che andare in liquidazione. Nel frattempo sono state silurate 3 dirigenze di banca centrale e altrettante di Cassa di Risparmio. Sulla banca dello stato molto ci sarebbe da dire ma almeno una cosa è certa: anch’essa in questi due anni ha peggiorato la propria salute, non produce reddito, la nuova dirigenza ormai insediata da un mese, non ha presentato nessun piano di rilancio. Insomma si è indiscutibilmente e considerevolmente più poveri che a inizio legislatura ma soprattutto più disorientati e impantanati in una crisi economica ma ancora più di idee e credibilità. Il confronto di ieri, promosso dalla CSU sui fondi pensioni detenuti in CIS, ne è un esempio lampante: CIS viene commissariata a gennaio, poco dopo emerge la gravissima e inedita pur nelle ripetute crisi bancarie sammarinesi, che gli oltre 100 milioni di fondi pensioni gestiti sono in sostanza indisponibili, eppure in 5 mesi non è stato creato nessun tavolo di emergenza governativo per recuperare quanto più possibile (o almeno individuarne il modo) dai responsabili del dissesto in CIS ed a 15 giorni dalla fine del già più volte prorogato termine del blocco dei pagamenti non si ha una idea precisa di quali sono gli scenari. E non si hanno scenari plausibili su CIS, Cassa di Risparmio e sul futuro del sistema nel suo complesso perché il governo invece di rendere chiara la risposta sul perché venire a investire a San Marino nel settore finanziario, ha perso un anno e mezzo a fare la guerra agli avversari politici (Asset e la dirigenza di Cassa) per poi iniziare una assurda caccia all’investitore che ha visto far arrivare e ripartire Ali Turki, annunciare accordi sterili e diplomaticamente non facili con la Russia, investitori francesi per CIS che nulla hanno a che fare con l’attività bancaria, investitori di qua e di là, solo fuffa in realtà. Le uniche cose da fare erano: portare a casa un nuovo Accordo con la Repubblica Italiana sulle prospettive di sviluppo reciproche e l’apertura di nuove nicchie concordate come quelle anche bancarie attraverso il memorandum con Banca d’Italia, con quello favorire il rapporto con Banca Centrale Europea per aprire il mercato dei capitali, facendo ciò si aveva una piattaforma di ripartenza credibile a livello internazionale che avrebbe, questa sì, consentito di essere attrattivi nella chiarezza del contesto e delle regole ed in un mercato allargato. Il PSD ritiene che questo governo abbia fallito pesantemente nelle scelte strategiche e ritiene che l’esperienza di Adesso.SM deve terminare prima possibile. Il PSD intensificherà il lavoro di costruzione di una alternativa già dai prossimi giorni, aprendo il progetto a tutti coloro che, nel campo riformista, guardano al futuro e non al passato, a quelli che pensano al bene del paese e non alle vendette politiche, a chi pensa ad una San Marino aperta, moderna, trasparente, inserita chiaramente nel mercato europeo con le proprie prerogative. Il PSD intende fare ciò al di là delle sigle e dei veti personali che hanno bloccato l’azione nel centro sinistra e guarda alle tante persone della società civile e della nostra area, consapevoli che essere vicini ai cittadini e rendere efficaci le politiche non passa più dalla difesa di anacronistici fortini simbolici, ma dalla capacità di mettere assieme le forze con un indirizzo chiaro.

L'ufficio Stampa del PSD