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Rapporti commerciali San Marino - Russia, il Ps interroga il Governo

22 lug 2018
Rapporti commerciali San Marino - Russia, il Ps interroga il Governo
Nella giornata di domani lunedì 23 luglio i Consiglieri del Partito Socialista, Alessandro Mancini e Denise Bronzetti depositeranno alla Segreteria Istituzionale la seguente interrogazione con richiesta di risposta scritta :
Secondo le stime elaborate da testate economiche qualificate (Fonte il Sole 24 ore) il danno che le sanzioni alla Russia hanno determinato all’Italia è altissimo. In particolar modo per il settore agro – alimentare ( latte e derivati, ortofrutticoli freschi) che nel 2013 importava in Russia per 182 milioni di euro, mentre la cifra relativa al 2016 e 2017 è pari a zero.
Nel 2016 la testata online “Russia Beyond” pubblicò un articolo intitolato “San Marino, quel ponte con la Russia per aggirare l'embargo” – (https://it.rbth.com/economia/2016/03/18/sanzioni-da-san-marino-il-formaggio-torna-in-russia_576975) cosa peraltro confermata dal quotidiano on line “The Moscow Times” con l’articolo “San Marino to Export Meat and Cheese to Russia” – (https://themoscowtimes.com/articles/san-marino-to-export-meat-and-cheese-to-russia-52209) e da testate giornalistiche italiane (http://www.ilgiornale.it/news/politica/russia-importa-parmigiano-san-marino-1237271.html).
Di fonte a queste numerose notizie ci fu la reazione delle istituzioni sammarinesi: (Fonte testata On line Giornale.sm 20/3/2016): “Il Titano smentisce categoricamente pur ammettendo che le esportazioni verso la Russia non si sono mai interrotte per una ragione molto precisa: San Marino non fa parte dell’Unione Europea. «Non siamo tenuti a seguire le indicazioni circa le sanzioni alla Russia – afferma Luca Brandi, direttore Affari europei per il Dipartimento Esteri sammarinese – ma la Ue ci ha espressamente chiesto di non creare ‘distorsioni’. Cioè di non aumentare le quantità di prodotti che noi già esportiamo verso la Russia. In poche parole di non diventare noi il canale per favorire imprenditori stranieri. Ci siamo sempre attenuti alle indicazioni europee e continueremo a farlo». San Marino, quindi, continuerà le esportazioni di prosciutti e formaggi prodotti e lavorati dentro i suoi confini «ma vigilando attentamente – dichiara il ministro all’Industria e commercio, Marco Arzilli –: chiunque tenti di aggirare l’embargo sarà pesantemente sanzionato». Le voci di un accordo che potesse in qualche modo favorire le esportazioni verso il Paese di Putin ha agitato il governo sammarinese che sta lentamente avviando il suo cammino per entrare nell’Unione europea. Anche il ministro all’Agricoltura e alla Cooperazione Economica Internazionale, Antonella Mularoni, in questi giorni a Mosca per il Forum Economico Internazionale della Csi (la Comunità degli Stati indipendenti) ha voluto ribadire che «non c’è nessun accordo da firmare e nessuna intenzione di favorire le importazioni di carni e formaggi dell’Unione Europea. Non avendo aderito alle sanzioni europee San Marino, come del resto avviene per la Svizzera e altri Paesi, può esportare i suoi prodotti in Russia. Naturalmente a patto che siano rigorosamente made in San Marino».
Nel 2017 Fonte Testata online “Russia Beyond” – (https://it.rbth.com/economia/2017/02/08/cosi-la-russia-fa-affari-con-i-prodotti-alimentari-sanzionati_697906 ) ha però pubblicato un nuovo articolo : “Sanzioni, così i formaggi italiani entrano di nascosto in Russia. Dalle consegne per posta alle spedizioni provenienti da San Marino: ecco come vengono aggirati i divieti imposti sui prodotti alimentari embargati. Ma ora un disegno di legge prevede nuove misure sanzionatorie per i trasgressori”. A questa nuova notizia non ci risulta che l’attuale Governo non abbia mai dato risposte in termini di smentita o di altro tipo.
Segnaliamo, infine, che – sul punto - nel maggio del corrente anno abbiamo poi registrato le incomprensibili dichiarazioni “double face” del Segretario di Stato agli Affari Interni Guerrino Zanotti (https://www.smtvsanmarino.sm/politica/2018/05/09/apertura-san-marino-alle-imprese-russe Segretario-zanotti-chiarisce-paese-non-strumento-aggirare-sanzioni ) in cui si smentisce affermando che “Non era mia intenzione – afferma - far passare il messaggio che San Marino potesse essere uno strumento della Russia o delle imprese che esportano verso di essa per aggirare le sanzioni”. Il Segretario di Stato spiega invece di aver illustrato, nel suo discorso in Austria, le caratteristiche del sistema economico sammarinese, anche con l'obiettivo di internazionalizzare e di aprire agli investimenti di aziende russe in Repubblica.

A fronte di questa sopra esposto si interroga il Governo per conoscere:
1. Quale tipo di monitoraggio, da parte degli organismi di controllo e degli uffici competenti, è stato effettuato in questi anni per anno evitare questo tipo di “distorsioni”;
2. Si richiede, in particolar modo, di dettagliare l’attività compiuta negli 2016/2017 e 2018;
3. Si richiede, inoltre, se organismi di controllo o Uffici di riferimento dell’UE o della Repubblica d’Italia abbiano inviato o richiesto specifiche segnalazioni in tal senso rispetto a operazioni dubbie nell’ambito del settore agro - alimentare.


Comunicato stampa
Gruppo Consigliare del Partito Socialista