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Repubblica Futura: riflessioni e proposte per il tempo attuale

29 mar 2020
Repubblica Futura: riflessioni e proposte per il tempo attuale

 In queste settimane di grande emergenza, cui il Paese è sottoposto, la politica pare abbia perso parte del suo ruolo e parte dei suoi doveri. La politica in generale ed i partiti che ne sono l'articolazione, ha vari compiti dai più nobili rappresentati dal delineare la visione futura di un sistema Paese o di declinare in leggi e regolamenti i Diritti universali, ai più operativi e di breve termine, come la gestione di un determinato evento storico come può essere la crisi come quella che viviamo. Ma oltre a questi doveri ce n'è uno fondamentale in democrazia da non sottovalutare mai: rappresentare i cittadini degnamente, nelle loro aspettative e nei loro dubbi. Oggi se un cittadino osa domandarsi se le cose stiano funzionando bene, se ciascuno stia svolgendo al meglio il proprio dovere, se qualcosa poteva essere gestita in altro modo, se ci siano cose che si dovrebbero/potrebbero fare e non si sono fatte, viene quanto meno guardato con sospetto. Se un partito politico prova a dar voce a quei cittadini, ponendo le stesse questioni su un piano politico, diventa immediatamente sciacallo. Capiamo, ed è legittimo che in fasi storiche come queste, si senta la necessità di stringersi attorno alle proprie istituzioni rigettando qualsiasi elemento divisivo o peggio ancora polemico. Non lo abbiamo fatto né lo faremo. Repubblica Futura rispetta pienamente il recente verdetto delle urne che ha visto i sammarinesi decidere in piena consapevolezza chi li doveva rappresentare. La coalizione di governo formatasi dopo le elezioni, ha tutto il diritto di governare e di gestire il potere assegnatogli, seguendo il proprio orientamento politico. Ha un grande punto di forza: la rappresentatività dei numeri. Ma non è detto che basti. Repubblica Futura ha il dovere di assolvere al compito che la cittadinanza le ha affidato che è di controllo dell'operato del governo ma è innanzi tutto di rappresentare i cittadini. Tra i quali peraltro, in modo crescente, iniziano a presentarsi dubbi e incertezze. Responsabilmente siamo a disposizione del Paese. Il governo però non può più eludere sedi di confronto, ripetiamo, nel pieno rispetto dei ruoli, in cui porre i dubbi legittimi. Oggi sfugge ad ogni sede, ordinaria e straordinaria, senza ragione. Noi crediamo che sciacallo sia chi critica sempre tutto senza mai fornire una idea alternativa, sciacallo è chi vuole approfittare di una crisi sanitaria per ritagliarsi posti di potere che il popolo ad altri ha affidato o chi cerca di manipolare consenso spargendo veleno e falsità. Al contrario, politica significa discutere civilmente, dibattere, confrontarsi. Se non sarà possibile farlo su questi principi, lo faremo in altri modi e pubblicamente. Le prossime elezioni sono lontane, non siamo mossi da nessun tornaconto di piccolo cabotaggio. L'emergenza incombe e la gestione del dopo sarà impegnativa e richiede l'apporto di tutti. Apprezziamo chi, nella maggioranza sostiene che le forze di maggioranza e di minoranza ed i cittadini tutti si devono compattare per collaborare, ma se permarrà questa ottusa ed incomprensibile chiusura a contributi, se i pasdaran continueranno a dominare con settarismo ed incompetenza, la Repubblica pagherà ancor più pesantemente il prezzo, costringerà il Paese ad un clima divisivo che noi vogliamo evitare e tutti, parti politiche, sociali e cittadini, si scateneranno in lotte feroci dagli esiti imprevedibili. Le furbizie non servono ed il governo, se ha senso di responsabilità, lo deve sapere.