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Repubblica Futura risponde a Rete: "Nessun blitz sulla scuola"

19 ago 2018
Repubblica Futura risponde a Rete: "Nessun blitz sulla scuola"
Prendiamo atto che RETE, non avendo migliori argomenti da spendere in questo mese di agosto, si è preoccupata di sottolineare la passata militanza politica di alcuni Segretari di Stato, ai quali - in mancanza di scheletri negli armadi - non ha trovato evidentemente di meglio da rimproverare. Del resto l’attacco personale o le volgarità rivolte a partiti avversari sono ormai una prassi consolidata di RETE a prescindere dall’argomento trattato.

In un recente comunicato, dedicato peraltro a Civico 10, ha definito Repubblica Futura come un covo di mazziniani e bigotti elitisti. Facciamo notare che nel nostro movimento, fin dalla sua costituzione, non vi è traccia di indagati; quanto alla qualifica di bigotti elitisti la riteniamo, nella sua insignificanza, risultato del livello politico-istituzionale di Rete. Quel che è certo è che in Repubblica Futura non militano personaggi politici che vivono alle spalle del partito grazie al contributo pubblico.

Tuttavia, volendo fare ricerche sul passato politico di qualcuno, potremmo suggerire a RETE di dedicarsi alla coalizione con cui si è presentata alle ultime elezioni. Scoprirebbe così che vi sono personaggi navigati con storie di lunghissimo corso e vecchi leoni della politica Sammarinese, come il “Re degli asfalti” e l’altro che ammirava molto Stolfi ma si dichiarava fedelissimo di Andreoli, divenuti ormai alleati chiave di RETE.

Parlando, invece, di cose serie come la scuola, a RETE potremmo modestamente suggerire che non è con le barricate sostenute da sciocchezze che si costruiscono le soluzioni ai problemi, che ahinoi vanno affrontati e non nascosti.

La Segreteria alla Pubblica Istruzione vuole certamente confrontarsi con gli insegnanti e con il personale della scuola. Con tutti, e non solo con chi legittimamente manifesta.

Non esiste alcun “blitz”, il decreto contestato da qualcuno non impone scelte ultimative ma disegna un percorso di approfondimento e di verifica, che comunque deve arrivare a delle conclusioni in tempi congrui. Non vi sono insegnanti licenziati, né plessi scolastici chiusi, né decisioni irreversibili, come qualcuno sta tentando di insinuare.

La Segreteria alla Pubblica Istruzione da tempo sta ponendo, in particolare, due problemi finora tenuti ben poco in considerazione.

Il primo riguarda il calo della natalità, ormai stabilizzato da oltre un quinquennio, che ad iniziare dalla scuola dell’infanzia e soprattutto dalla scuola elementare, pone problemi seri nei piccoli plessi. Imporre il trasferimento di bambini da un plesso all’altro non è praticabile, chiudere i piccoli plessi avrebbe una ricaduta sociale negativa. Si stanno approfondendo alcuni percorsi per trovare le soluzioni più opportune.

Soluzioni miracolose, a parte ignorare il problema, non si conoscono. RETE, al di là della polemica spicciola e degli attacchi personali, non ha dato alcun contributo costruttivo in questo senso.

Il secondo problema riguarda le difficoltà complessive del Bilancio dello Stato, che attualmente presenta un disavanzo strutturale di circa 40 milioni di euro l’anno. Questo significa che, al netto di interventi straordinari, lo Stato spende molto più di quello che incassa. Salvaguardare il nostro sistema scolastico significa affrontare anche il problema del suo costo, nell’ottica di tutelare l’ottimo livello dei servizi che sono erogati, facendo però attenzione agli sprechi e risparmiando dove è possibile. Affrontare queste questioni con la politica delle “bocce ferme”, tanto cara a qualcuno, sarebbe irresponsabile. E nemmeno con il “ben altri sono i problemi”, che di questi tempi si sente riecheggiare.

Va dato atto a RETE che una propria soluzione ai problemi di bilancio l’ha proposta. Infatti, nell’ambito dell’approvazione della recente legge di assestamento del bilancio previsionale 2018, RETE ha presentato un emendamento che imponeva alla Repubblica di San Marino di chiedere perentoriamente all’Unione Europea di poter stampare moneta.

L’emendamento è stato respinto ed è rimasto agli atti e se il momento generale del Paese non fosse così difficile, si potrebbe anche riderne. Purtroppo se queste sono le proposte di RETE per risolvere i problemi del Paese, non si può che esserne preoccupati.

Comunicato stampa
Repubblica Futura