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Repubblica Futura: si è passati dal regno di Grais a quello della Tomasetti

9 dic 2020
Repubblica Futura: si è passati dal regno di Grais a quello della Tomasetti

Dalla stampa nazionale italiana dei giorni scorsi abbiamo appreso notizie che coinvolgono ancora una volta il nostro Paese, questa volta per una vicenda giudiziaria che riguarda appunto un cittadino sammarinese, già dirigente di un istituto di credito, legato all’acquisto di mascherine per l’emergenza Covid. Le responsabilità vere o presunte del soggetto in questione non riguardano da vicino il dibattito politico e la procura italiana che si occupa del caso avrà modo di accertare i fatti. Ciò che lascia perplessi sono le ricostruzioni giornalistiche di contorno. In una di esse si può leggere infatti come “il nome del banchiere si intreccia, ma in netta contrapposizione, con quello di Gozi. L’eurodeputato macroniano nel 2019 fu indagato per una consulenza fantasma”. Nell’articolo si afferma - a parte il riferimento alla “consulenza fantasma” di Gozi che non è stata fantasma per niente - che il presidente di BCSM ha avviato un’indagine di vigilanza su un intermediario finanziario, cosa che - aggiungiamo noi - non è prevista fra i poteri e le prerogative del Presidente della BCSM. Qualcuno vuole vantare sulla stampa meriti che non ha o è cambiato qualcosa in via del Voltone? Si è passati dal regno di Grais a quello della Tomasetti che guida direttamente il coordinamento della vigilanza presieduto da Giuseppe Ucci, direttore ff (acronimo che fa sempre più rima con: fino alla fine... del mondo)? Ma c’è di più: sulla stampa italiana si fa riferimento anche ad uno o più esposti che sarebbero stati presentati alle autorità italiane e sammarinesi e di come “sulla base di uno di questi, la Procura di Roma abbia aperto un fascicolo contro ignoti per rivelazione di segreti di ufficio”. Repubblica Futura si augura vi sia un tempestivo chiarimento perché fatichiamo a comprendere quale ruolo possa avere il signor Luciano Cannarsa, marito di Catia Tomasetti, rispetto al sistema finanziario sammarinese. Non è dato capire dall’articolo se le pressioni ricevute da Tomasetti e da Cannarsa e finite in tribunale, afferiscano all’incarico di lei in BCSM o di lui in CONSIP. Se si vuole arrivare a una definita verità su quanto accaduto nel sistema finanziario sammarinese, opera avviata faticosamente dalla Commissione d’Inchiesta, sarebbero da chiarire vicende che hanno il sapore di un gigantesco pastrocchio e fanno apparire San Marino come uno Stato da operetta in cui il presidente di BCSM è dotato di poteri quasi paranormali e può, spingendo un pulsante, fare saltare i magistrati sammarinesi come pupazzi, e da Roma dirigere e guidare il presente e il futuro del nostro sistema finanziario. Facciamo questo appello al governo perché, in una fase in cui ci si richiama da più parti al legittimo orgoglio nazionale, assistiamo senza fiatare a una gestione italocentrica di alcuni settori e a una sovranità (la nostra) demandata al Tribunale di Roma o a qualche aggancio con servizi segreti italiani... e in merito a vicende che - ne siamo convinti - debbano essere chiarite una volta per tutte!


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